Il Ministero ha autorizzato i commissari degli stabilimenti SANAC (Vado Ligure, Massa, Gattinara) alla cessione ad Erre Trading, azienda con sede a Massa, gruppo guidato da Emanuele Ricciardi imprenditore in attività da circa 40 anni principalmente nel settore del commercio, trattamento e lavorazione di rottami metallici e ferrosi e demolizioni industriali nonché da ultimo, ma solo in ordine cronologico, quello dell’importazione e distribuzione di macchine da taglio laser CNC e macchine per la saldatura laser.
Si aprirà così una fase nella quale si definiranno i dettagli dell’operazione. Una operazione da seguire con grande interesse da parte nostra: non solo ci sono in ballo 70-80 posti di lavoro ma soprattutto il fatto che la SANAC rimane l’ultimo aggancio della residua struttura industriale del savonese con la produzione siderurgica.
Ricciardi ha illustrato il suo piano industriale: investimenti legati alle commesse, salvaguardia dei posti di lavoro e (qui risiede l’incognita) due possibilità per lo stabilimento di Massa.
Il progetto industriale di Ricciardi punta a rilanciare la produzione di refrattari, i materiali utilizzati per il rivestimento dei forni siderurgici, oggi in larga parte importati dalla Cina.
Il piano prevede soprattutto interventi di ammodernamento degli stabilimenti.
«Il grosso dell’investimento sarà nella riqualificazione degli impianti», spiega l’imprenditore. Il suo importo dipenderà però dal mercato: «Se il Cbam arriverà presto e se le acciaierie ci permetteranno di produrre non solo su Vado e Gattinara, ma anche su Massa, l’investimento sarà intorno ai 20-30 milioni». Il riferimento è al Carbon Border Adjustment Mechanism, il meccanismo europeo che attribuisce un costo alle emissioni di anidride carbonica incorporate in alcune merci importate da Paesi extra-UE, tra cui l’acciaio.
Questo dovrebbe rendere meno conveniente l’importazione dei materiali refrattari dalla Cina e dunque rendere più competitiva la produzione in loco. È sul futuro dello stabilimento di Massa che si concentra la maggiore incertezza, mentre Vado Ligure e Gattinara continueranno a produrre refrattari.
Le scelte del gruppo Ricciardi dipenderanno soprattutto dalla disponibilità delle acciaierie a sostenere il progetto industriale di Sanac. La decisione relativo al completo ciclo produttivo da mantenere nelle tre sedi, dunque, non è ancora stata presa e dipenderà dalle prospettive di mercato e dalle commesse che Sanac riuscirà ad acquisire. Sul fronte occupazionale, Ricciardi conferma l’intenzione di salvaguardare l’intero organico dei tre stabilimenti interessati dall’operazione: «Intanto recuperiamo tutti gli addetti, 170-180».
L’acquisizione consentirà a Erre Trading di compiere un significativo salto dimensionale e di affiancare all’attività commerciale nel settore dei rottami metallici la produzione industriale di refrattari.
Siamo quindi di fronte a una situazione delineata chiaramente: il destino di Vado e di Gattinara che continueranno a produrre refrattari è strettamente legato alla produzione siderurgica (vero nodo strategico della produzione industriale italiana).
Come sta allora la siderurgia italiana?
Nel 2023 l’Italia ha prodotto circa 21 milioni di tonnellate di acciaio grezzo, è questo il dato che permette alla siderurgia italiana di collocarsi al secondo posto in Europa, subito dopo la Germania.
Se il dato sulla produzione è lusinghiero, va detto però che il posizionamento dell’Italia in termini di volumi prodotti non si riflette poi in una paritetica rilevanza economica del settore. Per comprendere il fenomeno basti pensare che se la differenza con la Germania, in termini di acciaio prodotto è del 40% (21 mln di tonnellate a fronte delle 35 tedesche), se consideriamo il valore aggiunto il gap scende al 30% (6 mld di euro prodotti in Italia, 8 in Germania.
In sostanza questi i punti critici ai quali andrebbe prestata il massimo dell’attenzione da parte dei sindacati e delle istituzioni locali:
1) Calo della produzione attraverso ciclo integrale, che comporta una perdita di capacità nel segmento dei laminati piani, fondamentali per settori come la meccanica, i trasporti e gli elettrodomestici;
2) Scarsità e tensioni sul rottame ferroso: dal momento che l’Italia basa la sua siderurgia in larga misura su rottame, la disponibilità di questo materiale diventa cruciale. Con la crescente domanda europea di acciaio “circolare”, la competizione per il rottame si intensificherà, mettendo pressione sulle forniture e sui costi;
3) Costi energetici elevati rispetto ai concorrenti: l’elettricità e l’energia in generale incidono in modo significativo sui costi di produzione e in Italia, le imprese energivore pagano tariffe spesso più alte rispetto ai competitor europei.
A queste criticità si aggiungono sfide da condividere a livello europeo, come la sovracapacità produttiva globale (in primis da Cina e India), politiche commerciali protezionistiche (si pensi ai dazi USA).
Infatti, un aspetto cruciale sarà quello del coordinamento a livello europeo e internazionale a protezione del mercato e delle aziende che vi operano.
Sanac si trova dentro a questo complesso contesto e questo punto va sottolineato e fatto conoscere in una provincia come quella di Savona che avrebbe urgente bisogno di rilancio sul piano industriale.


