Contromano06 agosto 2022 09:41

Asserragliati

I partiti chiusi a doppia mandata nel Parlamento sforbiciato, gli altri che stan fuori, gli elettori che non servono più

Asserragliati

Il 25 settembre si vota. Chi c’è, chi manca.

La destra
Quella c’è, ben salda e soprattutto convinta. Il programma un po’ meno, salvo i soliti elenchi melon-salviniani contro “emergenza immigrazione” (?) ed “emergenza criminalità” (?). L’unica che non considerano emergenza è l’unica ad esserlo, e si chiama clima. Ma siccome non sanno cosa farci, all’economia green neppure ci pensano e gli ambientalisti li chiamano gretini, per meglio chiarire il posto che la salvezza del Pianeta occupa nei loro progetti.
Il blocco navale non si può fare, perché contrasta col diritto d’asilo. Lo sappiamo noi e lo sa anche la prima ministra in pectore. A non saperlo forse il collega aspirante pistolero, che tra un tuffo e l’altro nel mare di Lampedusa costringe il governo a precipitosi svuotamenti dell’hotspot più affollato dell’emisfero - anche per il governo, non una bella figura. Mentre lui sta al solito in costume, i cespugli toti-lupi-udciani trovano il loro unico senso nell’imbarazzante caravanserraglio indossando giacca e cravatta e accatastando simboli l’un sull’altro.

La sinistra
Per ora non riusciamo a trovarla, ma forse è perché non andiamo abbastanza su twitter. Al suo posto c’è un ring dove il PD lotta con Calenda (un tale che si crede Obi-Wan Kenobi) e con un paio di leader in cerca di casa. Loro comunque la chiamano “alleanza di centrosinistra”.
A esprimere la portata del nostro sconforto basta una frase: capiamo Pizzarotti che se ne va con Renzi.

I Cinque stelle
Stremati da scissioni e litigi manco fossero loro la sinistra, si preparano al voto per un Parlamento che hanno voluto ridurre di un terzo. E ci sono pure riusciti grazie al prezioso aiuto dei dem, che hanno “votato convintamente” il taglio dei parlamentari ma non sono neppure riusciti a cambiare la legge elettorale, offrendo così alla madre italiana cristiana la V di vittoria su un piatto d’argento.
In ogni caso hanno due corde al loro arco: il volto dell’ex primo ministro, ancora molto amato sul web e non solo, e i continui richiami a quell’equità sociale e ambientale che pare interessare solo a loro, visto che gli altri sembrano impegnatissimi solo a spartirsi collegi con l’aiuto del pallottoliere e in attesa delle pallottole che fischieranno il 26 settembre.

Gli altri
Questo è il vero punto dolente. Perché con l’astensione ai massimi storici, siamo in tanti a volere il partito che non c’è. Ma se anche ci fosse (pensiamo per esempio a Marco Cappato, unico a rischiare qualcosa di suo per le proprie idee, che sta provando a metter su una lista Referendum e Democrazia) quasi certamente non potrà presentarsi al giudizio degli elettori, grazie all’auto-blindatura di partiti e partitini già presenti in Parlamento.
D’altra parte, come non comprenderli. Accade in ogni posto di lavoro: quelli che non han saputo fare bene il proprio capiscono che chiunque bussi alla porta può costituire una seria minaccia. Quindi si limitano a tenerli tutti fuori, sbarrando il chiavistello. Che tanto la gente è al mare, mentre la democrazia va a bagno.

LNS

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