Salute & Veleni27 maggio 2021 15:22

Valbormida, la gente pretende chiarezza su Italiana Coke

Ferruccio Sansa: "lo stesso Comune di Cairo Montenotte si autodefinisce 'una piccola Taranto'. E la relazione scientifica richiesta dalla Procura di Savona parla chiaro. Continueremo a sostenere cittadini e comitati contro l'inquinamento"

Valbormida, la gente pretende chiarezza su Italiana Coke

Le corsie dell'ospedale di Cairo Montenotte ne hanno visti passare a decine nel corso degli anni. Sono uomini, donne e bambini; cittadini residenti nel comune del ponente ligure.
"Patologie respiratorie e cardiovascolari:" era ed è questa la diagnosi più comune. Nell'aria di Cairo si possono ancora oggi vedere i pulviscoli neri dei camini dell'impianto d'Italiana Coke.

Chi abita vicino ogni giorno riprende con gli smartphone i fumi che si levano al cielo e manda tutto alla Procura di Savona. “Dobbiamo difenderci da soli. Non si può vivere così”, raccontano.
Hanno gli occhi e la gola  arrossati: “Ci sono giorni che è difficile uscire di casa per il cattivo odore”, raccontano.

Sono i miasmi di anidride solforosa, quell'odore di “uova marce” che si sente spesso passando davanti all'industria del coke.
Gli abitanti, 17 anni fa, si sono riuniti in un'associazione, la Progetto vita e ambiente, che non ha mai smesso di difendere il territorio, denunciando i rischi per la salute e l'ambiente:

“Qua a Cairo la situazione di salute è preoccupante – spiegano –. Lo dicono diversi studi, così come la sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato Italiana Coke in via definitiva ad adeguarsi alle prescrizioni previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, con l’adeguamento dell’impianto alle migliori tecniche disponibili in materia ambientale”.
È una presenza grigia, quella dell'industria per la distillazione del carbone fossile, che incute timori e ansie nella popolazione.

Sono posti di lavoro, obiettano alcuni, ma è vero anche che sia la mortalità della popolazione locale, che il tasso di ricoveri sono aumentati notevolmente nel corso degli anni.
“Patologie cardiovascolari e respiratorie” recita la consulenza svolta, su richiesta della Procura Savona, da Paolo Crosignani, primario dell’istituto Tumori di Milano, che è stato perito di parte per la popolazione di Casale Monferrato nel processo per le morti d’amianto, Paolo Franceschi, pneumologo di Vado Ligure, responsabile per l’ambiente dell'Ordine dei medici di Savona, e Stefano Scarselli, esperto del settore biologico-scientifico e di inquinamento ambientale. Gli stessi consulenti che hanno lavorato al caso Tirreno Power di Vado.

Nella relazione si parla del 23 per cento in più per i decessi nel periodo che va dal 2000 al 2014 per soggetti mediamente esposti; ben del 35 per cento per soggetti fortemente esposti. Anche i ricoveri aumentano: nello stesso periodo, si parla del 13 per cento in più per i mediamente esposti e del 23 per cento in più per i soggetti fortemente esposti. Anche i bambini sono colpiti: +17,3 per cento di ricoveri.
È proprio questo studio che rivela la pericolosità per la salute nel comune di Cairo e zone limitrofe. I risultati vengono dall'analisi  delle misure del bioaccumulo lichenico; in parole povere, sono stati innestati nella zona sotto inchiesta dei licheni vergini.

Una volta analizzati, arriva la risposta che tutti si aspettavano: i miasmi dello stabilimento di Italiana Coke sono altamente inquinanti e nocivi. Lo studio del bioaccumulo, infatti, è realizzato ad hoc per studiare “le impronte digitali” dell'azienda di coke.

Non c'è rischio di fraintendimenti, assicurano gli studiosi.
Nonostante il report di Crosignani, Franceschi e Scarselli, la Procura ha deciso di procedere per la richiesta di archiviazione “non avendo ravvisato prova sufficiente per sostenere l'accusa”, spiega il Secolo XIX, “e quindi ha chiesto al Gip di non procedere”.

Contrari a questa azione, i cittadini e i comitati che nei miasmi dell'impianti di coke vedono ingenti rischi per la propria salute.
Italiana Coke è anche reduce da una sentenza del Consiglio di Stato che la condanna ad adeguare l'impianto della Val Bormida a seguito del superamento del valore obiettivo per il benzopirene emerso dalla “valutazione dei dati della qualità dell’aria rilevati nelle postazioni del territorio comunale di Cairo Montenotte per il 2019”.

E' lo stesso Comune a mettere nero su bianco nel ricorso incidentale contro Italana Coke che “Cairo Montenotte, a quanto a incidenza percentuale delle malattie oncologiche associate a esposizione industriale, è una piccola Taranto”
I cittadini di Cairo, intanto, continuano ad ammalarsi. La gente pretende chiarezza su Italiana Coke.
Questa è un'altra battaglia che noi della Lista Sansa non dimentichiamo. E continueremo a sostenere cittadini e comitati contro l'inquinamento.

Ferruccio Sansa

com

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