Una prestazione sanitaria prescritta con priorità di 60 giorni è stata fissata da ASL 2 Liguria a distanza di oltre quattro mesi dalla prescrizione, con uno scostamento di circa 90 giorni rispetto al termine massimo previsto. È quanto denuncia lo Sportello Diritto Salute, promosso dall’avv. Rita Lasagna e dal consigliere regionale Gianni Pastorino.
“Il caso riguarda un cittadino residente nel territorio di ASL 2 - spiegano Pastorino e Lasagna - al quale il medico di medicina generale ha prescritto, in data 21 agosto 2025, una prestazione con priorità 60 giorni. Trascorso inutilmente il termine senza alcuna convocazione e senza informazioni chiare da parte dell’Azienda sanitaria, il cittadino si è rivolto allo Sportello “Diritto Salute”, che ha presentato una formale istanza chiedendo il rispetto della priorità indicata o l’attivazione dei percorsi alternativi previsti dalla legge.
In una prima risposta, datata 18 dicembre 2025, ASL 2 non ha indicato alcuna data di erogazione della prestazione, limitandosi a comunicare che il cittadino risultava ‘in lista di attesa’ e sarebbe stato contattato ‘non appena possibile’. Solo con una successiva nota del 31 dicembre 2025, l’Azienda ha comunicato la data dell’esame, fissandolo al 19 gennaio 2026.
Nella stessa comunicazione, ASL 2 non nega il ritardo, ma lo giustifica richiamando la complessità del sistema, la carenza di personale, le criticità nazionali e le disposizioni del decreto sulle liste d’attesa, affermando che l’obiettivo delle proprie risposte era quello di ‘rendere comprensibile il contesto complessivo’”.
Secondo il consigliere regionale Gianni Pastorino “questa vicenda mostra come le liste d’attesa rischino di diventare una zona franca dal diritto. Non si può chiedere ai cittadini di comprendere il “contesto complesso” mentre attendono mesi una prestazione che doveva essere garantita in 60 giorni. La sanità pubblica si misura sui diritti effettivi, non sulle giustificazioni”.
“La normativa sulle liste d’attesa – spiega l’avv. Rita Lasagna – non chiede alle Aziende sanitarie di spiegare le difficoltà organizzative, ma di garantire l’accesso alle prestazioni nei tempi prescritti. Quando questo non avviene, il cittadino ha diritto a soluzioni alternative e, se costretto a rivolgersi al privato, anche al rimborso. Spiegare il contesto non sostituisce la cura”.
Lo Sportello “Diritto Salute” considera accertato l’inadempimento rispetto alla priorità prescritta e assisterà il cittadino:
- nella valutazione delle azioni per il rimborso delle spese eventualmente sostenute,
- nelle segnalazioni agli organismi competenti,
- e in tutte le iniziative utili affinché il rispetto delle priorità sanitarie non resti una dichiarazione di principio.











