News12 settembre 2026 18:02

Affitti brevi, gli agenti immobiliari: "Limitare le locazioni brevi non crea in automatico nuove abitazioni"

Fabio Becchi (Fiaip Liguria): "Per combattere la crisi abitativa occorre intervenire sulle ragioni che frenano l’offerta privata: pressione fiscale sulla proprietà, rigidità contrattuale, rischio di morosità, incertezza sui tempi di rilascio, insufficienza delle garanzie per il locatore e scarsità di incentivi per chi immette immobili sul mercato residenziale"

Affitti brevi, gli agenti immobiliari: "Limitare le locazioni brevi non crea in automatico nuove abitazioni"

 

 

«Limitare le locazioni brevi non crea in automatico nuove abitazioni, comprimere la possibilità di utilizzare o vendere liberamente un immobile significa colpire la proprietà privata».

Facendo riferimento a quanto già espresso dal presidente nazionale di Fiaip Fabrizio Segalerba anche il presidente regionale Fabio Becchi esprime preoccupazione per i contenuti dell’Affordable Housing Act, ovvero la proposta di Regolamento presentata il 9 settembre dalla Commissione europea per definire un quadro giuridico comune entro il quale le autorità nazionali, regionali e locali potranno adottare misure nelle “aree soggette a tensione abitativa». 

«Fiaip – rileva Becchi - condivide la necessità di affrontare con urgenza il problema dell’accesso alla casa, ma ritiene che la risposta non possa essere costruita comprimendo le facoltà dei proprietari o individuando nelle locazioni brevi e nelle seconde case la causa principale della crisi».

Secondo FIAIP occorre intervenire sulle ragioni che frenano l’offerta privata: pressione fiscale sulla proprietà, rigidità contrattuale, rischio di morosità, incertezza sui tempi di rilascio, insufficienza delle garanzie per il locatore e scarsità di incentivi per chi immette immobili sul mercato residenziale. 

Il presidente provinciale di Fiaip Imperia e delegato regionale al Turismo Alessio Bellinghieri  aggiunge: «Particolare attenzione merita il passaggio relativo alle misure che possono incidere sull’acquisizione e sull’uso degli immobili non destinati all’abitazione principale. Il Regolamento non attribuisce di per sé nuovi poteri agli Stati o agli enti locali, ma costruisce una cornice europea entro la quale potranno essere valutate restrizioni già previste dagli ordinamenti nazionali».

Per la Federazione la priorità deve essere aumentare strutturalmente l’offerta: favorire la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio inutilizzato, semplificare i processi urbanistici, incentivare la locazione residenziale, rafforzare le garanzie per i proprietari e mobilitare investimenti pubblici e privati.

com