cinema NUOVOFILMSTUDIO
ven 6 mar (15.30 - 18.00 ita) (21.00 vos) - sab 7 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
dom 8 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita) - lun 9 mar (15.30 - 18.00 - 21.00 ita)
NOUVELLE VAGUE
di Richard Linklater
con Guillaume Marbeck, Zoey Deutch, Aubry Dullin
Francia 2025, 106'
1959. La Nouvelle Vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti François Truffaut e Claude Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo. Questa è la sua storia nel momento in cui gira “Fino all’ultimo respiro”, raccontata nello stile e nello spirito con cui Godard ha realizzato “Fino all’ultimo respiro”, un film destinato a cambiare per sempre la storia del cinema. Una responsabilità enorme assunta da Richard Linklater, autore di gioielli come "Boyhood" e la trilogia "Before".
«Una volta ho detto che ogni regista che lavora da tempo dovrebbe, a un certo punto della propria carriera, realizzare un film sul processo di realizzazione di un film. È naturale voler esplorare questo argomento complesso e totalizzante al quale dedichiamo tutta la nostra passione e la nostra creatività. Ma qual è l’approccio giusto? Come trovare il tono giusto? È possibile fare meglio di “Effetto notte”? Probabilmente no. Nel corso degli anni, nella mia testa tornavo sempre al momento in cui ho realizzato il mio primo film importante, a quella gioia assoluta di poter finalmente condensare anni di idee e ossessioni cinematografiche in un film. È un’esperienza che si può vivere una volta sola, ovviamente. Nessuno è mai veramente preparato alle battaglie fisiche e mentali che ne derivano: lo scontro tra una fiducia enorme in sé e una profonda insicurezza dovuta all’inesperienza, la passione sconfinata che viene messa alla prova ogni giorno dall’instabilità di un lavoro che coinvolge così tante persone, ognuna con la propria personalità e le proprie esigenze. Quando Jean-Luc Godard è scomparso due anni fa, ho pensato: “È ora di realizzare questo film, questo ritratto di quel momento così unico: la nascita della Nouvelle Vague”. Una lettera d’amore rivolta a chi ti ha fatto venire voglia di fare film, a chi ti ha fatto credere di poter fare film, a chi ti ha convinto che dovevi fare film... e, tra l’altro, cosa stavi aspettando a farlo? Non si trattava di rifare “Fino all’ultimo respiro”, ma di guardarlo da un’altra prospettiva. Volevo tuffarmi nel 1959 con la mia macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera. Volevo frequentare la gente della Nouvelle Vague. Ho detto a tutti gli attori: “Non state girando un film in costume. State vivendo quel momento preciso. Godard è un critico famoso, ma è alla sua prima regia. Vi state divertendo a girare con lui, ma vi chiedete anche se questo film arriverà mai sugli schermi”. Non dimenticate che il cinema stesso è ottimista. E, come disse François Truffaut in quel periodo "Il cinema del futuro sarà un atto d’amore". Quindi ora... diamoci dentro!”».
(Richard Linklater)
Trailer: https://youtu.be/_AbW-q0_l70
mar 10 mar (18.00 vos)
mer 11 mar (15.30 - 21.00 vos)
Il Cinema Ritrovato. Al cinema - in collaborazione con la Cineteca di Bologna
FINO ALL'ULTIMO RESPIRO
À bout de souffle
di Jean-Luc Godard
con Jean Seberg, Jean-Paul Belmondo
Francia 1960, 90'
in francese con sottotitoli in italiano
In occasione dell'uscita italiana di "Nouvelle Vague", il nuovo film di Richard Linklater, ritorna al cinema restaurato il film che della Nouvelle Vague è simbolo e di cui lo stesso Linklater racconta la genesi: "Fino all'ultimo respiro", l’esordio di Jean-Luc Godard con l'iconica coppia formata da Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg.
Michel Poiccard ruba un'automobile a Marsiglia e poi uccide un poliziotto che lo stava inseguendo. Arriva a Parigi e rivede Patricia, una studentessa americana di cui è innamorato e con cui vorrebbe condividere la sua vita spericolata. Cerca di fuggire cercando di portare con sé la ragazza in Italia. Patricia però decide di non seguirlo...
Parigi 1959, il centro del mondo. Godard dirige, Truffaut scrive. Belmondo/Poiccard, piccolo omicida, corre a perdifiato per sfuggire alla polizia e a cinquant’anni di cinema di papà; Jean Seberg vende l’“Herald Tribune” sugli Champs Elysées, s’innamora, lo tradisce: ‘déguelasse’. Poco budget, molto amore per il B-movie americano, sguardi in macchina, jump-cuts, l’euforizzante sensazione che tutto sta per ricominciare. Irripetibile, e forever young.
