Contromano02 gennaio 2021 09:36

Toti inside

Non siamo tra chi è ancora disposto a credere a un Toti moderato e sensibile ai diritti di tutti, al politico umano che inorridisce per i commenti razzisti che i suoi elettori scrivono sulla sua frequentata bacheca Facebook

Toti inside

Era successo con gli anziani, sta succedendo di nuovo con l’incolpevole bambina che ha avuto la responsabilità di esser la prima nata a Genova da genitori di origine nigeriana.

La polemica politica sull’immigrazione, da sempre il cavallo di battaglia più usato da Salvini quando si sente in bassa fortuna, fa scivolare in secondo piano la questione sanitaria e sociale del coronavirus col suo carico di dolore, morti e inefficienza del sistema che dovrebbe tracciare e curare e invece non traccia e cura come può, tutto affidato com’è alla professionalità e al senso di responsabilità di medici, infermieri e operatori.

Non siamo tra chi è ancora disposto a credere a un Toti moderato e sensibile ai diritti di tutti, al politico umano che inorridisce per i commenti razzisti che i suoi elettori scrivono sulla sua frequentata bacheca Facebook.

Son quelli i voti che ha chiesto, son quelli i voti che ha avuto.

Come gli esponenti leghisti sono i compagni di strada che ha scelto, e quelli con cui ha vinto le elezioni.

Toti è quello degli anziani non indispensabili.

Toti è quello che diceva che magari tra gennaio e febbraio sarà necessario qualche sacrificio in nome del Natale commerciale.

Toti è quello che poteva chiudere Genova all’inizio dell’autunno prima che l’epidemia dilagasse nel resto della regione e se n’è ben guardato.

Toti è quello che spende due milioni (2.000.000) di euro per la pubblicità cosiddetta istituzionale su TV e giornali quasi unificati.

Toti è quello che aumenta di ottocentomila euro le spese per il suo staff e cerca stipendi anche per i non eletti facendo dimettere gli assessori da consiglieri.

Toti è quello che mentre gli infermieri protestavano sotto la Regione era a Portovenere a ingoiar trenette.

Toti è quello che stava al Papeete con Salvini che mostrava la lingua e le cubiste che mostravano una splendida abbronzatura.

Quindi almeno stavolta non facciamoci fregare.

Dei litigi tra Toti e i suoi non occupiamoci, ché son più finti di una dentiera d’oro.

Chiediamogli invece di far quello che deve a partire dall’inesistente medicina del territorio.

E lasciamo in pace sta povera bambina e i suoi genitori che purtroppo, al contrario di lei che ancora non sa e non vede lo squallore che si è rovesciato sulla sua pelle appena nata, l’han visto di sicuro stamattina, su tutti i giornali.

LNS

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