Cultura08 gennaio 2026 14:46

Cinema, teatro e musica

La programmazione delle Officine Solimano: torna in sala anche Il Settimo Presidente, il docufilm su Sandro Pertini di Mario Molinari e Daniele Ceccarini

foto AAMOD

foto AAMOD

cinema NUOVOFILMSTUDIO
ven 9 gen (15.15 ita) (21.00 vos)
sab 10 gen (18.00 - 21.00 ita)
dom 11 gen (18.00 - 21.00 ita)
lun 12 gen (15.15 - 18.00 ita)

NO OTHER CHOICE
(Eojjeolsuga Eobsda)
di Park Chan-wook
con Lee Byung-hun, Son Ye-jin, Park Hee-soon
Corea del sud 2025, 139'

You Man-su, specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, conduce una vita semplice e serena con la moglie Miri e i loro due figli. Il lavoro è più di una professione, è ciò che dà forma alla sua identità: «ho tutto quello che desidero» può dirsi con orgoglio. Quando però la sua azienda lo licenzia senza alcun preavviso, la sua vita precipita e rischia di vedere crollare ciò che ha costruito. Nella disperazione, tenta il tutto per tutto presentandosi alla "Moon Paper", l’azienda dove è certo di poter dimostrare il suo valore. Convinto di meritare quel lavoro più di chiunque altro, prende una decisione ben precisa: «Se non c’è un posto per me, troverò un modo per farmi spazio da solo». Fin dove sarà disposto a spingersi, se non c’è altra scelta?

Park Chan-wook, uno dei più grandi registi coreani che dagli anni novanta affascina il pubblico con le sue trame trasgressive e la sua raffinata mise-en-scène ("Joint Security Area", "Old boy", "Stoker") torna sul grande schermo con "No other choice". Il film racconta il disperato tentativo di un uomo come tanti di superare la crisi causata dal licenziamento e suscita empatia nel pubblico grazie alle situazioni che chiunque potrebbe trovarsi a vivere al giorno d’oggi. Man-su, che deve affrontare una concorrenza sempre più spietata per riprendersi il lavoro, arriva a considerare di adottare misure decisamente estreme. Il conflitto interiore che ne deriva trascina il pubblico in una spirale tesa e imprevedibile, mentre l’ironia e la vena umoristica di Chan-wook conferiscono alla storia un fascino particolare. La drammatica alternanza tra tensione e distensione, l'estetica sensuale e una regia meticolosa condita da atmosfere da black comedy fanno di "No other choice" un film assolutamente fuori dagli schemi.

«Volevo realizzare un film che portasse gli spettatori a porsi delle domande. Qual è al giorno d’oggi lo standard di vita minimo per la classe media in Corea? Quale tenore di vita bisogna riuscire a mantenere per ritenere decorosa la propria esistenza? E quindi, cos’è che quest’uomo vuole proteggere?». (Park Chan-wook)

Trailer: https://youtu.be/GJ2oyBBDVUo


ven 9 gen (18.00 vos)
sab 10 gen (15.30 ita)
dom 11 gen (15.30 ita)
lun 12 gen (21.00 ita)

LA PICCOLA AMÉLIE
(Amélie ou la métaphysique des tubes)
di Maïlys Vallade, Liane-Cho Han Jin Kuang
Francia 2025, 75'

All’età di due anni, il mondo per Amélie è un mistero, ma la scoperta del cioccolato bianco accende i colori di ciò che la circonda e nasce in lei una sfrenata curiosità verso le persone che riempiono le sue giornate, a partire da Nishio-san, la sua tata. Grazie al profondo legame che si instaura tra le due, Amélie inizia a scoprire le meraviglie dell’universo...

