Cultura02 giugno 2026 12:23

Savona e la Repubblica

La classe operaia, l'antifascismo, la Resistenza, il voto alla Repubblica: quella era l'identità della Savona di allora da non dimenticare (di Franco Astengo)

Savona e la Repubblica

 

 

Dopo aver subito un numero infinito di bombardamenti, fin dal giugno 1940, che avevano distrutto interi quartieri e ucciso cittadine e cittadini in circostanze drammatiche; dopo aver visto deportati operai delle sue fabbriche dopo lo sciopero del 1 marzo 1944 e in altre occasioni, dopo aver pianto martiri trucidati dai nazi-fascisti nel Natale di Sangue del 1943, al Priamar, a Valloria e da altre parti aver visto sui figli sparire nelle sabbie del deserto o nelle nevi della Russia chiamati a partecipare a una guerra tragica e ingiusta scatenata dai regimi fascista e nazista Savona aveva dato un grande contributo alla Resistenza con i partigiani sulle montagne, in città con le GAP e le SAP, da parte di tutti donne e uomini nel sostegno quotidiano alla lotta.

Tutto questo è avvenuto in quegli anni di ferro e di fuoco e si tradusse in una grande volontà collettiva di girare definitivamente pagina per aprire una stagione di pace e di lavoro.

Questa volontà si tradusse immediatamente nel voto del 2 giugno di 80 anni fa: un voto massiccio, quasi unanime a favore della Repubblica.

Votarono 45.631 savonesi maschi e femmine (per le donne era la seconda volta dopo le elezioni comunali che si erano svolte il 13 marzo avanti) il 92,77% degli aventi diritto (mancavano ancora molti reduci dalla prigionia che non erano ancora rientrati).

La Repubblica ebbe 33,387 voti pari al 75,67%, la Monarchia si fermò a 10.737 voti pari al 24,33%, le schede bianche furono 1,298, quelle nulle 209.

Nella stessa giornata si votò per l'Assemblea Costituente: i voti validi furono 44.450, il PCI ebbe 18,583 voti ( 41,81%), la DC 12.057 (27,12%), il Partito Socialista 9.169 (20,93%) il PRI 1.801 (4,5%) Unione Democratica Nazionale (Liberali, 1.128 2,54%), Uomo Qualunque 1.087 2,45%, Blocco della Libertà 259 0,58%, Partito d'Azione 221 (0,50%), Unione Sinistrati di Guerra 114 (0,26%) Partito dei Contadini 31 (0,07).

E' stato ricordato molte volte ma non possiamo ometterlo in questa occasione segnalando che nelle file del PCI fu eletta una donna, Angiola Minella, una delle 21 madri costituenti che fecero parte dell'Assemblea che scrisse la Costituzione.

Era il voto di una Città che esprimeva la realtà sociale, politica, culturale delle sue grandi fabbriche, di una classe operaia cui il fascismo aveva già impedito con la violenza di esercitare il suo mandato di governo che fin dalle elezioni del 1920 gli era stato assegnato.

La classe operaia, l'antifascismo, la Resistenza, il voto alla Repubblica: quella era l'identità della Savona di allora da non dimenticare, magari annacquando il ricordo in generiche ricostruzioni come ci capita spesso di leggere o ascoltare.

Franco Astengo

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