Una delegazione savonese di AVS ha effettuato un sopralluogo nella Casa della comunità in via Collodi a Savona. La visita ha confermato le numerose segnalazioni sulle carenze della nuova struttura assistenziale, dove sono in attività pochi medici e nessuna prestazione aggiuntiva viene svolta rispetto al passato.
“Siamo arrivati nella Casa della comunità nel tardo pomeriggio e abbiamo riscontrato una situazione di totale abbandono: non è prevista alcuna forma di accoglienza per i pazienti e chi arriva non sa dove andare per essere visitato. Possiamo solo immaginare le enormi difficoltà per le persone anziane oppure per chi ha problemi di vista. Le responsabilità gestionali sono evidenti: dopo anni di retorica sui ‘manager’ privati che risolvono i problemi nel pubblico, constatiamo oggi l'ennesimo fallimento del modello del centro-destra nella cura delle politiche sanitarie regionali. Medici, infermieri e operatori non hanno colpe, perché si ritrovano abbandonati al loro destino. Purtroppo è un luogo di cura in cui manca completamente la cura per chi ha davvero bisogno”, denuncia Gabriele Lugaro, componente della segreteria savonese di Sinistra italiana.
“Le case della comunità sarebbero uno strumento importantissimo per tutelare la salute dei cittadini e delle comunità. Purtroppo dobbiamo riscontrare che in buona parte questo proposito rimane sulla carta. I professionisti, come medici, infermieri e personale amministrativo, non sono messi nelle condizioni di operare come meriterebbe la loro professionalità e un servizio pubblico di fondamentale importanza”, sottolinea Luigi Lanza, segretario provinciale di Sinistra italiana.
“Il sopralluogo ha mostrato un numero impressionante di criticità. All'interno della struttura non vi è nulla di quanto annunciato in pompa magna dagli amministratori liguri. Alle 19 abbiamo trovato la sede dell'ASL di Savona aperta ma totalmente deserta: abbiamo potuto percorrere interi piani senza incontrare nessuno, i locali sono agibili ed esposti a qualunque tipo di danneggiamento o furto. La casa della comunità consiste in un medico, introvabile per la totale assenza di cartellonistica e di qualsiasi forma di accoglienza ed informazione al pubblico, che opera da solo, privo di assistenza infermieristica, totalmente separato dalla attività specialistica alla quale non può inviare i pazienti, privo di strumentazione diagnostica, in una condizione di sicurezza personale terrificante perché solo ed esposto a qualunque tipo di aggressione”, raccontano Marco Brescia e Laura Bertolino, co-portavoce provinciali di Europa Verde, che evidenziano: “La Casa della Comunità di via Collodi, costata più di un milione di euro, ci è apparsa come un fondale cinematografico, costruito per l'immagine sui media ma totalmente vuoto al suo interno”
Duro anche il giudizio di Jan Casella, consigliere regionale di AVS. “Quando siamo entrati nell’edificio, ci siamo resi conto immediatamente che servono provvedimenti per garantire l’incolumità dei dipendenti ed evitare danni o furti negli uffici. Non si può abbandonare questa struttura al rischio di intrusioni da parte di malintenzionati”, è l’appello di Casella, che ricorda: “Con AVS abbiamo visitato le case di comunità della Liguria per capire come erano stati spesi i soldi pubblici e per verificare l’efficienza del servizio. In provincia di Savona, il quadro è negativo. Ad Albenga, la Casa di comunità ha sottratto spazi utili all’ospedale, costringendo alcuni servizi a traslocare. A Finale Ligure, la struttura è in un posto difficile da raggiungere e le prestazioni erogate sono pochissime. Presenteremo un’interrogazione per chiedere chiarimenti su questa vicenda”.











