Cose belle28 febbraio 2021 15:39

Vetrine d’artista: espone Italo Rocca

Le opere saranno esposte dal 4 marzo al 1 aprile presso la sede di Banca Carige in Corso Italia a Savona

Italo Rocca, Dioniso, 2019, tecnica mista, cm. 90x65

Italo Rocca, Dioniso, 2019, tecnica mista, cm. 90x65

 

Le opere di Sabri Josè Rocca, in arte Italo Rocca, subito ti fanno rimanere a bocca aperta perché si coglie la ricca elaborazione tecnica di base e, poi, s’incontra  la sperimentazione e la ricerca di una tecnica inusuale, ossia una  tecnica mista, collage, resina eposillica , foglia oro, vernice acrilica fluorescente fosforescente, colla vinilica: tutti elementi che ci conducono nel mondo dell’arte contemporanea con le sue esperienze, indagini sui materiali più disparati.

Siamo ben lontani dal classico olio su tela, dal fondo oro aulico ma…. l’elemento antico scandisce il pensiero dell’artista con affinità financo misteriose.

Dominano, infatti, lo spazio ove creare figurazioni mitologiche, frammenti di sculture greche e romane con la loro bellezza fissata nell’immaginario collettivo, nei musei, nelle pagine dei libri di storia dell’arte. 

Ci rivelano influenze reciproche collegate al mito, all’ideale di forza, di bellezza, in un certo senso all’utopia.

Italo Rocca cerca, pare di poter dire, di raffigurare lo spazio e il tempo di quelle forme, di quei corpi perfetti, di quelle barbe antiche con l’occhio, però, disincantato, disilluso di chi vive oggi le nostre città, la nostra cultura che ha un retaggio, certamente, legato anche inconsapevolmente  con la civiltà cristiana e la civiltà romana: il Nostro ha capito che l’Italia è una nazione culturale, nata con la sola forza dell’arte e della poesia (suo padre è stato Dante Alighieri che ha unificato la lingua).

L’artista ci lascia dei segni ben precisi, neri incisivi, marcati, icastici, che ci fanno meditare davanti, probabilmente, alla ricerca di una autoscrittura: sono segni grafici evocativi della scrittura, privi di senso, una sorta di linguaggio che, non appartenendo ad alcuna cultura (nè greca né romana), diviene linguaggio universale.

Il suo sguardo attraverso gli occhi, oggi più che mai fondamentale in tempo di protezione dal Covid-19, fa passare una comunicazione rapida, diretta rinnovandosi costantemente il nostro rapporto col reale.

In tal modo persone e cose entrano in noi, come storia e futuro. A questo aspetto si aggiungono le peculiari esperienze di vita, come quella in Palestina con la lavorazione della pietra nella ricostruzione di un caravan serrai e la creazione di mosaici in laboratorio.

Le sue creazioni su tela sono lavori concettuali generati da un’indagine del contemporaneo a cui associare frammenti dall’antico, quali figure della mitologia classica: rappresentazioni, in fondo, umane ricche di pathos, di tormento. Creazioni molto personali che recentemente sono state esposte, anche, nella mostra “ViralArt” a Milano presso la galleria Cael (dal 26 .6 – al 12 .7.2020). 

Silvia Bottaro

Inaugurazione: 4  marzo  2021, ore 10

Curatore: Dr.a Silvia Bottaro, presidente Associazione “Aiolfi” no profit, Savona e  critico d’arte

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