Contromano10 agosto 2020 07:29

Il metodo Boffo applicato a Sansa: l’ultima figuraccia di Toti

Ve lo ricordate il metodo Boffo? Parliamo di una decina d’anni fa. L’allora direttore di Avvenire osava criticare l’allora presidente del consiglio Berlusconi. Uno dei giornali di proprietà di B. s’inventò quindi una campagna stampa diffamatoria. Le accuse erano false, ma che importa: la macchina del fango funzionò e Boffo si dimise

Il metodo Boffo applicato a Sansa: l’ultima figuraccia di Toti

Ma soprattutto, ciò che più interessava ai diffamatori, l’attenzione dell’opinione pubblica si spostò su quel tema grazie al diversivo mediatico. 

I metodi della destra non sono cambiati: quando si trova in difficoltà attacca senza andar tanto per il sottile. E prende delle belle cantonate.

Così succede anche oggi in Liguria: la Corte dei Conti fa a pezzi la gestione di Toti, i problemi della sanità ligure emergono in tutta la loro gravità e i cittadini iniziano a porsi delle domande.

Toti si trova in difficoltà a dover spiegare, ma le elezioni si avvicinano e vuole lo stesso elargire i generosi premi annuali ai dirigenti della sua Alisa. 

Ferruccio Sansa osa criticare questa scelta, e non lesina obiezioni alla gestione sanitaria di questi anni.

Nessuno gli risponde nel merito, perché evidentemente Sansa ha ragione, in compenso sulla pagina “Lista Toti presidente” esce un post dove si legge: 

“Mentre Sansa, che come ha ammesso lui stesso è ipocondriaco, era a casa a lavorare per la sua candidatura e poltrona certa, queste persone erano impegnate a prendere decisioni, anche complicate, e a gestire la pandemia. Alcuni dirigenti della nostra sanità si sono anche ammalati. Ma questo Sansa non può saperlo, essendo rimasto comodamente a casa in smart working mentre la sanità ligure sfidava il covid.”

Insomma, mentre i valorosi dirigenti guidati da Toti il condottiero erano in trincea il radical chic era sul sofà a fare le parole crociate. 

Purtroppo non è così: come tutta Genova sa bene, nei mesi del lockdown Sansa non era seduto su un sofà ma passava le notti a un capezzale. Quello di una delle persone a lui più care, come purtroppo prima o poi tocca a tutti.

Insomma il metodo Boffo stavolta non ha funzionato, e la figuraccia l’han fatta Toti e i suoi. 

Se speravano di farci dimenticare con un post al veleno le liste d’attesa di due anni per gli esami, i reparti smantellati, gli ospedali privatizzati, i macchinari per la radioterapia guasti coi pazienti costretti a terribili trasferte in pullman o l’assenza della medicina territoriale ci dispiace. 

Ci vuol altro.  

LNS

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