News06 marzo 2026 12:22

Frode fiscale da 3 milioni di euro: rinviato a giudizio imprenditore albenganese

Dopo la frode scoperta dalla Guardia di Finanza sono stati rinviati a giudizio un imprenditore edile ingauno, arrestato a maggio 2025 e poi interdetto dall’esercizio dell’attività imprenditoriale, e la compagna

Frode fiscale da 3 milioni di euro: rinviato a giudizio imprenditore albenganese

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, tesi all’individuazione e alla repressione dei più gravi fenomeni di evasione fiscale, nel maggio 2025 hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale, successivamente convertita nella misura dell’interdizione dall’esercizio di attività professionali e imprenditoriali nell’ottobre 2025, nei confronti di un imprenditore di Albenga (SV), operante nel settore della costruzione di edifici residenziali e non, dei lavori edili e della lavorazione del marmo mediante la propria ditta individuale e quattro società a responsabilità limitata, talune delle quali intestate a soggetti cosiddetti “prestanome”.

 

I reati contestati allo stesso, già condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta (art. 223 R.D. 267/1942), sono l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti (artt. 2 e 8 D.Lgs. 74/2000). L’attività delle Fiamme Gialle savonesi, che trae le proprie origini dalle verifiche fiscali condotte dai militari sui soggetti economici riconducibili all’imprenditore, ha determinato la richiesta di rinvio a giudizio per frode fiscale, espletata mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un ammontare complessivo di circa 3 milioni di euro, relative a lavori edili e di cantiere mai eseguiti. Unitamente all’imprenditore è stata indagata altra persona che avrebbe collaborato con lo stesso nella messa in atto del sistema fraudolento ideato.

Nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla locale Procura della Repubblica e suffragate da capillari attività di analisi dei conti, dalle ispezioni fiscali e dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo, è stato acclarato, in particolare, come l’ideatore della frode avesse la piena e totale gestione delle società edili, a lui formalmente non riconducibili e impartisse direttamente ordini e disposizioni agli amministratori di diritto, in modo tale da ottenere significativi e indebiti vantaggi fiscali. Nello specifico, tali società erano accomunate da una serie di elementi idonei a configurarle come un’unica entità, amministrata e gestita direttamente dall’imprenditore, come ad esempio la coincidenza di sede legale e operativa, di oggetto sociale, attrezzature e materiali, dipendenti, clienti e fornitori.

Non sono state assunte decisioni definitive sul procedimento per il quale è in corso il dibattimento avanti al tribunale e provvedimenti finora adattati non implicano la responsabilità degli indagati.

L’intervento svolto dalle Fiamme Gialle di Savona si inquadra nell’ambito dei compiti attribuiti al Corpo della Guardia di Finanza, in via esclusiva o preminente, dall’art. 2 del Decreto Legislativo 19 marzo 2001, n. 68, ed è rivolto, in particolare, al contrasto delle forme più serie di frode fiscale, che inquinano l’economia legale e comportano sovente fenomeni di concorrenza sleale che ledono gli operatori economici onesti e i consumatori.



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