Cultura24 marzo 2019 06:26

53° Festival di Verezzi: undici spettacoli e nove prime nazionali in cartellone

Enzo Decaro sarà in Piazzetta con 'Non è vero ma ci credo' di Peppino De Filippo

53° Festival di Verezzi: undici spettacoli e nove prime nazionali in cartellone

“Sarà una Rassegna spumeggiante con almeno due testi classici, un occhio di riguardo verso le pellicole cinematografiche, la consueta alternanza fra autori italiani e stranieri e il 70-80% di new entry che calcheranno le scene in piazza Sant'Agostino”: queste le prime anticipazioni sul 53° Festival di Borgio Verezzi direttamente da Stefano Delfino, direttore artistico della manifestazione da tanti anni. “Quest'anno divento maggiorenne e ne compio 18”, dice scherzando.

La conferenza stampa di lancio dell'importante evento si è svolta ad Albenga giovedì scorso, nei locali dello sponsor Noberasco Boutique. Fuoco alle polveri il 6 luglio con un'Anteprima teatral-musicale, poi dieci spettacoli in cartellone, di cui nove prime nazionali (“che è la vera forza del Festival”, precisa Delfino), per un totale di ventidue serate, con quattro nelle Grotte per il Paradiso dantesco (alla fine la location migliore per l'evento del regista Silvio Eiraldi, grazie ad artifizi di tipo scenografico).

Presente anche il sindaco di Borgio, Renato Dacquino, per il quale “il buon prosieguo del Festival è 'normalità positiva' in un paese che vive un trend favorevole sia nel commercio che nel settore dell'accoglienza”. Ha un ulteriore ottimo motivo per essere soddisfatto: recentemente, un sondaggio compiuto su 10 mila utenti di Travel365 (magazine online di viaggi e turismo) ha messo il comune savonese al secondo posto tra i borghi liguri da visitare in estate, nei mesi di luglio e agosto, quando si svolge la Rassegna. Sotto la spinta propulsiva della cultura in generale, pure la biblioteca comunale vanta oltre 3.000 iscritti, superiori ai 2.200 abitanti del territorio.

“La continuità di una manifestazione così importante ha il suo peso - continua Dacquino -. Ce ne rendiamo conto osservando il Gassman: col senno di poi, chiudere il teatro per lungo tempo per lavori di ristrutturazione è stato deleterio”.

“Per gli amanti della statistica - interviene Delfino - al momento ci sono circa 200 copioni sul tavolo, provenienti anche dall'estero. Giungono una-due proposte al giorno di media, quindi arriveremo a superare i 300 titoli. E non vi nascondo che sto lavorando anche per l'anno prossimo...”.

Su tanti nomi che circolano dietro le quinte per le serate in Piazzetta, uno è svelato: Enzo Decaro concluderà la Rassegna con 'Non è vero ma ci credo' di Peppino De Filippo, regia di Leo Muscato. Uno spettacolo iperbolico che condenserà la trama sulla superstizione in un atto unico di 90 minuti, ambientato in una Napoli anni '80. Dopo Lello Arena, in questi giorni a Trieste con 'Parenti Serpenti' (che aveva debuttato al Festival ben tre anni fa!), giunge a Verezzi un altro componente dello storico trio della Smorfia.

Ma quali difficoltà incontra un direttore artistico nel mettere a punto una Rassegna così importante? Ce lo spiega Delfino: “Di frequente capita che un attore, per mille motivi, venga sostituito, e allora occorre vagliare se la sostituzione sia altrettanto valida o addirittura migliorativa. Poi occorre verificare anche ci siano le garanzie che un titolo vada successivamente in tournée, portando il nome di Verezzi in locandina per tutto lo Stivale, con ricadute sul territorio. Ma un testo può anche essere scartato perché avanza cose improponibili, già fatte, sconosciute o non all'altezza. Alla fine, sul tavolo rimangono trenta proposte, tra le quali decidere in base ai costi e alle capacità”.

E quando bisogna dire di no?

“Qualcuno la prende bene, qualcuno malissimo, e pensare che il primo a patirci è il sottoscritto. Come quando ho dovuto rifiutare la proposta di un Premio Oscar quale Nicola Piovani, proposta più musicale che teatrale, che però non dava garanzie proprio sulla tournée - ricorda Delfino -. Oggi sto seguendo queste linee: risate intelligenti, anche su temi scottanti e di un certo spessore (come carceri e migranti già trattati nelle scorse stagioni) e privilegio meno la tragedia. Un tempo mi ritagliavo qualche titolo di maggior spessore per i critici (rinunciando a un po' di pubblico) e sceglievo qualche serata solo pensando al pubblico (rinunciando ai critici). Oggi che la critica è andata in disuso, preferisco pensare solo a quest'ultimo. D'altronde, l'estate è il momento in cui ci si rilassa e si ha voglia di divertimento...”.

Anche il sindaco Dacquino (che il giorno prima è stato da Carige a battere cassa perché “Non abbiamo pietà per nessuno”), ha le sue difficoltà: “In consiglio comunale c'è chi dice che ventidue serate siano troppe, che disturbiamo la piazza! Ma che discorsi sono cavillare su una sera in più o in meno...”.

“Forse - dicono sia il primo cittadino che il direttore artistico - avremmo bisogno di vedere intorno a noi più entusiasmo, più tifo!”.

Precisa Delfino: “Lavoriamo sotto l'incubo pioggia che non ci abbandona mai, riceviamo briciole dal Mibact di Roma per tutto il nostro lavoro anche se, occorre precisarlo, forse siamo più quotati fuori che in casa. Così come la considerazione che ci giunge dalle diverse compagnie e che ritornano volentieri a Verezzi per i 'Pochi, maledetti e subito' del lato finanziario, visto che Festival più titolati spesso non vantano altrettanto rigore...”.


Nella foto 1: il sindaco Dacquino, Marina Noberasco di Noberasco spa e il direttore artistico Delfino (foto Luigi Cerati).


Nella foto 2: Enzo Decaro


Laura Sergi

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