Contromano12 maggio 2020 15:13

I due contagi

Mentre a Roma si continua a combattere sul Decreto aprile, poi ribattezzato col nome ottimista ma improbabile di Decreto rilancio, in Liguria ci arrabattiamo da settimane tra due diverse interpretazioni dei numeri del coronavirus

I due contagi

La prima è quella più gradevole, patinata e pubblicata quotidianamente a reti unificate fornita dal trio Toti - Viale - Bassetti. 

Quest’ultimo, assessore in pectore alla sanità regionale non appena Toti vincerà anche le prossime elezioni per assenza di altro candidato, ha anche trovato il tempo di scrivere otto pagine otto dalla “trincea”, anche quelle a giornali unificati, sui cento giorni del covid in Italia.

La prima verità dunque, quella di più agevole reperimento, è fatta di calo costante dei contagi, tasso di contagiosità in perenne discesa, pochi morti e ospedali finalmente vuoti.

Un bengodi. 

La seconda verità, più scomoda e più spiacevole, bisogna andarsela a cercare.

Per esempio sulle pagine di Liguritutti di Marco Preve e Ferruccio Sansa, dove ancora oggi appare un grafico sui decessi giornalieri per milioni di residenti nelle diverse regioni d’Italia realizzato dall’epidemiologo Gennaro e dall’ingegner Seccia per Medici Per l’Ambiente.

Leggendo, si scopre che per diversi giorni la Liguria è stata ai primi posti, poi c’è stato un abbassamento e ieri è tornata ad essere la prima regione della mesta classifica, con una mortalità superiore rispetto alla media italiana del 157%.

Un altro dei posti dove chi vuole può trovare la verità più scomoda è Genova Quotidiana, che quando i dati sono brutti ha il vizio di scrivere che i dati sono brutti.

Il sito proprio ieri è stato accusato nientemeno che dall’hotel Rex - di proprietà della consorte del suddetto Bassetti - di denigrare i medici. 

La colpa di Genova Quotidiana? 

Aver parlato di foto in posa con cappa e cartellino del Professore, dipendente della Sanità pubblica e dell’Università, sulla bacheca di un negozio di abbigliamento in qualità di testimonial e della sua foto e del suo nome sulle certificazioni di un’azienda privata di sanificazione e derattizzazione anche sulla vetrina e sulla pagina Facebook dell’hotel stesso.

Le prime avvisaglie della poca stima verso la libera informazione da parte dei vertici regionali e sanitari del San Martino eran già emerse nell’imbarazzante scontro con Telenord, colpevole col suo giornalista Michele Varì di aver prodotto un reportage sul pronto soccorso del più grande ospedale genovese che era risultato sgradito agli inquilini di Piazza de Ferrari e ai professoroni del San Martino. 

L’impressione, oggi più che mai, è che ci aspettino tempi assai duri tra la pandemia, la crisi economica e anche, consentitecelo da addetti ai lavori, il tentativo costante e a volte brutale di delegittimare l’Informazione, rendendola quanto più inoffensiva per i manovratori. 

Chupa chupa.

https://www.liguritutti.it/liguria-11-maggio-mortalita-di-nuovo-piu-alta-ditalia/?fbclid=IwAR2uRuc9f0ODxJ-qNoZAJFumRzdehmRDJyCVkE6JOrQsxXq3y22Bu53LEnc

LNS

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