L'assessore Nicolò la mette in politica, arriva a dire che ci sono stati primari collusi con la politica, da cui hanno cercato i favori.
Arriviamo al dunque, pare se la prenda direttamente con me, io sono uno dei medici della foto con cui abbiamo sostenuto la campagna elettorale di Claudio Burlando alla Regione, secondo Nicolò sarei stato premiato per questo.
Cade male, non so se sia stato opportuno farmi inquadrare nella foto oppure no – ancora oggi mi chiedo - ma certo non avevo bisogno di ingraziarmi i favori del partito: in qualità di sindaco di Albisola Superiore all'epoca, targato PD, sarei stato già abbastanza supportato in caso di vittoria delle sinistre.
Supportato, ovviamente, se la logica fosse quella suggerita dall'assessore Nicolò, cui forse è abituato. Io non mi sono posto il problema dei rischi per la mia carriera in caso Burlando avesse perso, ero fiducioso, ho conosciuto molti amministratori di centro destra attenti al merito e non alla fazione. Chiudo questa parte dicendo che sono fiero se il mio contributo è servito a far vincere il centro sinistra alle elezioni di allora e invito l'assessore a rivedere il mio curriculum professionale e a essere più cauto nelle sue dichiarazioni.
Sappia anche che non tutte le voci che si sono levate in difesa del San Paolo sono di centro sinistra.
Nel merito, bisogna che si arrivi a chiarire chi è il primario di un reparto, adesso si chiama direttore, cosa fa, le sue responsabilità, il suo ruolo.
La normativa prevede che il primario sia ilmedico responsabile della gestione clinica, organizzativa e amministrativa di un intero reparto, che coordini la diagnosi e la cura dei pazienti ricoverati prendendo in carico i casi più complessi. Il primario valida, in coordinamento con il dipartimento e direzione sanitaria,i percorsi terapeutici dell'équipe, dirige i medici, gli infermieri e gli operatori del reparto, organizza i turni e la crescita professionale dei collaboratori, programma le attività del reparto, gestisce le risorse strumentali e il raggiungimento degli obiettivo di budget. Ha qualifica di pubblico ufficiale per gli atti amministrativi, le certificazioni e la sottoscrizione delle cartelle cliniche, ha responsabilità penali, promuove l'aggiornamento scientifico e l'insegnamento per i medici in formazione e lo viluppo di nuove pratiche cliniche.
Tutto questo pare difficile realizzarlo avendo due reparti da dirigere ad oltre 100 Km di distanza.
Se il modello deve essere diverso da questo, come propone Nicolò nell'intervista pubblicata sul secolo XIX di sabato 17 ottobre, se ne discuta, l'assessore avvii con gli enti preposti incontri per definire la nuova figura professionale che lui ha in mente e faccia cambiare la legge.
Prendo atto che le scelte organizzative sono state in parte ritrattate ed è buona cosa, è stata fatta una giusta riflessione. Bene. Ne sono contento anche per gli abitanti del ponente, Imperia e Sanremo, che avrebbero subito, forse ancora di più di Savona, una grave perdita di assistenza sanitaria.
Tutto è stato detto sulle pagine dei giornali riguardo il danno alla salute pubblica che sarebbe derivato dall'applicazione della prima stesura del POA. Tanti problemi rimangono, auspico che l'assessore li abbia ben presenti ed operi per rimediare. Come amministratore capisco le sue difficoltà ma lo sollecito a operare in modo che l'assistenza ai nostri malati continui a migliorare.
I nostri cittadini non sono spaventati assessore, sono consci delle difficoltà che ci sono a continuare a godere di un'assistenza sanitaria giusta e adeguata alle necessità di tutti, protestano e lottano per mantenere servizi assistenziali che rispondano ai loro bisogni, sono esasperati delle lunghe attese per eseguire gli esami, per gli interventi chirurgici rinviati a date non definite, di anni.
Lionello Parodi






