Giovedì 5 novembre, dalle 8.30 alle 12.30, si terrà un’assemblea dei lavoratori indetta da USB presso il distaccamento di Albenga. I lavoratori e le lavoratrici si incontreranno per confrontarsi e denunciare le criticità di organico che continuano a minare l’operatività del distaccamento e le gravi condizioni strutturali in cui versa il distaccamento stesso.
"La carenza di organico, che rappresenta una delle più gravi criticità del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, continua a colpire il territorio del Ponente Savonese a cui fanno riferimento i distaccamenti di Albenga e Finale Ligure" dichiarano Matteo Baldini e Luca Zerbinati per USB Vigili del Fuoco Savona.
"USB denuncia questa fragilità da oltre un anno e, nonostante le promesse dell’amministrazione, il distaccamento di Albenga si è trovato nuovamente a dover ridurre il personale operativo da 7 a 5 unità, rendendo impossibile garantire l’uscita contemporanea dei mezzi necessari come l’autoscala e l’autobotte e comportando la richiesta di rinforzi da Savona o dal distaccamento di San Remo, con il conseguente allungamento dei tempi di intervento".
"Nel 2015 c’erano oltre 300 pompieri operativi nella provincia di Savona mentre oggi dopo oltre 10 anni ne sono rimasti poco più di 200. I nuovi arrivi non sono sufficienti a coprire i pensionamenti e l’età media è ormai oltre i 50 anni. Per i Capi Squadra e Capi Reparto la situazione è ancora più grave con una carenza di circa il 30% in meno rispetto allo standard. Questa situazione obbliga i colleghi ormai sessantenni a continuare a operari in scenari di soccorso e di incendio".

"Avere un mezzo in sede non basta, se manca il personale per farlo uscire. È una questione che riguarda direttamente la sicurezza delle comunità costiere del ponente savonese e, in particolar modo, i paesi dell’entroterra serviti dal distaccamento.
L’assemblea affronterà inoltre il tema dell’inagibilità strutturale di una parte del distaccamento stesso di Albenga che comporta notevoli disagi per tutto il personale. A settembre sono stati riscontrati gravi problemi strutturali che hanno imposto la chiusura di un’ala del distaccamento rendendo inagibili alcune camere e le palestra e rendendo necessario un riadattamento di importanti spazi comuni al fine di poter istituire spazi consoni al personale operativo femminile".
"USB chiede all’amministrazione e al Ministero dell’Interno di restituire ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro e dignitoso. Dopo lo sciopero generale del 30 ottobre, ribadiamo la necessità di finanziamenti strutturali per la salute e la sicurezza di cittadini e lavoratori e contestiamo una politica che assegna priorità al riarmo e all’industria delle armi mentre nei servizi essenziali restano bisogni irrisolti e criticità crescenti.
Verranno trattati anche i temi riguardanti la disponibilità di spazi e servizi consoni e dignitosi per il personale femminile nelle nostre sedi, la questione dei PFAS nelle dotazioni protettive e le ricadute del riordino del Corpo nazionale sull’organizzazione del lavoro e sull’efficacia del soccorso.
Su questi temi USB chiede soluzioni concrete: organici adeguati, piena operatività dei mezzi, manutenzione delle strutture, trasparenza sulle analisi dei materiali e investimenti nella prevenzione delle esposizioni".













