Salute & Veleni22 agosto 2020 17:12

Forse serve uno slogan anche per l’ospedale di Cairo

Le prime reazioni politiche all’esposto depositato ieri dal Comitato Difesa Sanità Locale della Valbormida

Forse serve uno slogan anche per l’ospedale di Cairo

Così la federazione savonese del PCI: “Nelle scorse ore abbiamo appreso con favore la notizia dell’esposto depositato ieri, venerdì 21 agosto, con cui il "C.S.L. Comitato Difesa Sanità Locale-Permanente (Val Bormida)" segnala alla Procura della Repubblica di Savona molteplici e circostanziate criticità nella erogazione dell'assistenza sanitaria in Val Bormida e, in particolare, nell'assicurare il rispetto dei tempi degli interventi di emergenza-urgenza, così come stabiliti con il D.M. 70/2015 e dalla Giurisprudenza del Consiglio di Stato.

Sul tema ci eravamo già espressi nel Marzo scorso: la chiusura del centro di primo soccorso, un punto fondamentale per l’intera Val Bormida, in un territorio dove la popolazione è, per lo più, in età avanzata ed esistono aziende a rischio elevato di incidenti, è stato un gesto da irresponsabili.

La salute rimane una priorità da salvaguardare per cui non possono esistere territori di serie A ed altri di serie B!

La chiusura di quel reparto dell’ospedale ‘isola’ i cittadini dell’entroterra savonese che si ritrovano sprovvisti della completa agibilità di una struttura punto di riferimento per la sanità della zona lasciandoli in grande difficoltà nell’affrontare problematiche legate a diverse patologie ed eventuali incidenti visti i lunghi tempi di percorrenza necessari per arrivare presso i Pronto soccorso più vicini, a San Paolo di Savona o, in alternativa, a Santa Corona di Pietra Ligure e vista la mancanza di un servizio di elisoccorso operativo h.24.

Auspichiamo un ‘cambio di rotta’ sul tema della sanità pubblica finora trascurata e indebolita a favore di quella privata rendendo evidenti i pessimi risultati raggiunti ed emersi in maniera importante, soprattutto, nella situazione di emergenza Covid-19 appena passata per cui speriamo non ci saranno ricadute. 

Il PCI, oltre a condividere i contenuti dell’esposto, invita le istituzioni competenti ad un serio impegno riguardo un progetto di riorganizzazione del presidio ospedaliero di Cairo Montenotte che permetta di continuare a garantire a tutta la popolazione della Val Bormida, un diritto fondamentale, garantito a tutti i cittadini indipendentemente dal loro ceto sociale, quello della salute.”

Interviene sull’argomento anche Andrea Melis, vicecapogruppo M5S in Regione:

“Inascoltati, i cittadini della Valbormida, riuniti in un Comitato presente da anni, non ci stanno a subire l'ennesima decisione calata dall'alto nonostante abbiano più volte chiesto, per il loro nosocomio, che si riattivasse il Pronto Soccorso. È infatti ormai da tempo che il territorio, e con esso il M5S in Consiglio regionale, denuncia il depotenziamento del “San Giuseppe” di Cairo Montenotte con gravi ed evidenti ricadute sulla sanità locale. Un depotenziamento che ha via via depauperato i servizi essenziali: il Punto di primo intervento h24, chiuso causa Covid (decisione peraltro sbagliata nel merito già a suo tempo), anziché riaprire è stato adibito a mero ambulatorio per codici bianchi. È evidente che siamo ben lontani dalle richieste, giuste e fondate, di classificare il nosocomio di Cairo Montenotte come “Ospedale di Area Disagiata” per la riattivazione del Pronto Soccorso e i servizi a supporto”, dichiara Melis.

Che aggiunge: “Naturale dunque che, essendo disatteso il diritto alla salute dei cittadini, il Comitato abbia presentato un esposto alla Procura di Savona per interruzione di pubblico servizio. Irricevibile invece la reazione dell’assessore alla Sanità che, come al solito, anziché rispondere nel merito cerca di sviare l’attenzione su presunte colpe del Governo (ma la Sanità, giova ricordarlo, è di competenza regionale) e sminuisce lo stesso Comitato, definito “sedicente”. Un atteggiamento questo che non possiamo assolutamente sdoganare perché denota una totale mancanza di rispetto per i cittadini”.

“Al Governatore e alla sua Giunta ricordiamo che soprattutto in materia salute non servono slogan, servono invece fatti concreti e tangibili, capaci di fare la differenza. Servono amministratori in grado di ascoltare e di dare seguito alle richieste del territorio che, in questo caso particolare, sono più che giuste”, conclude Melis.

LNS

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