"La piccola Amélie", adattamento del bestseller "Metafisica dei tubi" della scrittrice belga Amélie Nothomb, è una fiaba straordinaria ambientata in Giappone, che cattura lo stupore dell’infanzia tra tradizioni, piccoli rituali quotidiani e magia nascosta nei gesti più semplici. Un film d'animazione divertente e commovente, scritto e diretto ad altezza bambino.
«Siamo partiti dall’idea di fare qualcosa per un pubblico adulto. E rapidamente, insieme ai nostri produttori, ci siamo resi conto che sarebbe stato utile rivolgersi anche a un pubblico di bambini. "Metafisica dei tubi" prende l’infanzia molto sul serio. Dovevamo realizzare un film che potesse parlare ai bambini, ma senza sottovalutarli: il libro contiene molte parole filosofiche, molto profonde e difficili, che i più piccoli probabilmente non capirebbero, ma crediamo davvero che capiscano più di quanto pensiamo». (Maïlys Vallade, Liane-Cho Han Jin Kuang)

Trailer: https://youtu.be/ajQU0r1RYlY


mar 13 gen (15.30 - 21.00)
mer 14 gen (18.00)

IL SETTIMO PRESIDENTE 
di Daniele Ceccarini e Mario Molinari
Italia 2025, 95’ 
Ingresso soci sostenitori 5€; soci ordinari 6€; non soci 7€

Sandro Pertini, con il suo instancabile impegno per la democrazia, i diritti umani, la pace e la giustizia sociale, è una figura esemplare nella nostra storia repubblicana. La sua vita, caratterizzata da coraggio, integrità e passione, ha incarnato i più alti ideali di libertà e antifascismo, diventando un punto di riferimento per intere generazioni. Alfiere della questione morale, sognatore sempre dell’unità della sinistra, Sandro Pertini oggi manca. Ed è per ricordarlo questo docufilm di Daniele Ceccarini e Mario Molinari, nato a Savona da un’idea di Giovanna Servettaz. Oltre un anno di lavoro, quasi cento ore di girato, 15 tera di dati, decine di interviste, la celebre voce di Roberto Pedicini: tra i protagonisti del film Romano Prodi, Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Luciana Castellina, Furio Colombo, Gad Lerner, Walter Veltroni, Dino Zoff, Giuliano Amato, Paolo Guzzanti, Ferruccio De Bortoli, Antonio Padellaro, Vincenzo Vita, Claudio Velardi, Marcello Sorgi, Adriano Sansa, Stefano Rolando, Sandra Isetta, Umberto Voltolina, Giuseppe Milazzo, Marco Russo, Andrea Castellini, Diomira Pertini. A rendere ancora più significativa l'opera, la musica di Nicola Piovani e il manifesto ufficiale realizzato dal celebre autore di animazione cinematografica Gianluigi Toccafondo. 

ARCI Savona produzione esecutiva; con il sostegno di Fondazione De Mari Savona, MN Communication, AAMOD, ISREC Savona, CGIL Savona, SPI CGIL Liguria, Comune di Savona, ANPI Savona, ANPPIA, Fondazione Cento Fiori Savona, Lega ligure delle cooperative, Coop Liguria; con il patrocinio di Comune di Stella, Fondazione Lelio Basso, Fondazione Turati, Provincia di Savona, ARCI, ANPI, ANED

Trailer: https://youtu.be/_jxo77JZ7YI


mar 13 gen (17.30)
mer 14 gen (14.30 - 21.00)

10 E LUCE - 10 GRANDI TITOLI DELLA STORIA DELL'ISTITUTO LUCE

L’albero degli zoccoli
di Ermanno Olmi
Interpretato da contadini e gente della campagna bergamasca
Italia 1978, 185'

Tra l’autunno 1897 e l’estate 1898, quattro famiglie vivono in una cascina della Bassa Bergamasca. Tra i componenti di questa comunità esiste un profondo legame spirituale e culturale che li porta a vivere insieme cose belle e cose tragiche, avvenimenti ordinari e avvenimenti straordinari. Quando si tratta di versare al severo Mesagiù, il padrone della fattoria, i due terzi dei prodotti, cercano tutti di barare per guadagnare pochi chili di farina. Quando la bella Maddalena va sposa a Stefano, tutti fanno corona al matrimonio stramattutino e tutti accolgono gli stessi quando tornano da Milano con il bimbetto adottato. Insieme uccidono il maiale; separano i contendenti; ascoltano i racconti dei vecchi; ricevono il parroco, don Carlo: prendono parte alle funzioni religiose e alle sagre paesane. Tutti godono per la miracolosa ‘guarigione’ della vacca della povera vedova Runk. Menek è il bambino di sei anni che, unico della fattoria, frequenta la scuola. Un giorno torna a casa con uno zoccolo rotto. Papà Batistì lavora nascostamente per tutta la notte a intagliargliene uno nuovo. Ma si è servito di un albero tagliato abusivamente. Il padrone lo caccia e tutti gli amici osservano sgomenti e impotenti la sua partenza con la famigliola verso l’ignoto e la miseria.

