Salute & Veleni16 gennaio 2020 15:11

Ambiente: 10 proposte per le regionali

Linea Condivisa: “costruire la sostenibilità significa lavorare PER la natura e assicurare alle prossime generazioni la qualità della vita che vorremmo vivere”

Gianni Pastorino durante un sopralluogo a Stella, comune colpito dal maltempo

Gianni Pastorino durante un sopralluogo a Stella, comune colpito dal maltempo

 

Linea Condivisa presenta i suoi obiettivi programmatici per l’ambiente, in vista delle elezioni regionali 2020. 10 punti concreti e attuabili, che potranno essere avviati già all’inizio della prossima legislatura in grado di cambiare la strategia della Regione. La proposta è frutto di un lungo percorso di elaborazione che Linea Condivisa ha intrapreso attraverso un dialogo trasversale, con associazioni, ordini professionali, esperti del settore, docenti universitari, figure di riferimento nell’ambito delle aree marine e dei parchi.

Il pacchetto delle proposte sarà presentato con un’iniziativa pubblica, in programma nelle prossime settimane. 

«Da tempo vediamo Toti e la sua maggioranza inseguire le tematiche ambientali, più per moda che per vera convinzione. Tant’è che non sono mai andati oltre la retorica. Nessuna vera azione preventiva, nessun disegno programmatorio, nessun atto legislativo che si ponga davvero a salvaguardia del patrimonio naturale ligure. Al contrario, il centrodestra ha continuato ad accanirsi contro i parchi, addirittura con il tentativo maldestro di ridurre alcune aree protette. Eppure le ragioni per agire subito sono sotto gli occhi di tutti: lo dimostrano le calamità che colpiscono la Liguria con frequenza in costante aumento e con danni sempre più ingenti - dichiarano il capogruppo Gianni Pastorino, il consigliere Francesco Battistini e la referente del gruppo ambiente Rossella D’Acqui».

«Linea Condivisa ha un approccio differente. Riteniamo che la questione ambientale abbia un impatto su tutti i cittadini. Per questo abbiamo lavorato con un approccio inclusivo, dialogando davvero con tutti, da “Fridays for Future” a Federcaccia. E abbiamo individuato priorità comuni, che tutti condividono: la Liguria deve risorgere, senza dubbio, ma invertendo l’approccio fin qui adottando – spiegano Pastorino, Battistini e D’Acqui -. Promuovere la prevenzione, anziché intervenire a disastro avvenuto. Guardare al lungo periodo: Solo così si potrà mettere in sicurezza il territorio, contenendo la spesa pubblica ma generando anche una nuova economia, basata su filiere tutt’ora non adeguatamente valorizzate. In questo la Regione ha un ruolo centrale e può fare la differenza, ma servono serietà e competenze reali. 

«Stiamo vivendo l’emergenza del cambiamento climatico, in tutta la sua cruda realtà. Mai come oggi è necessario cambiare passo, utilizzare al meglio le risorse economiche, tecniche e intellettuali disponibili. Sapendo che le emergenze non finiranno. Ci sono, ci saranno e andranno affrontate. Ciò potrà avvenire solo attraverso una pianificazione che parta da una visione complessiva chiara della Liguria, delle sue fragilità ma soprattutto del suo potenziale». 

 

Ecco i nostri dieci punti per costruire la sostenibilità: 

1. SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE AREE INTERNE 

La Liguria è una terra unica e complicata, in equilibrio fra la sua bellezza e la sua fragilità. Per questo affrontare qualunque forma di programmazione e progettazione del territorio presuppone chiarezza di obiettivi nelle molte articolazioni tra loro correlate. Vista l'estensione e le tante peculiarità della nostra regione è essenziale che le strategie di gestione del territorio e quelle di protezione (a qualsiasi titolo effettuate) siano profondamente integrate tra loro e in completa sinergia con quelle di sviluppo. 

Proteggere è fondamentale e implica anche garantire uno sviluppo sostenibile e innovativo. 

Un’adeguata analisi dei sistemi territoriali consente l’impiego di risorse naturali, culturali e di sviluppo creativo come fattori di sviluppo locale che valorizzino coesione sociale, qualità della vita e posizionamento competitivo dei territori. Bisogna valorizzare e sponsorizzare le bellezze culturali, architettoniche, enogastronomiche per trasformarle in elementi di sviluppo. Investendo sulle filiere locali del cibo, si contrasta l’abbandono del territorio e si mettono in relazione produttori, consumatori, istituzioni, scuole... 