«"Fino all’ultimo respiro" appartiene, per sua natura, al genere di film in cui tutto è permesso. Per di più "Fino all’ultimo respiro" era il genere di film in cui tutto era permesso, era nella sua natura. Qualsiasi cosa faccia la gente, tutto poteva essere inserito nel film. È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson, è appena uscito "Hiroshima", un certo tipo di cinema si è appena concluso, forse è finito, allora mettiamo il punto finale, facciamo vedere che tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e rifare, ma diversamente, tutto il cinema che era già stato fatto».
(Jean-Luc Godard)
Trailer: https://youtu.be/SVUGGZtrUOM
mar 10 mar (15.15 - 21.00) - mer 11 mar (18.00)
LA GRAZIA
di Paolo Sorrentino
con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque
Italia 2025, 131'
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
«"La Grazia" è un film d’amore. Questo motore inesauribile che determina il dubbio, la gelosia, la tenerezza, la commozione, la comprensione delle cose della vita, la responsabilità. L’amore e le sue articolate diramazioni sono viste e vissute attraverso gli occhi di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica verosimile ma rigorosamente inventato. Mariano De Santis ama la moglie che non c’è più, la figlia e il figlio e le loro distanze generazionali, ama il diritto penale che ha studiato per tutta la vita. Mariano De Santis, dietro il suo aspetto serio e rigoroso, è un uomo d’amore. "La Grazia" è un film sul dubbio. E sulla necessità di praticarlo, soprattutto in politica, soprattutto oggi, in un mondo dove i politici si presentano troppo spesso col loro ottuso pacchetto di certezze che provocano solo danni, attriti e risentimenti, minando il benessere collettivo, il dialogo e la tranquillità generale. Mariano De Santis è un uomo mosso dal dubbio. "La Grazia" è un film sulla responsabilità. Un’altra dote che dovrebbe riguardarci tutti ma che, in modo particolare, dovrebbe caratterizzare l’essere politico, la figura che rappresenta gli altri e che guida o determina le scelte. Anche della responsabilità sentiamo la mancanza, quasi una latitanza, che lascia oggi il posto a inutili esibizionismi, a bordate muscolari, dannose, quando non apertamente pericolose. Mariano De Santis è un uomo responsabile. "La Grazia" è un film sulla paternità. Un politico può definirsi tale se incarna la dote alta e rassicurante della paternità, non se indossa i panni, cari a certi politici di oggi, del figlio scapestrato. Mariano De Santis è un padre nobile. Ma, da uomo intelligente e animato dal dubbio, sa quando è il momento di tornare a essere figlio. Quando l’età avanza e il presente diventa incomprensibile, anziché disprezzarlo o perdersi in vani rigurgiti nostalgici, si mette in ascolto del presente, attraverso i figli, che hanno una maggiore attitudine alla comprensione del mondo circostante. E si fida di loro. Mariano De Santis è un grande padre. "La Grazia" è un film su un dilemma morale. Concedere o meno la grazia a due persone che hanno commesso degli omicidi in circostanze, però, forse, perdonabili. Firmare o non firmare, da cattolico, una legge difficile sull’eutanasia. L’etica è una cosa seria. Tiene in piedi il mondo. E Mariano De Santis è un uomo serio».
(Paolo Sorrentino)
Trailer: https://youtu.be/MZwx6RPrPzs
gio 12 mar (18.00 - ingresso libero)
SORELLE DI CORPO (CON TEATRO 21 APS) E CENTRO LILAC
Vero, falso o... diet culture?
Smantelliamo insieme i miti più famosi della cultura della dieta
Evento di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare.
Presentano e conducono l’incontro: Valentina Botta (in arte Valuh), founder di Sorelle di Corpo.
Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta, responsabile clinico e co-fondatore di Lilac.
Beatrice Zamagni, dietista non prescrittiva, supervisora e coordinatrice di Lilac Savona.
Vero, falso o... diet culture? è un evento divulgativo e interattivo, pensato per creare uno spazio accessibile, informale e sicuro in cui interrogarsi su come la cultura della dieta influenzi il nostro rapporto con il corpo, il cibo e il benessere psicofisico. Un incontro gratuito e aperto al pubblico che unisce informazione, intrattenimento e dialogo, per mettere in discussione stereotipi e convinzioni radicate nella nostra cultura.
La serata si sviluppa con un quiz interattivo a squadre - leggero nella forma ma profondo nei contenuti - che affronta temi legati alla cultura della dieta, agli stereotipi sui disturbi alimentari, alle convinzioni normalizzate e alle rappresentazioni del corpo nella cultura pop.
