News07 marzo 2026 15:02

Otto marzo

La Cgil: "In provincia di Savona le retribuzioni medie delle lavoratrici sono inferiori del 20-25% rispetto a quelle degli uomini. Le donne hanno in media contratti più instabili e soprattutto una intensità lavorativa più bassa, con un altissimo numero di part-time involontari, che significa stipendi più bassi oggi e pensioni da fame domani"

Otto marzo


"In Italia e anche sul territorio savonese continuano ad allargarsi le diseguaglianze tra uomini e donne. Accade nel lavoro, ma più in generale nell’intera società, anche a causa di scelte politiche profondamente sbagliate" osserva il segretario della Cgil Savona Andrea Pasa.
"Le donne oggi sono mediamente più istruite e preparate degli uomini, ma continuano a ricevere salari più bassi e a vivere condizioni di lavoro più precarie.
In provincia di Savona le retribuzioni medie delle lavoratrici sono inferiori del 20-25% rispetto a quelle degli uomini. Le donne hanno in media contratti più instabili e soprattutto una intensità lavorativa più bassa, con un altissimo numero di part-time involontari, che significa stipendi più bassi oggi e pensioni da fame domani.
I dati del territorio parlano chiaro".
Nel 2025 in provincia di Savona oltre il 90% dei nuovi contratti è stato precario.
"Di questi oltre il 60% riguarda le donne.
Il 47% dei contratti è part-time e circa l’80% di questi interessa lavoratrici.
Numeri che raccontano una realtà precisa: la precarietà ha un volto femminile.
Eppure il primo governo guidato da una donna sembra essersi dimenticato delle donne.
Non possiamo limitarci alle celebrazioni simboliche dell’8 marzo. Con i suoi provvedimenti, il Governo sta determinando un grave arretramento nei diritti delle donne, che si accompagna a una preoccupante regressione culturale sui temi di genere.
Continueremo a denunciare con forza ciò che sta accadendo e continueremo a lottare.
Le donne non vogliono “regali” che riducono diritti e tutele: vogliono più diritti, più libertà, più uguaglianza.
Sono diversi i provvedimenti che sollevano forte preoccupazione.
A partire dal disegno di legge sullo stupro, che introduce elementi di pericolosa regressione culturale e giuridica rispetto al principio fondamentale del consenso libero e attuale, conquistato attraverso anni di battaglie civili e giuridiche.
A questo si aggiunge la proposta di eliminazione delle consigliere di parità regionali, figura essenziale per la tutela dei diritti delle lavoratrici e per il contrasto alle discriminazioni nel lavoro. Sarebbe una scelta grave, perché toglierebbe alle donne un presidio istituzionale fondamentale proprio mentre le disuguaglianze nel mercato del lavoro restano profonde".
"Non meno preoccupante è il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, che rischia di trasformarsi in un’occasione mancata. Invece di rafforzare gli strumenti per contrastare il divario retributivo tra uomini e donne, il Governo sceglie di indebolirla, escludendo interi settori e applicandola solo alle aziende sopra i 100 dipendenti, riducendo inoltre il ruolo delle organizzazioni sindacali e della contrattazione.
Messi insieme, questi segnali delineano un quadro allarmante.
Mentre le donne continuano a pagare il prezzo più alto della precarietà, del divario salariale, della difficoltà di conciliare lavoro e vita e della violenza di genere, si mettono in discussione strumenti e principi che negli anni hanno rappresentato passi avanti importanti.
Per questo l’8 marzo non può essere una giornata di retorica.
Deve essere una giornata di consapevolezza, denuncia e mobilitazione.
I diritti delle donne non sono concessioni: sono conquiste ottenute con lotte collettive e continueremo a difenderli e ad ampliarli con la stessa determinazione.
Quest’anno ricorre anche un anniversario importante: 80 anni dal diritto di voto alle donne, conquistato il 10 marzo 1946 grazie alle battaglie di donne straordinarie che hanno lottato per la democrazia e per l’uguaglianza.
Un diritto che oggi ci ricorda una cosa semplice ma fondamentale:
i diritti non cadono dall’alto, si conquistano e si difendono ogni giorno" conclude Pasa.

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