News08 ottobre 2019 15:21

Piattaforma Maersk, Polizia e controlli: no grazie?

Non solo le infrastrutture, ma perfino la Polizia è stata dimenticata, ad oggi, nel geniale progetto della piattaforma Maersk. Centinaia di container sbarcheranno ogni giorno in quel di Vado Ligure, ma per ora non c’è alcuna conferma di un rafforzamento dell’organico e neppure di un ufficio, da quelle parti. Questo il dato incredibile che emerge dalla conferenza stampa del Sindacato Appartenenti Polizia che si è svolta oggi a Savona, per denunciare la cronica carenza di organico e l’altrettanto cronico disinteresse della politica al di là delle promesse

Piattaforma Maersk, Polizia e controlli: no grazie?


Il Dirigente Nazionale SIAP Roberto Traverso, il Segretario Regionale Alessandro Dondero e il Segretario Provinciale Giuseppe Stracuzzi hanno offerto, stamattina, un quadro molto chiaro della situazione: un quadro che parte da un limite oggettivo, quello della carenza di risorse, che il capo della Polizia Gabrielli denuncia da tempo, sostanzialmente inascoltato.

Il bando per l’assunzione di 12mila poliziotti, avviato dal governo Gentiloni e confermato dal governo Conte 1 non è una panacea, ma al più un fatto di pura sopravvivenza: nel 2023 andranno in pensione in moltissimi, e il problema rischia di ripresentarsi in forma ancora più grave.

A Savona, come altrove, gli organici sono ridotti all’osso: la Stradale di Savona  ha perso 40 agenti, che in neppure 10 anni sono passati da 106 a 74.

A Finale conta su 6 agenti, quando dovrebbero essere 16/18.

A Carcare ha 14 agenti, ed erano 25 dieci anni fa.

La Polfer ne conta 20, col risultato che non esiste più il turno di notte.

Alla Mobile sono in 25, che fanno i salti mortali per garantire due volanti a turno h24.

Non va meglio alle altre competenze, fondamentali per la lotta al terrorismo e alla miriade di reati informatici: la Digos va avanti con 10 agenti, la Postale con 6.

Quasi leggenda, ormai, il tempo in cui c’era il poliziotto fisso in ospedale, che tanto potrebbe fare contro le violenze domestiche.

La Questura di Savona non può contare neppure, ormai, su un medico competente: il medico viene da Imperia ogni giovedì, e questo è tutto.

E la Polizia di frontiera? Tra crociere, sbarchi e imbarchi da e per il Nordafrica, i carichi di lavoro sono quantomeno triplicati, ma l’organico resta sempre formato da una trentina di persone.

Con l’entrata a regime della piattaforma di Vado, pensiamo noi ingenui, sicuramente implementeranno il personale: macché.

Manco un ufficio, han pensato di dargli.

Per non parlare di quelle che ci ostiniamo a definire (e a far pagare) come autostrade, che sommerse da centinaia di TIR in aggiunta a quelli già presenti ridurranno la Stradale, già in affanno, direttamente sul lastrico.

Eh sì, perché forse non tutti sanno che le convenzioni che la Polizia ha con le concessionarie fanno anche in modo che, in caso di assenza della pattuglia autostradale, la viabilità ordinaria debba esser lasciata scoperta per onorare la convenzione coi privati.

Nella ridente Vado arriveranno, si stima, dai cinquecento agli ottocento container al giorno, potenzialmente pieni di chissà cosa: tutti ricordiamo i sequestri di cocaina nascosta tra la frutta nel passato remoto e recente.

E gli agenti dovran partire da Savona col loro foglio; e quando andranno in pensione quelli che hanno un cane saluteremo pure le unità cinofile.

Altro dato importante emerso in conferenza stampa, la segnalazione di un’alta percentuale di patologie oncologiche tra gli agenti che lavorano in porto a Savona: ricordiamo bene lo studio shock realizzato a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, dal quale è risultato che chi vive nei primi 500 metri dal porto ha un’incidenza di tumore al polmone superiore alla norma del 31%, percentuale che sale al 51% se parliamo dell’incidenza di malattie neurologiche.

Non è difficile immaginare che le percentuali possano essere simili per chi, in porto, ci lavora: (qui un istruttivo ricordo: www.lanuovasavona.it/2018/06/25/leggi-notizia/argomenti/salute-veleni/articolo/quando-il-cancro-vien-dal-mare.html)

“Non vogliamo allarmismi - spiega Traverso - ma chiediamo risposte: ci dicano chiaramente se esistono pericoli per la salute, e quali”.

La politica tutta, nel frattempo, sembra mantener ben salda l’abitudine di ricordarsi della Polizia solo quando qualcuno ci lascia la pelle, come abbiamo potuto tristemente verificare nella cronaca più recente: si chiedono, dal SIAP, “che senso ha stracciarsi le vesti per i due agenti morti nella Questura di Trieste quando denunciamo da anni la drammatica carenza di organico e dotazioni, strumenti e supporto?”

Una domanda che ci poniamo anche noi, e che temiamo destinata a restare senza risposta.

Il sindacato comunica, inoltre, che il Consiglio regionale della Liguria ha finalmente approvato all’unanimità un ordine del giorno sulle argomentazioni sostenute dal Siap durante la conferenza del 17 giugno 2019, impegnando il presidente e la giunta regionale a costituire un tavolo tra Regione, Prefettura, Questura, Comune di Genova e tutte le organizzazioni sindacali mirato a reperire locali da assegnare alle esigenze istituzionali della Polizia di Stato.

“Un primo grande risultato del Siap - commenta Traverso - che evidenzia finalmente un apprezzabile sensibilità di coloro che hanno avuto la coerenza di portare a conoscenza della giunta regionale le problematiche denunciate dal Siap e di tutti i componenti del consiglio che hanno votato all’unanimità l’ordine del giorno.”

LNS

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