Per consolidare la presenza nei territori non urbani è necessario garantire servizi, collegamenti, infrastrutture. 

Si devono ripensare le potenzialità di crescita economica di questi luoghi: una nuova dimensione nella quale gli incentivi servono non solo a garantire la permanenza delle piccole produzioni tipiche del nostro territorio, ma anche a favorire lo sviluppo di una green economy a esse collegata. 

2. PARCHI: UN SERVIZIO UNICO, POTENZIATO E MULTIDISCIPLINARE 

Il sistema dei parchi e delle aree naturalistiche liguri comprende quasi il 12% del territorio regionale, per una superficie complessiva di circa 60 mila ettari. 

Per far crescere e valorizzare le aree protette è necessario che ci sia un’unica strategia di indirizzo e uno staff di servizi operativi centralizzato, a disposizione sia dei parchi che dei piccoli comuni che ne vogliano condividere le strategie. La gestione centralizzata per essere efficace deve essere supportata da una comunicazione e collaborazione costante col territorio, garantita dalla presenza di un dirigente locale. 

Le nostre eccellenze coprono l’intero territorio, dal mare alla montagna, con patrimoni UNESCO e realtà interregionali: l’apertura, la tutela e la valorizzazione di queste eccellenze sono una priorità. 

3. CONTRASTO ALL’EROSIONE DEI SUOLI: SERVONO NORME SPECIFICHE 

Bisogna partire dall’aggiornamento della cartografia dell’uso del suolo, sfruttando tutti gli strumenti oggi a disposizione, promulgando una nuova e idonea legge regionale per regolamentarne l'uso. 

É necessario privilegiare la rinaturalizzazione, dove necessario, rispetto agli interventi di riqualificazione e prevedere almeno l’edilizia a invarianza idraulica se non a miglioramento effettivo della permeabilità delle superfici e tenendo conto dell’impatto sul paesaggio. 

4. RISCHIO IDRAULICO E PROTEZIONE CIVILE 

La Liguria è caratterizzata da tantissimi bacini piccoli e piccolissimi (spesso intorno ai 15km²) per cui si rende necessaria la pianificazione di numerosi interventi diffusi, che sicuramente costituiscono un peso economico rilevante, ma indispensabile per limitare o contenere il rischio idraulico.

I costi della messa in sicurezza sono comunque minori di quelli necessari per intervenire durante l’emergenza o per rimediare ai danni causati. 

Abbiamo bisogno di piani di bacino con norme aggiornate e incisive, di supporti importanti rivolti soprattutto ai piccoli comuni affinché riescano a realizzare opere il più efficaci possibile. 

É necessario costruire piani di emergenza adeguati e condivisi con la cittadinanza, attraverso momenti periodici di confronto, coordinamento e formazione. 

5. VALORIZZAZIONE DELLE BIODIVERSITÀ: UNA APP PER CONOSCERE E CONDIVIDERE LA BELLEZZA 

Operare per la conoscenza del patrimonio naturale e culturale della nostra regione, spesso sconosciuti anche a buona parte degli stessi abitanti della Liguria, significa qualificare e potenziare le strategie di comunicazione. 

L'Osservatorio regionale per la biodiversità (Li. Bi. Oss), la cui gestione è in capo ad ARPAL, possiede un database aggiornato di tutte le specie presenti nel nostro territorio. Questo patrimonio, dal valore inestimabile, va valorizzato e condiviso tramite la creazione di una app per riconoscere e conoscere la fauna e la flora della nostra regione. 

In sinergia col mondo scientifico è necessario soprattutto fare formazione, utilizzando al meglio la preziosa mole di informazioni disponibili. A oggi, spesso mancano corsi locali per guide ecologiche, turistiche e ambientali, che si trovano quindi costrette a prendere il patentino in altre regioni pagando cifre consistenti. 

Bisogna in questo senso ripensare anche alla figura dell’educatore ambientale, professione che è stata creata senza però averne definito strategie di crescita e sviluppo.


6. RIDUCI, RIUSA, RICICLA

La regione ha un ruolo fondamentale nella definizione della programmazione e pianificazione in tutti i settori ambientali, nella valutazione degli impatti delle scelte effettuate e nel sostegno economico alla realizzazione delle strategie. 

Fra gli interventi principali: il ciclo dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico, la depurazione e gli scarichi idrici, le azioni di bonifica.

Inoltre va affrontato seriamente il tema della riduzione e del controllo sulle plastiche.

