Mezza politica29 maggio 2020 12:23

Liguria, progressisti sottovuoto

Potrebbe essere istruttivo per gli staff dei politici liguri dare un’occhiata al numero di visualizzazioni degli articoli sui candidati del cosiddetto centrosinistra per le elezioni regionali prossime venture. Non li legge nessuno

Liguria, progressisti sottovuoto

Non perché non si leggano i giornali, ma perché qualsiasi altro fatto interessa di più, dal gattino abbandonato alle ricette della pasqualina. 

Qualcuno si chiederà perché?

In principio furono il giornalista del Fatto Ferruccio Sansa e il preside di Ingegneria Aristide Massardo. 

Poi altri si aggiunsero, dal giornalista Rai 3 Maurizio Mannoni agli universitari Maurizio Conti e Paolo Comanducci, passando per la segretaria CISL Annamaria Furlan e il presidente Assiterminal Luca Becce fino ad arrivare all’ultimo colpo di scena, l’avvocato presidente della Comunità ebraica genovese Ariel Dello Strologo che oggi è dato in pole position.

E alcuni li avremo certamente dimenticati, sicuramente persone degne come quelle già citate.

Mentre i partiti cercano la massima convenienza al minor prezzo, la Liguria annaspa (da anni) in una crisi demografica ed economica che è divenuta pesantissima dopo il crollo del ponte Morandi e insostenibile con le chiusure dovute al coronavirus.

Il cosiddetto fronte “progressista” che dovrebbe contendere a Toti la guida della Liguria si rende conto che rischia di aver proposto più candidati dei voti che potrà contare nelle urne?

Probabilmente no, o sarebbe già corso ai ripari.

Toti ringrazia. 

Noi ci vergogniamo. 

E per la prima volta ci viene voglia di non votare.

LNS

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