Mezza politica24 maggio 2018 17:55

L'aria che tira

Pensare che una vignetta satirica debba piacere a tutti, oltre che cretino, sarebbe profondamente sbagliato. Nel caso la satira fosse gradita al suo obiettivo principale, e ai suoi supporters, essa avrebbe fallito, non avrebbe svolto degnamente il proprio compito, che è sempre quello di irridere il Potere in tutte le sue forme

L'aria che tira

È questo ruolo che fa della satira uno degli indicatori dello stato di salute della democrazia in un Paese e, finalmente, in una qualsiasi comunità di umani. Recita una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, recentemente ricordata da Thierry Vissol, direttore del Centro Libréxpression: «La libertà di espressione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica, una delle condizioni primordiali per il suo progresso e per lo sviluppo di ogni individuo… Essa vale non soltanto per le “informazioni” o le “idee” accolte con favore o considerate inoffensive o indifferenti, ma anche per quelle che offendono, sconvolgono o inquietano: così esigono il pluralismo, la tolleranza e l’apertura mentale, senza i quali non vi è “società democratica”».

Nella mia modesta carriera ho disegnato migliaia di vignette sui governi Berlusconi, Prodi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni - oltre che su temi extranazionali, religiosi e di costume – e immagino, e spero, che molte abbiano irritato, o almeno non siano piaciute, ai fans di quei governi. Dico “spero” perché non ho mai avuto il piacere di averne soddisfacente contezza: forse perché si trattava di sostenitori timidi oppure dotati di un lodevole gusto per l’autoironia, o ancora perché i social networks non avevano grande diffusione e i militanti più accesi non avevano modo per esprimere pubblicamente il loro disappunto. Com’è come non è, sino ad oggi avevo ricevuto rimproveri e qualche insulto solo da alcuni accaniti xenofobi, diversi integralisti cristiani e un paio di renziani particolarmente suscettibili.

Oggi invece sono felice perché da quando è in corso il processo di formazione del nascituro governo Lega-Movimento 5 stelle molti sostenitori delle due forze politiche, ma in particolare i pentastellati, hanno preso a coprirmi di contumelie (uno di essi, particolarmente creativo, mi ha consigliato un fantasioso utensile per la stimolazione dello sfintere: mai più senza). Per me è una buona notizia perché significa che sto facendo dignitosamente il mio mestiere. Peccato soltanto che queste persone non possano capirlo, avendo dimenticato che lo facevo anche quando prendevo di mira i loro avversari politici, ma questo non è un problema mio.

Alle elezioni del 4 marzo 2018 ha partecipato poco meno del 73% dei 50.782.650 aventi diritto al voto. Il Movimento 5 stelle ha ottenuto oltre il 30% dei voti validi, all’incirca 11 milioni di elettori, in rappresentanza di circa un sesto della popolazione del Paese. Questi ragguardevoli numeri consegnano al Movimento, con gli allegati leghisti, la maggioranza parlamentare cioè il Potere. Non la Ragione. E l’irrisione del Potere costituisce l’essenza della satira.

Stefano Rolli