Mezza politica28 gennaio 2020 14:45

L'improbabile "sinistra" della destra

Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Linea Condivisa): "Tonfo di “Cambiamo!” in Emilia. Toti, l’improbabile sinistra del centrodestra, vale così poco? Salvini non potrà andare davanti al San Martino o al Galliera, al San Paolo di Savona o all’ospedale di Lavagna a dire che i pronto soccorso devono stare aperti 24 ore su 24. O che grazie al suo arrivo la sanità funzionerà meglio. Perché prima dovrebbe tirare le orecchie al suo assessore, poi spiegare perché si è governato così male da avere un aumento vertiginoso delle fughe di pazienti verso altre regioni”

L'improbabile "sinistra" della destra

«Oggi Rixi manda un messaggio a Toti, dicendo che la Regione Liguria viene prima di un suo piano nazionale. E non è la prima volta. Stavolta l’esponente di spicco della Lega è stato indelicato nei confronti del governatore, perché lo 0,29% raccolto da “Cambiamo” in Emilia Romagna fa pensare che qualsiasi obiettivo di livello nazionale sia per Toti un miraggio.

Come sono chiacchiere le sue uscite di questi mesi, in cui si è più volte accreditato come “la sinistra del centrodestra”, e di essere il fautore di una cultura liberale. In realtà Toti è soltanto la lepre di Salvini, uno che al massimo può cercare di tiragli la volata: farebbe meglio a decidere di passare direttamente alla Lega, invece di tentare esperimenti che finiscono per essere deprimenti in termini elettorali».

«Qualcuno dirà: “in Liguria è diverso”. In realtà anche in Liguria il centrodestra dovrà sperare in una potente trazione leghista. E c’è il rischio, ma forse Toti non lo sa, che avvenga più o meno quanto avvenuto in Emilia, dove Salvini si è trasferito armi e bagagli a Bologna e dintorni per fare campagna elettorale per una candidata politicamente modesta. Magari succederà anche qui: l’ex Ministro degli Interni arriverà in Liguria a cercare spacciatori nei vicoli di Genova, a urlare contro la malapolitica nella regione di Belsito, e poi a cercare di nascondere i fallimenti di una giunta che, soprattutto in sanità, è riuscita nel più grande flop che la nostra storia ricordi».

«Quello che Salvini non potrà fare, infatti, sarà andare davanti al San Martino, o al Galliera, al San Paolo di Savona o all’ospedale di Lavagna, a dire che i pronto soccorso devono stare aperti 24 ore su 24. O che grazie al suo arrivo la sanità funzionerà meglio. Perché prima dovrebbe tirare le orecchie al suo assessore, poi spiegare perché si è governato così male da avere un aumento vertiginoso delle fughe di pazienti verso altre regioni. Magari proprio quelle regioni, come l’Emilia o la Toscana, a guida progressista. Ne vedremo ancora delle belle».  

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