Crisi Complessa29 settembre 2020 15:57

Nero a metà

Se un ipotetico viaggiatore tornasse a Savona dopo qualche anno di assenza non riconoscerebbe più via Paleocapa

Nero a metà

Il piccolo, commovente cimitero improvvisato davanti alla panchina dove l’ultimo giorno di agosto è morto Massimiliano, uno dei tanti senzatetto che negli ultimi anni hanno avuto i portici come unica casa. 

Le basi delle colonne incrostate dal guano, nel “salotto buono” dell’ordinanza sulla pipì dei cani che sembra lontana un secolo. 

Le serrande abbassate, sempre di più, in quella che era la via del commercio. 

Dopo il negozio di tessuti chiuso ormai da anni ha spento le sue insegne la libreria per bambini; la drogheria aperta da poco sta già chiudendo, la nuova piadineria dopo il lockdown non ha neppure più riaperto mentre l’oreficeria si trasferirà nei locali dell’ex ospedale San Paolo, il bancomat è fuori uso da secoli.

Restano la bella sala da the, il negozio di complementi d’arredo di classe, la gelateria e qualche tenace negozio etnico che vende gadget, chissà a chi.

Perfino il Barolo Chinato ha chiuso, anche se i lavori di ristrutturazione in corso fanno sperare in una riapertura.

Adesso un altro negozio si prepara ad abbassare le saracinesche definitivamente: abbigliamento casual a costi contenuti, dopo la chiusura dovuta al covid ha tenuto duro ancora un po’ ma ricominciare è difficile. 

Qualche spesa la facevano i crocieristi, ma anche quando i viaggi ripartiranno (chissà come, chissà per quanto) sarà vietato lo sbarco libero: chi scende dovrà necessariamente partecipare alle escursioni organizzate dalla compagnia, e questo avrà un impatto non da poco su quel poco di indotto che le crociere portavano in città perché la maggior parte dei programmi non coinvolgono il centro cittadino, senza contare il fatto che le navi viaggeranno a carico assai ridotto per un bel po’.

Un giorno dopo l’altro, insieme a via Pia, un altro lato del triangolo dello shopping savonese si sta spegnendo, mentre non si trova di meglio che cacciar via ottocentomila euro in assurdi pilomat a protezione di un mercato in posizione infelicissima.

LNS

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