Crisi Complessa13 giugno 2019 15:51

La lunga lotta di Mondomarine

A poca distanza dal simbolo della città ha sede uno storico cantiere navale che attende di conoscere il suo futuro. Alessandro Berta e Marco Ravera oggi sono andati a visitarlo: attualmente ospita nove imbarcazioni di cui una in costruzione, e l’attività ferve come al solito, nonostante le incertezze

La lunga lotta di Mondomarine

Da quando, in novembre, Palumbo Superyachts ha acquisito Mondomarine, la battaglia a colpi di carte bollate non ha mai smesso di imperversare.

Il cantiere savonese ha costruito, negli anni, imbarcazioni da sogno celebrate anche da grandi produzioni televisive (http://www.lanuovasavona.it/2018/08/07/leggi-notizia/argomenti/contromano-1/articolo/mondomarine-il-danno-e-la-beffa.html).  

Oggi si trova, per l’ennesima volta, appeso al filo della temibile burocrazia italica, in attesa di un’eventuale sospensiva per capire se potrà operare anche dopo il 30 giugno o se lo yacht attualmente in costruzione in quel di Savona dovrà essere impacchettato e spedito a un altro cantiere, chissà dove.

L’ultima doccia fredda per imprenditore e lavoratori risale a maggio, quando il TAR di Genova ha accolto i ricorsi presentati da Rodriguez Yachts e Monaco Marine contro il rilascio della concessione a Palumbo.

Marco Ravera, consigliere di Rete a Sinistra che più volte ha portato la situazione dei lavoratori Mondomarine all’attenzione del Consiglio comunale e della Giunta regionale, tramite il consigliere Pastorino, commentava con amarezza “accade spesso che quando sul nostro territorio troviamo un imprenditore che rispetta le promesse, tutto poi venga bloccato. E Palumbo le promesse occupazionali ha cercato di mantenerle, tant’è vero che il cantiere è tornato a operare quasi a pieno regime, anche grazie alla tenacia dei lavoratori che hanno perseverato nelle attività di manutenzione e pulizia anche in stato di grave incertezza sul proprio futuro”.

Un’idea condivisa da Alessandro Berta, che rappresenta la Città nel Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale: Palumbo è un’azienda che sin dall’inizio è stata interessata a proseguire l’attività mantenendo gli impegni e garantendo l’occupazione.

Stupisce, prosegue Berta, che il TAR ligure non abbia ritenuto congrui due criteri fondamentali: quello del mantenimento occupazionale e quello dell’immediato impegno della manodopera. Stupisce non solo dal punto di vista umano, ma anche da quello amministrativo, perché sono elementi essenziali per affidare una concessione.

Quali le prospettive, adesso? C’è la possibilità che il consiglio di Stato ribalti la sentenza del TAR, ma ci vorrà del tempo.

Berta e Ravera concordano quindi sull’importanza della sospensiva, che potrebbe arrivare a giorni permettendo al cantiere di proseguire l’attività: l’importante è essere pronti a evitare che le aree restino inaffidate, quindi vuote.

Per questo Ravera è pronto a battersi per una proroga lunga il più possibile, mentre Berta ricorda che gli unici che han partecipato all’asta fallimentare sono stati i Palumbo, mentre gli altri sono sempre parsi interessati più che altro ad acquisire le superfici, possibilmente senza l’orpello dei lavoratori.

Giovanna Servettaz

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