Yvan nell'estate del 2011 per guadagnarsi da vivere lavora tra i braccianti agricoli in Puglia, e scopre lo sfruttamento dei caporali, che li ricattano e li fanno lavorare sino a sedici ore al giorno sotto il sole senza una paga adeguata. Yvan conosce lo sfruttamento, i diritti calpestati, il dover lottare per avere un materasso. Ma Yvan e altri braccianti non ci stanno. A lui si deve l'organizzazione del rischioso primo sciopero dei braccianti che portò all'attenzione dell'opinione pubblica la piaga del caporalato, al primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù ed all'approvazione della legge sul reato di caporalato. Ma Yvan non si è limitato alla protesta: ha fondato l’associazione internazionale NO-CAP che propone un altro modo di lavorare alle aziende agricole, individuando imprese di distribuzione disponibili a stabilire un equo prezzo di vendita dei prodotti, che tenga conto dell’incidenza del costo della manodopera. I prodotti NO-CAP sono biologici ed al contempo etici e ormai si trovano anche nella grande distribuzione, anche qui a Savona.
Giovedì 14 maggio ore 18 Sala Rossa del Comune:
"No al caporalato.
Dalla protesta alla proposta"
incontro con
Yvan SAGNET
fondatore dell'associazione NoCap contro lo sfruttamento e il lavoro nero nel settore agroalimentare
A cura di GASSA Gruppi di acquisto solidale, Gas Per, Bottega della solidarietà, Libreria Ubik, Rete Radié Resch, Comunità laudato Si, con il Patrocinio dei Comuni di Savona e Varazze











