Contromano15 marzo 2020 09:07

De coccio

Coronavirus: non è tempo di polemiche, ma neppure di inconcludenti. Il capo della Protezione “civile” sudava freddo sotto le domande

De coccio

Era il 1997 ed eravamo andati in via Ulpiano a chiedergli come fosse possibile che il dipartimento si fosse dimenticato (sic) di poter contare su interi convogli ferroviari abitativi e di soccorso, neanche troppo custoditi nel deposito militare di Pizzighettone, non lontano dalla martoriata Cremona

Il terremoto di Umbria e Marche aveva messo in ginocchio città intere, ma la protezione “civile” non sapeva neppure quali fossero le sue dotazioni.

In un Paese surreale come il nostro, ci volle Striscia la Notizia per sbloccare l’incredibile situazione.

Sono passati solo 23 anni. (https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/10/08/quei-container-erano-gia-pronti-partire.html)

Le casette dei terremotati del centro Italia sono nuove ma ci piove dentro.

Tra gli indagati anche il dirigente della protezione civile delle Marche Davide Piccinini

E il capo della protezione “civile” Angelo Borrelli che fa? Lo sospende in attesa di chiarimenti? Macché!

“A Piccinini, sempre in prima fila nell’emergenza che ha colpito il Centro Italia nel 2016, è arrivata la solidarietà del capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli: “alle strutture regionali è stato richiesto un impegno enorme, talvolta superiore ai mezzi e alle risorse umane disponibili””

Sempre la stessa solfa: impegni eccezionali, tempi stretti, condizioni limite. 

Ma in quali condizioni dovrebbe saper operare un organismo come quello, dalla poltrona col telecomando…? Grandi sforzi, complimenti e fuffa. 

Quando non mafia, visto che si scoprì anche laggiù una pratica molto savonese: appaltare i lavori con la scusa dell’urgenza ma anche senza, a società NON iscritte alle white list antimafia.

Un mese fa si son chiuse le indagini. I capi d’imputazione a vario titolo sono abuso d’ufficio, truffa e falso. In un altro caso, relativo alle Sae di un’area di Visso, si ipotizza anche un rallentamento doloso dei lavori e l’introduzione di una variante, facendo lievitare i costi di oltre 900mila euro su un milione e 922 mila euro previsti

Quanto riusciranno a pagare mascherine marce e DPI stavolta, sempre che riescano ad ordinarli?

A cosa e a chi serve realmente il pachiderma “civile” che mai si è dimostrato all’altezza della situazione, caro Angelo?

Rammenta che ti paghiamo una sede con vetri a specchio in zona R4 ESONDABILE dal Tevere la bellezza di un affitto (perché, si: la protezione civile è in affitto a spese nostre) di soli 4.000.000 di euro l’anno.

Cerca di far meglio, che in Lombardia fai scandalo, e se con qualche dubbio riesci a capire di non esserne in grado, dimettiti quando tutto questo sarà finito.

LNS

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