I Carabinieri della Stazione di Albenga hanno arrestato due donne, indagate per una tentata rapina impropria e una serie di furti aggravati, tutti perpetrati nel corso della mattinata di sabato scorso ai danni di diversi esercizi commerciali della zona.
L'operazione è scattata intorno alle ore 10.40, a seguito di una segnalazione giunta al Numero Unico per le Emergenze “112” della Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri. Una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri di Albenga è stata inviata d'urgenza presso il negozio di calzature "Pittarosso" in Viale Martiri della Foce, dove era stato appena consumato un furto.
Le due donne erano entrate nell'esercizio commerciale intorno alle 10:30, destando immediatamente i sospetti del personale per l'abbigliamento anomalo, in quanto avevano voluminose borse per la spesa e indossavano pesanti giacconi scuri nonostante le temperature già piuttosto miti. I dipendenti hanno pertanto "attenzionato" le due persone, anche in considerazione di frequenti ammanchi di merce riscontrati nei mesi precedenti.
Il monitoraggio ha permesso di cogliere le due donne mentre prelevavano tre scatole di scarpe (del valore complessivo di circa 120 euro), privandole parzialmente delle etichette e delle placche antitaccheggio, per poi occultarle nelle loro borse. Vistesi scoperte, le due si sono dirette rapidamente verso l’uscita ma, uno dei dipendenti, nel tentativo di bloccarle, si è posto davanti alla porta venendo strattonato e spinto con violenza dalle malviventi, che sono riuscite a guadagnare la fuga a piedi, abbandonando parte della refurtiva all’interno del negozio.
Grazie alla prontezza del personale del negozio e al rapido intervento dei Carabinieri, i militari sono giunti immediatamente sul posto e, seguendo le indicazioni fornite telefonicamente dal commesso, sono riusciti a intercettare e fermare le malviventi a circa 200 metri dall'esercizio commerciale, due donne di 46 e 48 anni, entrambe della provincia di Torino.
I primi accertamenti e le perquisizioni delle due donne, hanno permesso di rinvenire all'interno di una delle borse una tronchese di piccole dimensioni, strumento tipicamente utilizzato per rimuovere i dispositivi antitaccheggio dalla merce.
L'attività investigativa dei Carabinieri si è poi estesa al controllo dell'autovettura in loro uso, parcheggiata nelle vicinanze. All'interno del veicolo, celati nell'abitacolo, sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori strumenti atti allo scasso (una seconda tronchesina e un coltello da cucina), nonché un ingente quantitativo di merce risultata rubata in altri negozi della zona nella stessa mattinata:
NKD S.r.l. (Via Papa Giovanni XXIII): 20 confezioni di indumenti intimi e maglie, per un valore di circa 200 euro, già privati delle placche antitaccheggio. La merce è stata restituita alla responsabile del punto vendita, sebbene risultasse in parte non rivendibile.
OVS (adiacente a Pittarosso): 4 capi di vestiario (top e pantaloni per circa 74 euro) anch'essi precedentemente privati dei sistemi antitaccheggio.
Basko Supermercato (Via Leonardo Da Vinci): 4 confezioni di carne, per un valore di circa 50 euro, asportate intorno alle ore 09.45. La merce, deteriorata a causa del caldo, è stata distrutta.
Le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite dai militari hanno confermato la dinamica dei fatti e l'identificazione delle indagate.
In considerazione delle condotte emerse e delle risultanze in Banche Dati delle Forze dell’Ordine, che evidenziavano a carico di entrambe le arrestate precedenti specifici per reati contro il patrimonio (furto e tentato furto), le due donne sono state tratte in arresto in flagranza per la tentata rapina al “Pittarosso”, nonché deferite in stato di libertà per gli altri furti aggravati.
Come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona, entrambe de donne sono state tradotte presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, in attesa dell'udienza di convalida.
Il procedimento è attualmente nella fase preliminare ed i provvedimenti finora adottati non implicano la responsabilità delle indagate non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dall’Autorità Giudiziaria.













