Lettere alla Nuova09 ottobre 2022 12:43

Evitiamo di privatizzare anche la cultura

Alleanza Verdi - Sinistra: "La scelta per la Fondazione del Ducale di Genova di nominare due manager attivi nel settore privato rappresenta la resa finale dell'amministrazione pubblica"

Evitiamo di privatizzare anche la cultura

 

Alla promozione della cultura si preferisce l'obbiettivo di "fare utili", ancora meglio se a farli saranno dei manager che sponsorizzano direttamente i politici che li nominano. 

Una mercificazione della cultura ben distante dallo spirito dell'art. 9 della costituzione che recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità· e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Articolo che denota come i nostri Costituenti scelsero di investire su cultura e progresso scientifico, addirittura annoverandoli tra i principi fondamentali. 

Le madri e i padri della Carta Costituzionale infatti, erano consapevoli della loro importanza come strumenti di emancipazione anche rispetto a logiche impositive arbitrarie, oltre che rappresentare un valido “motore” di crescita socio-economica del Paese.

Con le dichiarazioni di Toti e la scelta dei membri della Fondazione l'arte sparisce nello sfondo e la Fondazione del Ducale da domani dovrà occuparsi "anche di eventi aziendali". 

Siamo molto preoccupati e giudicheremo il Ducale dai fatti. 

Ma la rivendicazione della nomina da parte del Presidente della Regione che parla di "neonominati", come se volesse sottolineare che dovranno rispondere non alla città e ai genovesi ma agli amministratori, diciamo che non è stato proprio un buon viatico.

Vero che per anni la destra ha tentato di depotenziare con ogni mezzo la cultura, considerato che, come ricordava Pasolini, istruzione e cultura sono le sole armi in grado di difendere il cittadino.

Possiamo forse non ricordare che nel ventennio berlusconiano si è massificato, decostruito e distrutto ogni presupposto culturale in nome del consumismo ad ogni costo?

O che la promozione della cultura e la tutela del paesaggio per anni è stato un simulacro, del tutto vuoto, per colpa di una politica sostanzialmente inadempiente, sia a livello centrale che territoriale?

Ma forse passare dal “Con la cultura non si mangia” (frase a torto o ragione attribuita al Ministro Tremonti) al dinamismo totiano per mangiarsi il Ducale pare troppo.

Luca Amato e Simona Simonetti - Coportavoci Verdi    

Carla Nattero - Coordinatrice Regionale Sinistra Italiana                   

Maria Gabriella Branca - Segreteria Nazionale Sinistra Italiana

              

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