Abbiamo già depositato una prima proposta di legge che da subito potrebbe garantire percorsi virtuosi:
disciplinando le modalità di utilizzo dei prodotti di plastica al fine di ridurne la produzione, favorire uno sviluppo sostenibile e diffondere un’educazione ambientale e sociale;
promuovendo progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
favorendo il riutilizzo o il riciclo mediante l’incentivazione di sistemi di cauzione-rimborso;
diffondendo la cultura della riduzione delle plastiche monouso e delle plastiche oxo-degradabili attraverso campagne di comunicazione dirette ad informare e sensibilizzare la cittadinanza;
vietando l'utilizzo della plastica monouso nella pubblica amministrazione.

7. LOTTA ALLE ECO-MAFIE 

Il Dossier Ecomafia 2019 di Legambiente sullo stato della criminalità ambientale in Italia presenta dati allarmanti per la Liguria:
siamo sesti nella classifica nazionale per gli incendi boschivi con 145 infrazioni accertate (il 7,1% sul totale nazionale);
siamo sopra la media nazionale nella classifica dell’illegalità a danno degli animali marini e settimi per illegalità contro la fauna sulla terraferma;
per gli illeciti riferiti al ciclo dei rifiuti la Liguria è undicesima con 242 infrazioni accertate (3% sul totale nazionale), 309 denunce, 2 arresti e ben 84 sequestri.

Mantenere il controllo sugli abusi ambientali, tanto spesso legati alle mafie, è un aspetto fondamentale della tutela ambientale. Solo attraverso una politica che integra conoscenza (delle risorse, della fragilità, del territorio), controllo e sviluppo sostenibile si possono ottenere risultati soddisfacenti. 

Diventa quindi prioritario colmare i vuoti di conoscenza su alcuni temi ambientali e avviare un approccio regionale a livello tecnico-amministrativo sugli ecosistemi nell’affrontare la gestione del territorio. In questo senso va sostenuta e valorizzata la mission di ARPAL e delle strutture tecniche regionali di riferimento.

8. BILANCIO ENERGETICO REGIONALE: USIAMO METODI DI PRODUZIONE ENERGETICA SOSTENIBILI

Bisogna dare un reale sostegno al contenimento degli sprechi di calore ed energia nel pubblico e nel privato, non approfittando del fatto che la deindustrializzazione ha eliminato la maggior parte delle aziende energivore: sarebbe un errore pensare di stare nei parametri grazie alla chiusura delle aziende.

Un processo importante che va sostenuto ed accelerato è invece quello della elettrificazione delle banchine dei porti, usando metodi di produzione energetica sostenibili ed efficienti che possano limitare (se non eliminare) la problematica relativa all’inquinamento dato dalle grandi navi. 

9. QUALITÀ DELL’ARIA 

La Regione ha in mano strumenti importanti per garantire il rispetto dei limiti legislativi per la qualità dell’aria in relazione all’impatto del traffico veicolare; questi strumenti devono essere resi più efficienti: inventario delle emissioni, modellistica relativa alla valutazione e previsione della ricaduta di inquinanti, piano della qualità dell’aria, sistema di monitoraggio. 

Avere un sistema di trasporti efficiente e rispettoso dell’ambiente è una risposta doverosa sulla quale la Regione deve avere il coraggio di agire definendo anche i trasporti minimi essenziali e operando per garantirli a tutta la popolazione in maniera sostenibile. 

10. TUTELIAMO LA COSTA: STOP ALLA CEMENTIFICAZIONE 

Serve un progetto regionale e interregionale che tenga conto di tutti i fattori che caratterizzano l’ecosistema marino, in quanto le coste sono uno degli ambienti più fragili e in evoluzione a causa dei cambiamenti climatici. Un Piano Regionale della costa può evitare che l’intervento in un comune sposti semplicemente il problema nel territorio successivo, utilizzando tutte le conoscenze e gli strumenti che Università, CNR ed ARPAL possono mettere a disposizione, bilanciando la domanda di sviluppo con il bisogno di protezione, in modo da ottenere obiettivi sociali, economici e sostenibili a lungo termine. 

Bisogna censire su tutto il territorio i possibili effetti dell’incremento del livello del mare e delle mareggiate, riprogettare l’equilibrio della costa a medio e lungo termine e aggiornare gli indirizzi di pianificazione, avviando un processo pubblico di analisi e pianificazione delle attività umane e per un uso razionale dello spazio marino. 

 

È necessario inoltre bloccare qualsiasi tipo di cementificazione costiera, compresi i porticcioli turistici e le concessioni demaniali.

com

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