Lettere alla Nuova27 gennaio 2021 12:18

L'indegno balletto sul Campo nomadi

La lettera di un gruppo di cittadini savonesi solidali con la comunità sinti sotto sgombero

L'indegno balletto sul Campo nomadi

In questi giorni l’amministrazione comunale di Savona sta dimostrando la sua vera natura politica  dedicandosi a scontri interni squisitamente pre-elettorali e atteggiamenti discriminatori.

La comunità  sinti di Savona, che paga anni di disinteressamento politico ed istituzionale, è presa nel mezzo di  questo atteggiamento; su di essa si sta infatti consumando uno squallido balletto attraverso cui la  destra savonese si sta affrontando in vista delle prossime elezioni amministrative.

Secondo queste forze è venuto il momento, per rincorrere un facile consenso elettorale, di provare in modo muscolare il potere e l’autorità amministrativa abbattendo alcune delle case della comunità.

In questi giorni, infatti, alcune di esse dovranno essere demolite senza che si sia pensato a soluzioni alternative per i  suoi abitanti –alcuni dei quali anziani o minori-.

Premesso che è sempre un crimine privare una  persona della propria casa, in questo periodo tale provvedimento appare ancora più grave.

Non si può  infatti non pensare al difficile momento socio-sanitario che tutto il mondo sta attraversando, nel quale  ancora una volta sono i soggetti più deboli ed esposti a pagarne il prezzo più alto, ma anche perché – ed è veramente difficile non riportarlo alla memoria- la privazione della casa e l’obbligo ad  abbandonare affetti e ricordi riporta ad un passato che, troppo spesso, si crede ormai relegato ad  immagini in bianco e nero o alla memoria di chi ha vissuto persecuzioni o allontanamenti coatti dalla  propria casa e dalla propria famiglia.

L’amministrazione comunale ora è impegnata ad attuare un provvedimento di sgombero di alcune case del campo della Fontanassa senza pensare o proporre una  valida alternativa abitativa a coloro i quali si troveranno distrutta, nelle prossime ore, la propria  abitazione.

Le case popolari, per le quali sono state regolarmente inoltrate le domande, non sono  ancora disponibili in quanto necessitano di adeguati lavori e viene quindi spontaneo chiedersi dove  potranno alloggiare le persone che si troveranno ad essere allontanate dal campo.

Ma questo all’amministrazione comunale non importa e ciò la rende colpevole di aumentare la fragilità di  persone già esposte a situazioni di difficoltà, aumentandone in modo esponenziale il disagio e la  debolezza.

Ciò tuttavia non stupisce considerando le basi ideologiche sulle quali fonda il suo agire  politico, ma fa crescere la rabbia e l’indignazione di fronte ad un atto di violenza sostenuto da politiche che hanno un retroterra discorsivo e pratico composto da pregiudizi e stereotipi che deumanizzano e criminalizzano specifici gruppi sociali.

Per questi motivi la comunità della  Fontanassa -costituita da persone, da esseri umani e non da meri oggetti- non deve essere lasciata sola in questo momento così delicato; occorre una concreta presa di posizione politica, sociale, umana e  solidale per rivendicare il diritto all’abitare e per bloccare questo provvedimento che ha, come unico  fondamento, quello di una raccolta di consensi attuata sulla base di un atto discriminatorio.

È necessario che questo provvedimento venga sospeso, che venga riconosciuto nella sua pienezza questo fondamentale diritto e che le politiche pubbliche non siano foriere di discriminazioni.

Per fare questo invitiamo tutte le forze politiche e sociali che lottano quotidianamente per affermare la libertà e i diritti di ogni individuo ad unirsi a questa lotta. 

Cittadini savonesi solidali con la comunità sinti sotto sgombero

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