Per capire quanto il cinema sia una macchina che trasporta nel tempo e nello spazio, basta salire a bordo di questo capolavoro di Olmi, Palma d’oro a Cannes nel 1978 (e David di Donatello, Nastro d’argento, César, BAFTA...). La ricostruzione attenta, poetica e visionaria del mondo dei nostri antenati contadini. Un inno all’umanità, una realtà indagata con il cuore, un atto magico che ci mostra un luogo misterioso: quello da cui veniamo.

Trailer: https://youtu.be/_jxo77JZ7YI



gio 15 gen (21.00)

Tonino Delli Colli, once upon a time in Ferrania
ingresso soci FAI e sostenitori 5€; soci ordinari 6€; non soci 7€

Una serata speciale, promossa dalla Delegazione FAI di Savona in collaborazione con il Ferrania Film Museum, per riscoprire il grande cinema del Novecento attraverso lo sguardo di Tonino Delli Colli, uno dei direttori della fotografia più importanti e innovativi del cinema italiano.
Il suo percorso è indissolubilmente legato a Ferrania e alle sue pellicole: dagli anni ’30 agli anni ’60 questo rapporto è stato fondamentale per la sua formazione e ha contribuito alla nascita di capolavori che hanno fatto la storia del cinema, da "La città dolente" (1948) a "Totò a colori" (1952), fino a gran parte del leggendario bianco e nero pasoliniano: "Accattone", "Mamma Roma", "Il Vangelo secondo Matteo", "Uccellacci e uccellini", "Comizi d’amore", "La ricotta", "Viaggio in India". Film entrati nella nostra memoria collettiva grazie a una fotografia potente, evocativa, semplicemente iconica. A guidarci in questo viaggio sarà Alessandro Bechis, curatore del Ferrania Film Museum. Un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema, la fotografia e le storie che hanno reso grande il nostro immaginario. Una tappa fondamentale per conoscere — o riscoprire — il grande cinema italiano.

ONCE UPON A TIME... TONINO DELLI COLLI CINEMATOGRAPHER
di Claver Salizzato, Paolo Mancini
Italia 2019, 91'

Tonino Delli Colli, uomo di cinema e di cinematografia, è stato sicuramente uno dei più alti interpreti dell’arte della Luce e della fotografia in movimento che il Novecento italiano sia riuscito a esprimere sugli schermi nazionali e internazionali. Attraverso il suo occhio, meccanico ma soprattutto umano, ci sono arrivate le immagini dei più valenti maestri del panorama cinematografico: da Pier Paolo Pasolini a Federico Fellini, passando per Sergio Leone, Jean-Jacques Annaud, Roman Polanski, Louis Malle. Un film su Tonino Delli Colli, protagonista come pochi dello spirito e della grandezza del cinema, era, oltre che doveroso, necessario, non solo per celebrare una professionalità e un percorso artistico, ma anche una vita e una carriera che hanno segnato la storia degli schermi italiani.
TEATRO DEI CATTIVI MAESTRI

Domenica 11 gennaio h 17
GREEN OLIMPO
Di NoveTeatro.

Di Francesca Picci. Regia Andrea Avanzi. Con Matteo Baschieri e Paolo Zaccaria. Assistente alla regia Silvia Gandolfi e Arianna Marchese. Creazione scene e costumi Francesca Tagliavini. Tecnico audio e luci Gabriele Orsini. Con il sostegno di Iren Spa e S.A.Ba.R. Spa.

