Il 2025 è stato un anno di straordinaria mobilitazione della CGIL a difesa dei diritti fondamentali: pace, lavoro e salute.
Un anno importante, ma che lascia ancora troppe domande senza risposta.
In provincia di Savona troppe persone continuano ad aspettare:
un lavoro stabile e sicuro;
una visita medica o un esame diagnostico in tempi accettabili;
un sistema di trasporti che garantisca davvero il diritto alla mobilità;
politiche industriali serie che difendano e rilancino un’industria e una manifattura oggi in forte difficoltà.
Il 2026 deve essere l’anno delle risposte.
Noi ci saremo, dalla parte di chi non può permettersi di aspettare ancora.
Sanità
Dal 1° gennaio è entrata in vigore la cosiddetta “Riforma Bucci”, che giudichiamo profondamente sbagliata: accentra ancora una volta su Genova, lascia i territori più fragili ulteriormente sguarniti e non affronta i veri nodi della sanità pubblica.
Le liste d’attesa restano un ostacolo enorme per migliaia di persone.
Mancano personale, servizi e investimenti capaci di rafforzare davvero la sanità pubblica.
Manca una vera sanità territoriale, soprattutto nelle aree interne – Val Bormida in primis – per rispondere ai bisogni reali dei cittadini. L'ospedale di comunità è tre pasi indietro rispetto ad un Ospedale. Inoltre ci dovrebbero dire chi farà funzionare gli ospedali di comunità, visto che non ci sono abbastanza medici, tecnici, infermieri etc etc ....x evitare che siano ' scatole vuote' .
Attendiamo ancora risposte chiare dalla Regione Liguria su:
la riapertura del punto nascita di Pietra Ligure;
l’apertura H24 dei punti di primo intervento di Albenga e, soprattutto, di Cairo Montenotte;
quale personale andrà a lavorare nelle Case di comunità e negli Ospedali di comunità, affinché non rimangano semplici “scatole vuote”.
Lavoro, precarietà, sicurezza, politiche industriali e contratti
Sono queste le vere sfide del lavoro nel 2026.
Nel 2025, in provincia di Savona:
il 95% dei nuovi contratti è stato precario;
il 20% stagionale;
il 47% part-time.
Servono politiche industriali vere per mettere al riparo l’industria savonese, attraverso la salvaguardia e il rilancio di comparti in estrema difficoltà ma ancora fondamentali per la tenuta occupazionale, economica e sociale del territorio:
automotive, siderurgia, vetro.
È necessario reindustrializzare le tante aree oggi inutilizzate, puntando su un’industria di qualità, tecnologicamente avanzata, innovativa e compatibile con l’ambiente e la salute di chi lavora e di chi vive in quei territori.
Il 2026 deve essere l’anno delle scelte che mettano al centro le persone, le tutele e la qualità dell’occupazione.
La salute e sicurezza sul lavoro devono diventare una priorità assoluta.
Nel solo 2025, in provincia di Savona, 8 morti nella Provincia di Savona – unica Provincia Ligure in cui aumenta il numero dei decessi -, oltre 3mila denunce di infortunio in Provincia di Savona nel 2025 , così come aumentano di oltre il 20% le denunce per malattie professionali oltre 2oo: un dato vergognoso, che dovrebbe far riflettere imprese, politica locale e soprattutto il Governo.
Infrastrutture e trasporti
In provincia di Savona le opere strategiche non avanzano e la mobilità peggiora di giorno in giorno.
Servono risposte concrete e non più promesse su:
la conclusione dell’Aurelia Bis;
il progetto definitivo della Carcare–Predosa;
il passaggio dai protocolli agli investimenti reali sul potenziamento ferroviario Savona–Torino e Savona–Alessandria;
il casello di Bossarino;
il ripristino delle Funivie, fermo da sei anni;
la messa in sicurezza del territorio.
Treni, trasporto pubblico locale, collegamenti e infrastrutture continuano a essere una sfida – e spesso un’incognita – per pendolari, studenti, lavoratori, turisti e per l’intero territorio.
Territori
L’entroterra continua a perdere servizi fondamentali, e con essi opportunità di sviluppo.
Non ci si può più permettere di lasciare indietro intere comunità.
Infine i grandi temi nazionali che investono anche il nostro territorio
Tra i principali temi nazionali vi è il peggioramento delle condizioni di accesso alla pensione. Sono stati cancellati strumenti che, pur con limiti, garantivano una parziale flessibilità in uscita ,mentre le nuove pensioni risultano sempre più basse a causa di coefficienti penalizzanti e di carriere lavorative sempre più discontinue e precarie.
Il Governo Meloni aveva promesso di cancellare la legge Fornero: sono riusciti a peggiorarla.
A questo si aggiunge l’uso sistematico dei pensionati per fare cassa: mancata piena rivalutazione delle pensioni, perdita di potere d’acquisto e una pressione fiscale complessiva – nazionale e locale – tra le più alte in Europa.
Tutto ciò mentre rendite e grandi patrimoni restano protetti e l’evasione fiscale non viene contrastata con la necessaria determinazione.
Centrale è anche il tema della non autosufficienza, grande questione sociale e di dignità. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità rendono indispensabili nuovi modelli di cura e servizi territoriali più forti. La legge approvata nel 2022 rappresenta un primo passo, ma senza adeguate risorse e una reale attuazione rischia di restare una riforma incompiuta.
Questi problemi colpiscono anche i pensionati savonesi, aggravati da alcune criticità locali. In particolare, la difficoltà crescente di trovare alloggi in affitto a canoni accessibili, a causa dell’espansione degli affitti brevi, ormai diffusi anche nell’entroterra.
Preoccupano inoltre i tempi di risposta alle domande di invalidità, tornati ad allungarsi fino a diversi mesi. Una situazione inaccettabile, segnalata dal Patronato INCA CGIL e dalle persone che si rivolgono ai nostri sportelli.
Infine come Cgil saremo in campo anche per difendere e salvaguardare la Costituzione del nostro paese , a livello nazionale ma anche a livello locale insieme a tantissime Associazioni savonesi per organizzare al meglio la campagna elettorale per il referendum costituzionale previsto nei prossimi mesi . “Siamo di fronte a quella che non può essere definita una riforma della giustizia. Siamo di fronte a un attacco all’indipendenza e all’autonomia della Magistratura, che non sono il privilegio di una casta, ma la garanzia che tutte le cittadine e tutti i cittadini siano davvero uguali davanti alla legge”. Inoltre, “Sia la legge Nordio, sia l’autonomia differenziata, sia il premierato - le tre controriforme del programma di governo - hanno un solo scopo: concentrare, accentrare e verticalizzare il potere nelle mani dell’esecutivo, allontanandolo sempre di più dai cittadini. Fermare la legge Nordio significa fermare questo disegno che mira a sovvertire la Costituzione e la nostra Repubblica parlamentare”.
Il 2026 deve essere l’anno delle scelte : più diritti , servizi pubblici più forti , Lavoro e territorio davvero al centro.
ANDREA PASA
Segretario Generale
CGIL SAVONA











