Mezza politica12 febbraio 2020 13:35

Regionali: si cazzeggia e Toti vince

Le settimane trascorrono veloci quando le elezioni son dietro l’angolo. I ragionamenti di Andrea Orlando sarebbero magari anche condivisibili, se fossimo ancora a ottobre e non alla metà di febbraio

Regionali: si cazzeggia e Toti vince

Ma siamo alla metà di febbraio e abbiamo un’unica certezza: le lotte interne al M5S per decidere un’eventuale alleanza col PD in Liguria sono ben lontane da una qualsiasi risoluzione, e nel frattempo Toti è in piena campagna elettorale col rilevante supporto dei mezzi di comunicazione istituzionali (vedi la sponsorizzatissima - a spese nostre - pagina Facebook di Regione Liguria).

Orlando però resta incredibilmente fiducioso e concede ancora tempo: “Noi insistiamo, non facciamo un regalo a Toti. Ai 5 Stelle diciamo patto civico, scegliamo insieme un candidato espressione della Liguria migliore” twittava due giorni fa l’ex ministro, in occasione della fumata grigia emersa dalla riunione romana dei pentastellati finita a stracci volanti.

E ancora, poche ore fa, un altro tweet che riprende il suo intervento ad Agorà: “Ipotesi Orlando candidato presidente in Liguria: più efficace candidatura che allarghi il campo, io sono troppo connotato, penso che in Liguria si possa fare accordo con M5s”.

Se Orlando ricordasse i segnali di insofferenza mostrati dalla residua base 5 Stelle in occasione del governo nato in settembre col PD, se tenesse presente la nostalgia evidente di alcuni settori del Movimento - Di Maio in testa - per la Lega di Salvini, forse farebbe due più due e comprenderebbe che questa alleanza da telenovela, se anche infine si realizzasse, sarebbe calata dall’alto. Magari da Grillo in persona, con risultati nelle urne che si possono ben immaginare: mai insieme al partito del cemento, maicolpiddì, piuttosto non voto eccetera eccetera. 

Invece i tentennamenti da ambo le parti stanno tenendo appesa a un filo una persona degna e onesta come Ferruccio Sansa: un nome noto che potrebbe vincere, ma che certo ha in sé il peccato originale di aver denunciato le cementificazioni e le privatizzazioni dell’era mai tramontata del patto tra i Claudii - il Gerundio e Sciaboletta, che qualcuno addirittura (forse proprio quel Claudio che al momento cura l’orto) osa ventilare come candidato alla Regione.

Un’ipotesi pazzesca che però in fondo non stupisce, perché Scajola, al contrario di Sansa e di Massardo, non ha certo perso il sonno per l’operazione Erzelli né per le altre centinaia di colate di cemento che hanno inutilmente deturpato la Liguria. 

Più ce n’è meglio è.

A questo punto la domanda sorge spontanea: sappiamo cosa non vogliono i Cinquestelle, ma cosa vuole il PD? 

Aspettare il più possibile per ufficializzare un candidato che impedirebbe ulteriori sfregi paesaggistici e magari anche qualche altra porcheria alle porte, sperando che il tempo perduto per dare l’avvio alla campagna elettorale basti per ridare in mano la Liguria a un più controllabile Toti?

Se è così ce lo dicano, e poi per quanto ci riguarda calino pure le serrande.

LNS

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