Al quiz seguono gli interventi degli ospiti seguiti da un Q&A anonimo, pensato per favorire la partecipazione e rispettare la sensibilità di ciascuno sui temi trattati.
L’incontro è proposto come un invito a guardare con maggiore consapevolezza le narrazioni che attraversano i nostri corpi e a costruire, insieme, nuovi immaginari più inclusivi e liberi dallo stigma.
gio 12 mar (21.00 - ingresso aperto a tutti 5€)
L’incasso sarà devoluto alla raccolta fondi "Emergenza Gaza"
Giovanni Burzio con Liguria Palestina presentano
THE ENCAMPMENTS - GLI ACCAMPAMENTI
di Kei Pritsker, Michael T Workman
USA/Palestina 2025, 81'
"The encampments" racconta l'ondata internazionale di attivismo studentesco scatenato dall'accampamento di solidarietà con Gaza organizzato nella Columbia University di New York. Attraverso filmati esclusivi e interviste intime, il documentario offre uno sguardo su uno dei movimenti studenteschi più significativi degli ultimi anni. Il film ha il merito di fare luce sul perché degli sforzi esagerati per sopprimere l'attivismo studentesco. Anche un'analisi superficiale rivela che le università investono in società coinvolte nel conflitto, lo slogan scelto dal movimento non a caso è «Disclose, divest, we will not stop, we will not rest» («Denuncia, disinvesti, non ci fermeremo, non ci calmeremo»). L'accampamento della Columbia University è iniziato nell'aprile 2024, quando circa cinquanta studenti hanno piantato le tende nel campus universitario, dando inizio a un'occupazione che si sarebbe trasformata in un movimento di protesta nazionale. Il documentario segue la drammatica escalation, dal divieto imposto dall'amministrazione della Columbia alle organizzazioni studentesche pro Palestina, agli arresti di massa, dopo la violazione della norma, rispettata da 50 anni, che vietava l'ingresso della Polizia nel campus. Mentre gli studenti affrontavano la repressione istituzionale, il movimento si è diffuso nelle università di tutto il paese e nel mondo.
TEATRO DEI CATTIVI MAESTRI
Sabato 7 marzo ore 20.30
SPETTACOLO FUORI STAGIONE
OSSERVARE LA REALTÀ
Di e con Simone Ruscino.
La periferia Genovese vista con gli occhi di un bambino, di un adolescente, di un adulto.
Un osservatorio privilegiato sempre diverso: un muretto che dà sulla strada, un autobus notturno, un gradino di una scala condominiale. Un campionario umano condensato in meno di un’ora, per ridere degli altri ma soprattutto di noi stessi.
Durata: 50 minuti circa.
Ingresso: biglietto unico 10€.
Prenotazioni: 348 6987670. 392 1665196.
Domenica 8 marzo h 17
MACEDONIA
Di Teatro del Corvo.
Di e con Damiano Giambelli.
L’amicizia, la sfida, l’amore, la rabbia, l’astuzia e la paura: questi sentimenti che si trovano alla base dell’uomo e di tutte le sue relazioni sono rielaborati a misura di bambino (e non solo) nello spettacolo “Macedonia”, un insieme di storie brevi che – come nel gioco del tangram – possono essere composte in modo da creare diverse figure che si adattano al pubblico ed al contesto in cui lo spettacolo è inserito. Uno spettacolo sempre vivo ed in continua evoluzione, che si lascia influenzare dallo stato d’animo dei burattinai e del pubblico presente e consente di aprire dei dialoghi improvvisati tra spettatori e personaggi.
BIGLIETTI
Interi: bambini € 7, adulti € 9 / Ridotti soci Arci: bambini € 6, adulti soci Arci € 8 / Ridotti soci sostenitori Officine Solimano: bambini € 5, adulti soci Arci € 7 / Ridotto portatori di disabilità (adulti o bambini): € 3.
CARNET (nominativi, validi fino a maggio 2026): carnet 5 spettacoli (1 bambino e 1 adulto) € 70, soci Arci € 60.
PRENOTAZIONI
Tel. 392 1665196, 349 2984973, 347 5860670 (WhatsApp, SMS, chiamata); cattivimaestri@officinesolimano.it
LINGUAGGIO
burattini, comico
ETÀ CONSIGLIATA
dai 3 anni
DURATA
50′
RAINDOGS HOUSE musica
Giovedì 5 Marzo ore 21.00
SOCIAL JAM & DANCE
Ingresso 5 euro con tessera arci
Domanda iscrizione
Secondo appuntamento con la jam session swing per ballerini al Raindogs House di Savona.
