Mezza politica09 agosto 2020 09:32

Ma senza premio no?

I generosi premi che la Regione ha destinato anche quest’anno e contro ogni logica ai dirigenti della sanità ligure parlano da soli. E raccontano di un’ingiustizia talmente palese da far rabbrividire

Ma senza premio no?

Perfino la Corte dei Conti ha certificato proprio in questi giorni che la sanità ligure è, purtroppo per noi, una tra le peggiori in Italia: 64 milioni di disavanzo, la creazione di Alisa tanto costosa quanto inutile se non addirittura dannosa, l’emorragia in 5 anni di circa 1700 operatori sanitari. 

Una sanità pubblica che presenta questi numeri non è da premiare, ma da cambiare. 

E alla svelta. 

Invece Toti e la sua giunta anche stavolta non guardano in faccia nessuno: se la Corte dei Conti obietta è perché “dà giudizi politici” (sic), se medici e infermieri si lamentano gli vien regalato un bel buono per comprarsi il pesce surgelato (sic), se la Fondazione Gimbe segnala che si effettuano troppo pochi tamponi viene minacciata di querele, se il TAR boccia la gara per privatizzare i nostri ospedali è la sentenza che è sbagliata.

Nel frattempo viene aggiunto un premio di 20mila euro agli stipendi già spropositati di quei dirigenti che dei durissimi rilievi della Corte dei Conti sono i primi responsabili. 

A cominciare dal commissario straordinario di Alisa Locatelli, che come rilevano Gianni Pastorino e Francesco Battistini è una “figura anomala che da 4 anni ricopre un ruolo tagliato su misura, dal momento che non ha i requisiti per essere direttore generale, ed è alla guida di un’infrastruttura che, tanto per l’immaginario collettivo quanto per la Corte dei Conti, non è in grado di coordinare correttamente e coerentemente il sistema sanitario. 

Una macchina inceppata che drena risorse sicuramente utilizzabili diversamente. 

La sanità ligure è fra le più in difficoltà in Italia, nonostante l’impegno del personale sanitario: eppure la dirigenza è decisamente premiata. 

Quale fiducia si può avere in un sistema di valutazione che sembra funzionare in maniera predefinita?” si chiedono i rappresentanti di Linea Condivisa. “Resta l’amaro in bocca pensando a quanto sia stato difficile assegnare un’indennità covid al personale medico e sanitario, e quanto invece sia stato semplice attribuire somme fino a 20.000 Euro ai dirigenti, alcuni di loro responsabili in più di un’occasione di scelte che si sono riversate negativamente sui cittadini”.

Fino a quando questi scandali saranno da sopportare?

LNS

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