News15 aprile 2022 18:12

25 Aprile

Bisogna dare una possibilità alla Pace

25 Aprile

"E’ un 25 Aprile triste quello che ci prepariamo a onorare. Tante volte, da quel glorioso giorno, ci siamo ritrovati a viverlo con guerre aperte in tutto il mondo, mentre il nostro desiderio, anche in ricordo di quei caduti, è di partecipare a questa celebrazione riaffermando quei valori di Libertà e l’obiettivo della Pace e dell’armonia tra i Popoli."

Così il Comitato di Coordinamento dell'Associazione "Il Rosso non è il Nero" che prosegue: 

"La speranza che la fine della seconda guerra mondiale rappresentasse anche il momento nel quale il genere umano rinunciava alla guerra è stata tante volte vanificata.

Oggi ci ritroviamo coinvolti direttamente in una guerra determinata dall’aggressione della Russia all’Ucraina e che trova le sue origini nel nazionalismo bellicoso che, dopo essere stato all’origine del primo e secondo conflitto mondiale, non è scomparso.

L'Occidente appare incapace di esprimere i suoi valori fondativi come occasione di collaborazione tra i Popoli e non come esportazione armata di quei valori, per la quale chi è diverso da noi è un nemico, è un Impero del male oppure uno Stato canaglia.  

Ancora più grave appare, in risposta alla follia della guerra scatenata dalla Russia, un riarmo generalizzato europeo con uno sconsiderato aumento delle spese militari che finirebbe con il ridurre le spese sociali, quelle per la sanità, per la scuola, per il sostegno alla disoccupazione e per i finanziamenti alle imprese e al lavoro, del quale il nostro Paese e gli altri Paesi europei hanno  bisogno.

Stiamo correndo il rischio di un riarmo generalizzato da parte dei singoli Stati aderenti alla UE senza concreti passi nel processo politico dell’unificazione europea, unica vera garanzia di libertà, di Democrazia e di pace nella sicurezza di noi cittadini europei."

"Alle volte - osserva il coordinamento - sembra di essere tornati al 1914. Nessuna vera sicurezza può essere basata sulle armi, così come è un insulto all’intelligenza di noi tutti volerci far credere che il riarmo europeo sia difensivo.

Ricordare oggi la memoria del 25 aprile davanti a questi inenarrabili fatti di violenza e di distruzione deve rappresentare per noi una sorta di compimento di una missione.

Una missione concretamente ideale tesa continuamente alla difesa dei valori di una memoria attiva per la Pace, la democrazia, la solidarietà tra i popoli, l’uguaglianza di fronte alla storia e di fronte alle leggi, scritte e non scritte, della convivenza civile.

Per gli antifascisti si tratta, ancora una volta, di assumersi il compito di trasferire l’eredità di coloro che combatterono, in molti casi sacrificando la vita per la libertà, contro la violenta oppressione che si stava vivendo durante il terrore nazista.

La nostra bussola rimane la Costituzione Repubblicana nella sua interezza, nello spirito con il quale fu scritta dai Padri Costituenti: non si tratta di interpretarne un articolo piuttosto che un altro ma di vivere l’aspirazione profonda che ha ispirato i nostri Padri Costituenti nell'elaborare una Carta Fondamentale che ha sempre rappresentato nell’illuminare i pensieri più giusti e fecondi dell’animo umano.

E' necessario cercare le vie giuste per realizzare una Pace che non infligga ai popoli maggiori sofferenze di quelle che a loro hanno già inflitto quegli sciagurati governanti che cercano il potere per il potere ed esibiscono quasi fosse un trofeo un falso orgoglio nazionalista.

Nel giorno della Liberazione provocare divisioni proprio attorno a questi fondamentali principi e separarsi sull’idea della pace intesa come elemento non negoziabile nel pensiero e nell’azione significherebbe disconoscere colpevolmente la necessaria espressione di volontà comune di portare avanti un’azione che deve essere assieme sociale, politica, etica.

L'obiettivo di questo documento è quello di rivendicare, tutti assieme, nei confronti del nostro Governo e dell’Europa, una iniziativa diplomatica , almeno parallela se non alternativa come sarebbe giusto, al sostegno militare all’Ucraina.

Iniziativa diplomatica europea, autonoma, determinata a raggiungere intanto un cessate il fuoco e poi una soluzione equa tra le parti in conflitto con l'obiettivo finale di riaprire una collaborazione tra Europa e Russia e non un nuovo muro tra nemici, del quale, ricordando tutti assieme il 25 Aprile, non abbiamo affatto bisogno.

Bisogna dare una possibilità alla Pace."



 

com

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