Ti piace suonare? Sei appassionato di musica swing? Quando suoni e vedi i ballerini in pista scatenarsi ti senti come se fossi in paradiso? O se per te è tutto nuovo, ne vuoi provare l’ebrezza?
Questa è la serata giusta per te.
Groove Walk – Swing Association e Raindogs House hanno il
piacere di comunicare che giovedì 5 marzo si balla e SI SUONA swing a Savona, in concomitanza con la “social dance” di lindy hop, il palco del Raindogs ospiterà LA band sociale aperta a tutti i musicanti che vorranno provare a suonare musica swing in compagnia e spassarsela come nei peggiori night di Harlem!
Abbiamo la fortuna di contare con questa band stupenda creata per l’occasione.
Simone Dabusti ………. Tromba
Paolo Priolo ……………… Contrabbasso
Eros Crippa ………………. Chitarra
Marco Vescovi …………. Chitarra
SCALETTA:
Honeysuckle Rose
Blue Moon
Jada
A Smooth One
Sheik of Araby
Big Butter and Egg Man
Sunday
It Don’t Mean a Thing
Blue Drag
Sweet Georgia Brown
All of Me
Bei Mr Bist Do Schon
Minor Swing
Vi aspettiamo numerosi!!!
SWING A PROFUSIONE
Venerdì 6 marzo ore 22.00
LES TROIS TETONS & FRIENDS
Apertura porte ore 21:00 – Inizio concerti ore 22:00
ingresso Up To You con tessera arci
Domanda iscrizione
https://youtu.be/GNBxOBfQZBY
https://youtu.be/u4mNlfc10zA
https://youtu.be/z2zK7eGvYjc
Dal 1992 Les Trois Tetons su un palco sono sinonimo di rock and roll, sudato e sanguigno. Senza fronzoli né inganni la loro musica, il loro rock puro ma contaminato ripercorre una strada che parte dal Delta e si spinge fino al CBGB’s, passando per il Marquee e per mille pub. Fin dagli inizi del Raindogs hanno più volte riscaldato le serate del circolo con i loro live infuocati!
Sabato 7 marzo ore 22.00
MARSX + HAJI
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso 10e con tessera arci.
Domanda iscrizione – Biglietti On Line
https://youtu.be/QnvmNkNtsTo?si=uY8f7aeghPtK7ITl
https://youtube.com/playlist…
https://haji1.bandcamp.com/
“…una sorta di supergruppo, band straordinaria (…) Traiettorie di Johnny Thunders, Stiv Bators, Damned e il disilluso glamour di Peter Perrett. Un disco che non si limita a guardare al passato, ma indica con forza un percorso: quello che racconta dove eravamo, e – forse – anche chi ancora siamo” Arturo Compagnoni / Rumore
(disco del mese, settembre 2025)
I MarsX sono un’ idea di Mars Valentine – chitarrista / cantante / autore noto in ambito punk/post punk in Italia e all’ estero (dai Tribal Noise ai Valentines, con innumerevoli esibizioni in Europa e negli U.S.A.). Ispirato da Iggy, Stranglers, Peter Perrett, Damned (periodo Black Album), Lou Reed, Ruts, una spolverata di Bowie e da un’ urgenza da qui e adesso, Mars Valentine è affiancato da un trio di musicisti bona fide come Riccardo Ricky Pedrini (chitarra – Nabat), Franz Attack Dal Cerè (basso -Sottocultura / Punk, Rappresaglia, Thee Boozers) e Cesare Ferioli (batteria e percussioni – Tribal Noise, Jack Daniel’s Lovers, Dirty Hands, Wu Ming Contingent) – il primo supergruppo post-punk italiano.
L’ album d’ esordio di MarsX The Rabbit Hole è prodotto da Glezös, nome storico del punk tricolore (The Gags, Schwarz Of Galiorka, Dalton e alcuni album da classifica) e mixato dall’ alchimista del suono Francesco Terrana (Blackbox e una serie di hit internazionali). Disponibile sulle piattaforme digitali e su vinile pubblicato da Hellnation Records, l’album contiene 11 brani originali tra cui i singoli Two Holes e Rotten World, con video realizzati da Hansy Lumen.
Haji: delta del Roja fuzz rock.
Prendono il nome da un’attrice degli anni ’60 protagonista di alcuni film di Russ Meyer. Hanno all’attivo una mezza dozzina di dischi.
L’ultimo è Lexotan Sailors uscito l’anno scorso su Roja Mud Records.
Cose Belle06 marzo 2026 15:08
Cinema, teatro, musica
La settimana alle Officine Solimano: ecco il programma completo
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