Salute & Veleni01 febbraio 2022 17:29

Processo Tirreno Power, la risposta di Uniti per la Salute al fumo della difesa

"Il consulente della difesa, dopo aver disquisito per oltre un'ora di 'logica generale' delle mappe di esposizione in funzione dell'epidemiologia e di presunta inidoneità dei modelli ambientali applicati dai Comitato Tecnico d'Ufficio del PM all'indagine epidemiologica, ha ammesso di non avere al suo attivo neppure uno studio di modellistica ambientale applicata all’epidemiologia, cioè proprio il tema di cui ha trattato nella sua audizione di oggi"

Processo Tirreno Power, la risposta di Uniti per la Salute al fumo della difesa

Con veramente molta apprensione stiamo seguendo il processo per disastro ambientale e sanitario relativo alla centrale di Vado Ligure nel contesto del quale abbiamo ascoltato le vive  e dirette testimonianze non solo dai qualificati consulenti della Procura, ma anche da scienziati di enti prestigiosi e indipendenti come il CNR, esiti di approfonditi studi  dove si è evidenziato che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%, con punte del 90% per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. 

Come ben noto e crediamo riconosciuto, la nostra associazione da ormai 15 anni persegue con  impegno, serietà e senza posizioni ideologiche  la finalità di tutela della salute nel nostro territorio e per  questo riteniamo assolutamente logico  e legittimo che le difese dei 26 imputati si adoperino per tentare di smantellare le accuse.

Tuttavia di fronte alle affermazioni apparse sui media odierni, ci sembra doveroso, dare una informazione ai cittadini sempre nello spirito di una seria e ponderata valutazione.

Per quanto riguarda l'udienza  odierna, in tribunale abbiamo ascoltato dal consulente delle difese obiezioni alle metodologie utilizzate dai CTP del Pubblico Ministero  relative ai modelli diffusionali delle emissioni della centrale Tirreno Power e delle aree di ricaduta degli inquinanti. 

Tutte queste obiezioni  a nostro avviso sono apparse francamente generiche e obiettivamente inconsistenti. 

Basti quanto emerso nel controesame del Pubblico Ministero in cui si è ammesso come l'oscuro modello di diffusione delle emissioni proposto dal consulente delle difese non è affatto preferibile a quello invece utilizzato dai CTU del PM, che è stato elaborato dal Dipartimento di Fisica dell’Atmosfera dell’Università di Genova.

Sempre il consulente della difesa ha poi indicato come possibile fonte emissiva alternativa (alla centrale) quella del porto, senza considerare che i CTU dell'accusa hanno svolto uno specifico approfondimento sul tema.

Ma soprattutto è opportuno evidenziare che lo stesso consulente della difesa, dopo aver disquisito per oltre un'ora di "logica generale" delle mappe di esposizione in funzione dell'epidemiologia  e di presunta inidoneità dei modelli ambientali applicati dai CTU del PM all'indagine epidemiologica, ha ammesso di non avere al suo attivo neppure uno studio di modellistica ambientale applicata all’epidemiologia, cioè proprio il tema di cui ha trattato nella sua audizione di oggi.

L'udienza è poi proseguita con  altro consulente delle difese che  ultimerà la sua esposizione, dedicata ai licheni, nella prossima sessione del 15 febbraio.

Ritenendolo un nostro preciso dovere nei confronti dei cittadini, continueremo a seguire con impegno le varie fasi del processo in corso per offrire la più adeguata informazione pubblica.

Uniti per la Salute



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