Zeus e il suo assistente Ermes, il messaggero degli Dei, dopo la creazione di infiniti mondi, vogliono concedersi un meritato riposo, ma sono impossibilitati dalle continue richieste di aiuto da parte degli uomini, in sempre maggiore crisi energetica e ambientale. “Eppure io ho dato loro tutto quello di cui avevano bisogno!” – dirà Zeus – “Vento, acqua, calore della Terra, Sole…”. Ma, a quanto pare, c’è ancora bisogno di un piccolo aiuto e a Zeus la soluzione più facile –in fondo lo ha già fatto altre volte e per ben altri motivi – sembra quella di scendere in incognito sulla Terra insieme al suo fedelissimo consigliere Ermes e lasciare agli uomini istruzioni precise. Tra sogni, conferenze, dimostrazioni e brevetti, Zeus ed Ermes forniranno a tutti soluzioni concrete, rinnovabili, pulite e anche qualche consiglio pratico su come adottare uno stile di vita sostenibile.

In un modo divertente e leggero sono presentati ai ragazzi contenuti importanti, chiavi di riflessione sul presente e sul possibile futuro, insieme a una rinnovata fiducia nel mondo e nella sua capacità di rigenerarsi. Uno spettacolo che guarda avanti in maniera positiva, lontano dal senso di catastrofe e colpevolizzazioni. Perché forse la soluzione c’è e magari ci stiamo già lavorando.
BIGLIETTI Interi: bambini € 7, adulti € 9 / Ridotti soci Arci: bambini € 6, adulti soci Arci € 8 / Ridotti soci sostenitori Officine Solimano: bambini € 5, adulti soci Arci € 7 / Ridotto portatori di disabilità (adulti o bambini): € 3.

Sabato 17 gennaio h 20.30
Per “Il mese della memoria” in collaborazione con il Comune di Savona
ZINGARI: L’OLOCAUSTO DIMENTICATO
Di e con Pino Petruzzelli.

“Un’orazione civile di un grande attore: Pino Petruzzelli.” Toni Capuozzo TG5.
“Pino Petruzzelli dà vita a un canto civile e disperato contro una delle più orribili malattie dell’anima: il razzismo.” Magda Poli – Corriere della Sera
“Si esce scossi, desolati, indignati. Ma, forse, con meno pregiudizi.” Ugo Volli – La Repubblica.

Più di 500.000 rom e sinti sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti. Una storia dimenticata. Una storia non ancora scritta. Raccontarla è un atto dovuto.

ZINGARI: L’OLOCAUSTO DIMENTICATO è dedicato al genocidio del popolo rom e sinto durante il nazismo ed è un viaggio nella memoria alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici. Un genocidio dimenticato, così come dimenticati sono stati i risarcimenti dovuti ai rom e ai sinti perseguitati durante il nazismo. Uno spettacolo carico di umanità e di amore per un’etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni più che essere sconosciuta è stata misconosciuta.


BIGLIETTI Intero: € 15. Ridotto soci Arci: € 12. Ridotto soci sostenitori Officine Solimano: € 11. Ridotto under 25, portatori di disabilità e allievi dei Cattivi Maestri: € 8. Ridotto per gli iscritti al FAI: € 12.

PRENOTAZIONI Tel. 392 1665196, 349 2984973, 347 5860670 (WhatsApp, SMS, chiamata);
cattivimaestri@officinesolimano.it

RAINDOGS HOUSE musica
Sabato 10 gennaio ore 22.00
OVO + ELLI DE MON
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00 ( in orario! )
ingresso 12e con tessera arci
Domanda iscrizione – Biglietti On Line


https://youtu.be/BqbSm_qTVjw?si=1O3KMEdKqS3Jsmsw
https://youtu.be/7hczUkm8zAY?si=HA4oHCoFpkf0Bgj8
https://youtu.be/28UZcgQ9gN8?si=I6QYO5hNLS26VYgW
https://youtu.be/3ZxBvefAk1E?si=RMLFcgpXLqImnfOd

Elli De Mon (in band) e gli OvO si incontrano sul nostro palco per una serata di puro rock sperimentale.
Entrambi ci presentano i loro nuovi lavori, rispettivamente “Raise” e “Gemma”. Un doppio concerto imperdibile teso tra tradizione e avanguardia, per un’esperienza intensa e unica!

