"La nuova classificazione dei Comuni montani definita dalla Legge 131/2025 rappresenta un attacco diretto alla tenuta sociale del nostro entroterra. Basandosi su algoritmi puramente altimetrici, il provvedimento ignora le reali difficoltà di chi vive e lavora in aree spesso marginali, declassando centri storici come Quiliano, Ortovero o i comuni della Val Neva". Così Luigi Lanza, segretario provinciale Sinistra Italiana Savona, Laura Bertolino e Marco Brescia, co-portavoce provinciali di Europa Verde Savona e Walter Sparso, responsabile provinciale enti locali Sinistra Italiana Savona.
Per Alleanza Verdi e Sinistra "non si tratta di una disputa geografica, ma di una battaglia per la sopravvivenza dei diritti fondamentali. Perdere lo status di "comune montano" significa infatti mettere a rischio i presidi che tengono in vita un territorio: dalle deroghe per mantenere aperte le scuole di montagna ai fondi per il trasporto pubblico locale, fino alle risorse per la manutenzione delle strade e la prevenzione del dissesto idrogeologico".
"L’incredibile paradosso di vedere inseriti nell'elenco centri balneari rinomati mentre vengono esclusi i borghi che presidiano il Passo del Cadibona è la prova di una politica regionale e nazionale del tutto scollegata dalla realtà. Questa norma calata dall'alto mette a rischio anche il comparto agricolo e florovivaistico dell'Albenganese, dove l'incertezza sui contributi previdenziali e sulle agevolazioni per il lavoro stagionale potrebbe avere gravi ripercussioni dal punto di vista economico e sociale".











