«Ogni artista vero, ogni poeta, non può non fare sempre i conti con le proprie origini, con le proprie budella», dichiara Giorgio Bassani in un'intervista. A sua volta, Gaia De Megni sceglie di non sottrarsi a questo confronto. «Ho sempre trovato molto complesso raccontare il luogo dove sono nata e cresciuta, proprio a causa delle narrazioni che già esistono e che lo descrivono come il Summer Dream in preda alla turisticizzazione di massa», dichiara l'artista su Flash Art. E continua: «Per questo motivo ho deciso di parlare dell'inverno e dei suoi abitanti, ovvero gli animali. Quando il grande Luna Park spegne le luci, la piazza rimane vuota, e il vociare si affievolisce, i veri protagonisti diventano loro insieme alla popolazione autoctona che va scomparendo di anno in anno. Impossessandosi del teatro ormai vuoto è come se diventassero essi stessi dei personaggi».
Tra questi personaggi emerge in particolare l'airone. L'animale era già stato protagonista di una performance nel 2024, ispirata a uno dei primi lungometraggi di Lotte Reiniger, pioniera del cinema d'animazione e figura fondamentale nello sviluppo della tecnica delle ombre cinesi. A distanza di due anni da quell'esperienza, l'artista torna a interrogarsi sul movimento degli aironi, questa volta misurandosi con la leggendaria ceramica albisolese. In collaborazione con la storica manifattura Studio Ernan Design di Albisola Superiore, De Megni ha concepito un nuovo gruppo di sagome alate che, adagiate a terra come props (materiale di scena) di uno spettacolo invisibile, attendono di essere animate. Figure distanti ed elusive, quasi sempre in azione, gli aironi si fanno metafora di qualcosa che sfugge e non si lascia afferrare.
In contemporanea alla presentazione dell’installazione, l’Associazone Culturale Angelo Ruga premierà i vincitori del 1° Premio Angelo Ruga, dedicato alla memoria dell’artista Angelo Ruga (Torino, 1930 – Clavesana, 1999). Come previsto dallo statuto, l’Associazione Culturale Angelo Ruga custodisce e valorizza l’opera del maestro torinese e progetta iniziative culturali sul territorio delle Langhe e delle Albisole.
GAIA DE MEGNI
Nata a Santa Margherita Ligure nel 1993, Gaia De Megni è un’artista visiva che vive e lavora tra Roma e Milano. Si forma in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, dove attualmente è docente di Performance. Recentemente la sua opera Sunday Best è stata scelta come copertina del numero 88 di Artribune Magazine. Nel 2024 ha presentato la sua prima mostra personale alla Fondazione La Rocca di Pescara, a cura di Francesca Guerisoli. Nello stesso anno è stata inoltre selezionata tra i borsisti della WHW Akademija di Zagabria, progetto curato dal collettivo What, How & for Whom (WHW). Ha partecipato a mostre personali e collettive tra cui: Bienal del Sur, Milano (2025), UNDERCURRENTS, Vila 31 x Art Explora, curated by Tea Paci (Ekrani i Artit), Tirana (2025), Malta Biennale (Valletta 2024), Ekrani i Artit, Shkodër (2022), Hypermaremma, Maremma Toscana (2021), The Wild State, Ars Electronica Festival (Linz 2020), PROPAGANDA, a cura di Marcello Maloberti, Museo del Novecento, Milano (2019). Ha inoltre vinto alcuni premi come: Premio Cittàdi Monza Biennale dei giovani (2017), Arte Accademia - DUCATO prize (2019), Premio Lydia (2019), Pini Art Prize di Fondazione Pini (2023), Arte Visione - Careof (2025). È stata selezionata tra i finalisti di: Talent Prize (2021), Premio Michetti (2024), Flash Art - Artisti Emergenti (2025).