OVO
Sono sempre stati una delle band più attive della scena noise rock mondiale. Sono conosciuti praticamente ovunque grazie a oltre 1000 concerti (con tour estesi in Europa, Nord America, Messico, Asia), alla loro vasta produzione e alla loro musica originale. Una piccola cantante e chitarrista posseduta (Stefania Pedretti) e un enorme batterista che suona un mini-set come se fosse una batteria metal completa (Bruno Dorella). Le loro performance dal vivo sono leggendarie. Quello che fanno non è facile da categorizzare. Non è noise, non è metal, non è doom, non è punk, non è rock and roll, anche se c’è un po’ di tutto questo messo assieme. L’uso massiccio dell’elettronica conferisce loro persino un tocco industrial.
Gli OvO hanno pubblicato i nuovi singoli “Opale” (feat. Lord Spikeheart) e “Stagno”, primi estratti da “Gemma”, undicesimo album di studio che celebra i loro venticinque anni di attività, in uscita per l’etichetta canadese Artoffact Records: un atto di creazione, in un passaggio alchemico attraverso gli elementi verso una forma di vita new weird che rifiorisce, esplode, muta.

ELLI DE MON
2025 anno della svolta, Raise : radici. Il nuovo disco, un concept sul paese dove Elli e cresciuta, fondato su una leggenda che l’ha sempre interrogata. Narra di un uomo che si e perso e che camminando ritrova se stesso.
Per cantarlo Elli non poteva far altro che utilizzare la sua lingua madre, il dialetto vicentino, cercando di tradurre in musica quei timbri, melodie e sfumature di sensi che ha sempre sentito pronunciare dai suoi nonni e che non ritrovava nell’italiano. Per creare l’immaginario fatto dei luoghi, dei riti e dei volti di questa leggenda ha usato un organico diverso dalla onewomanband: archi (principalmente il contrabbasso, strumento in cui Elli e diplomata), chitarre, percussioni, batteria, harmonium, dilruba, sitar e soprattutto la voce, protagonista con timbri diversi. Ne e uscito un disco che parte dal gospel e finisce nello stoner, passando per antiche ballate modali e arrivando a tradizionali rivisitati in chiave dark.
Dal vivo non sara piu sola sul palco, perche per raccontarvi questa storia antica e universale ha coinvolto i Raise, ossia Marco Degli Esposti e Francesco Sicchieri , rispettivamente alle chitarre e alle percussioni – batteria.


Venerdì 16 gennaio ore 22.00
DJ ANDY SMITH (Portishead) + BROWNSUGAR DJSET
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso 15e con tessera arci
Domanda iscrizione – Biglietti On Line

https://www.noisyroad.it/…/5-cose-da-sapere-su-andy…
https://www.rollingstone.it/…/la-playlist…/283982/amp/
www.youtube.com/watch?v=V9ghz2AbJJ8
https://youtu.be/BrWBs1xhqns?si=Jd6vbBdcTZtvTIQw

Conosciuto ai più come creatore dei beat dei Portishead e dei Prodigy, è un maniaco compulsivo in fatto di musica: partendo dall’ hip hop
e funk con una predilezione per il ‘rare groove’, questo deejay spazia nei suoi set tra early House, Northern Soul, classici del funk, boogie e disco, sceltissime tune ska rocksteady e reggae fino al sanguigno rhythm & blues anni cinquanta, dal Brasile alla cultura del remix.

Andy Smith da Portishead (Uk) è un dj fuoriclasse dal lontano1979. Andy è uno di quei rari diggers amati da pubblico e addetti ai lavori acclamato come uno dei migliori dj al mondo. Devoto al pubblico Andy è uno di quei rari dj che non deludono mai.
Il suo cd The Document (1998) è diventato subito la colonna sonora di una intera generazione. In questo disco sono mixate tracce di artisti come Tom Jones, Peggy Lee, Jungle Brothers e The Spencer David Group tra gli altri.
Dopo il successo di The Document, che ha venduto oltre 100.000 copie, Andy ha pubblicato The Document 2, 3 4, e 5 accolti da un vero trionfo di pubblico e di critica.
Altre splendide compilation di Andy Smith sono “”Reach Up Disco
Wonderland”, Freestyle Mix”, “Let’s Boogaloo vol.4”, “Andy Smith’s Northern Soul”, “Trojan Document” e “Greensleeves Document” due raccolte di ottimo roots reggae d’annata e recentemente, in occasione del Record Store Day, “Jam
up & Twist” per l’etichetta “Culture of Soul”.

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