Sarà un altro weekend intenso per FestivAlContrario: il momento più atteso è quello del concerto di Sergio Caputo, una delle voci più inconfondibili della canzone d’autore italiana, in un concerto elegante e coinvolgente. La voce di Sergio Caputo, morbida, calda e suadente, accompagna il pubblico in un viaggio musicale dove jazz, swing e poesia si intrecciano in uno stile unico e immediatamente riconoscibile. Accompagnato dal suo affiatato trio, con Fabiola Torresi basso e voce e Alessandro Marzi batteria, piano, voce, il cantautore romano ripercorre i grandi successi della sua carriera, da Un Sabato Italiano a Italiani Mambo, reinterpretandoli con freschezza, ironia e grande libertà espressiva. Un ensemble quasi “telepatico”, capace di sorprendere ogni volta attraverso improvvisazioni raffinate senza mai perdere la magia dei brani originali. Una serata di atmosfere sofisticate, ritmi swing e canzoni senza tempo, guidata da una voce che continua a emozionare e sedurre il pubblico di ogni generazione.
I biglietti sono acquistabili online su Viva Ticket o in loco, previa verifica della disponibilità dei posti scrivendo a info@festivalcontrario.com o chiamando il numero 351 3933733.
Biglietti e modalità di accesso su www.festivalcontrario.com
FestivAlContrario 2026
FestivAlContrario è un progetto culturale diffuso che trasforma borghi, castelli, boschi, piazze e sentieri in luoghi di incontro, meraviglia e condivisione. Proseguirà fino al 12 settembre con oltre cinquanta appuntamenti tra musica, teatro, balfolk, natura, cinema, filosofia, trekking, incontri, enogastronomia ed esperienze immersive nei borghi dell’entroterra della Riviera Ligure di Ponente e nel confinante basso Piemonte. Tra i tanti ospiti: Sergio Caputo, Gegè Telesforo, Amaro Freitas, Lou Dalfin, Andy Luotto, Mario Incudine, Igor Chierici, Dado Moroni, Max Ionata e molti altri protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.
Un festival che sceglie, fin dal suo nome, di andare controcorrente: contro la fretta, contro l’omologazione, contro il consumo veloce della cultura. Per riscoprire il valore del tempo vissuto, delle relazioni autentiche e di quella bellezza che non si limita a essere osservata, ma si lascia vivere.











