Contromano21 luglio 2020 16:27

Senza memoria

Si chiamerà Genova San Giorgio, il nuovo ponte che ha già ospitato tante sfilate e chissà quante ne vedremo fino alle regionali: roba da far impallidire i 54 TIR

foto Fabio Palli, FIVEDABLIU

foto Fabio Palli, FIVEDABLIU

Nulla quindi, nel nome del viadotto sul Polcevera, ricorderà le 43 vittime morte in quella giornata di lutto e di vergogna. 

Meglio il nome di un santo, che sulle nostre autostrade di un aiuto dal cielo c’è sempre molto bisogno.

C’è perlomeno da sperare che il 3 agosto l’inaugurazione, alla quale i parenti delle vittime non saranno presenti, sia sobria sul serio: l’unica garanzia di evitare salsa, mambo e piume di struzzo sembra come al solito la presenza e la serietà di Sergio Mattarella.

Nel frattempo Toti - la - vittima urla da squassarsi i polmoni che i lavori sulle autostrade liguri sanno di boicottaggio elettorale, e il ministro De Micheli stando ai resoconti cade tutta intera nella rete provocando la furia di industriali, albergatori e liguri tutti che su quelle autostrade, loro malgrado, devon passarci.

Come in ogni bega elettorale che si rispetti, si perde di vista il punto cruciale che è la vera condizione di viadotti e gallerie in Liguria, ovvero quanta probabilità c’è che ci vengano sulla testa.

Ma di questo sembra non importare più un granché a nessuno, e nel calderone di accuse e rimpalli qualcuno potrà festeggiare un altro ferragosto a Cortina, qualcun altro magari dovrà chiudere un’impresa, un negozio o un albergo, e speriamo che nessuno mai più diventi il nome  non dato a uno squallido viadotto.

LNS

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