Lettere alla Nuova01 gennaio 2020 19:04

Privatizzazioni: chi controlla il controllore?

Capiremo un giorno che ci sono settori nei quali lo Stato non deve privatizzare proprio nulla, ma soltanto esercitare il proprio ruolo

Privatizzazioni: chi controlla il controllore?

Se si decide di affidare una concessione di un servizio pubblico ad un privato sono indispensabili alcuni requisiti imprescindibili senza i quali l'affido diviene un azzardo, inammissibile.

A prescindere dall'opportunità o meno di privatizzare, scelta politica, spesso assunta scelleratamente senza alcuna valutazione di opportunità sia economica che strategica per non dire morale se non di correttezza istituzionale, ma spinta soltanto dal desiderio poco istituzionale (vano e illusorio) di amministratori pubblici incapaci, di "togliersi un fastidio", di ABDICARE AL LORO RUOLO, la scelta del concessionario è un'operazione molto delicata e condizionerà il futuro dell'Ente e dei cittadini fruitori.

Tralasciamo anche qui eventuali "anomalie" nelle procedure di gara che non dovrebbero mai avvenire e delle quali è zeppa la cronaca giudiziaria.

Altro elemento forte ineludibile è l'azione del controllo, sulla base del disciplinare e e del contratto i quali è necessario siano fatti molto bene, con particolari tutele per l'Ente e per i diritti del cittadini.

La forma di controllo che alcuni amministratori pubblici hanno spesso considerato come eludibile o delegabile (non infrequente, di fatto, delegata anche allo stesso concessionario...) rappresenta quel fondamentale elemento che serve come un necessario e indispensabile DETERRENTE per il concessionario a fare bene il proprio lavoro, con onestà.

A poco serve responsabilizzare con stupide regole o fidarsi di chi è costretto a pensare per sua natura agli UTILI e ai PROFITTI... Le puerili ingenuità che si sentono in giro riguardo alla finanza etica e all'etica dell'imprenditore cozzano con la realtà e ci hanno offerto, in particolare IN SANITÀ con le convenzioni sanitarie a soggetti privati (un esempio su tutti quello della "clinica degli orrori" milanese) esempi devastanti terribili.

ETICA E PROFITTI sono e restano un OSSIMORO, piaccia considerarlo o volerlo omettere .. Bene, ma CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE?

Solo uno stupido può pensare che non serva.... Ci sono caso eclatanti in cui se la parte pubblica ben considerasse tutto e facesse bene il proprio lavoro ammetterebbe che è più conveniente gestire "IN HOUSE" invece di privatizzare, tale è la necessaria opera di controllo e verifica a cui sottoporre concessionari, beni pubblici e gestione.

Ma queste considerazioni sovvengono solo a frittata fatta. Capiremo un di che ci sono settori nei quali lo Stato non deve privatizzare proprio nulla, ma soltanto esercitare il proprio ruolo. Per farlo occorrono politici capaci e dotati semplicemente di senso dello Stato.

G.M.

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