cinema NUOVOFILMSTUDIO
ven 27 feb (15.00 ita) (21.00 vos) sab 28 feb (15.00 - 18.00 ita) dom 1 mar (18.00 - 21.00 ita) lun 2 mar (15.00 - 21.00 ita)
IL SUONO DI UNA CADUTA (In die Sonne schauen) di Mascha Schilinski con Hanna Heckt, Greta Krämer, Filip Schnack Germania 2025, 149' Quattro ragazze trascorrono la loro giovinezza nella stessa fattoria nel nord della Germania. Mentre la casa evolve nel corso di un secolo, le pareti continuano a risuonare degli echi del passato. Sebbene separate dal tempo, le loro vite iniziano a rispecchiarsi l'una nell'altra. "Il suono di una caduta", vincitore del Premio della Giuria a Cannes e selezionato dalla Germania come candidato all'Oscar 2026, è un racconto corale e generazionale al femminile ambientato in una fattoria del nord della Germania. La critica lo ha descritto come «il film più importante di Cannes» e «qualcosa di cinematograficamente mai visto», definendo la regista Mascha Schilinski una nuova voce europea di straordinaria potenza. «Ho sviluppato il film insieme alla mia co-sceneggiatrice Louise Peter. Abbiamo trascorso un'estate in una fattoria nella regione dell'Altmark, nella profonda campagna a metà strada tra Berlino e Amburgo, dove è ambientato il film. Chi o cosa viveva in questo posto? Abbiamo iniziato a scrivere immagini e piccole scene che ci venivano in mente. Poi abbiamo intrecciato questo materiale frammentario. È così che sono nati i nostri personaggi. Le mie protagoniste vivono semplicemente nei loro mondi: Alma nell'era quasi arcaica dell'inizio del XX secolo, Erika negli anni '40 sotto l'immediata impressione fisica della Seconda Guerra Mondiale, Angelika nella Repubblica Democratica Tedesca degli anni '80 e Lenka nel nostro presente, molto tempo dopo la caduta del Muro. Sono soggette alla loro vita quotidiana, che descrivono in modo molto pragmatico e sobrio, anche cose che dal punto di vista odierno sembrano crudeli o strane. Per i personaggi della loro epoca è semplicemente così. Eppure, poco a poco, cercano di capire e mettere in discussione i preconcetti a cui sono assoggettate. Ciò che accomuna tutte le protagoniste è il desiderio di esistere in questo mondo per una volta senza che nulla le abbia precedute». (Mascha Schilinski)
ven 27 feb (18.00 vos) sab 28 feb (21.00 ita) dom 1 mar (15.30 ita) lun 2 mar (18.00 ita)
IL FILO DEL RICATTO - DEAD MAN'S WIRE di Gus Van Sant con Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Al Pacino USA 2025, 102' La mattina dell’8 febbraio 1977, Tony Kiritsis entra nell’ufficio di M. L. Hall, presidente della Meridian Mortgage Company e prende in ostaggio il figlio Richard. Gli punta alla testa un fucile con una particolarità: collegato al grilletto c’è un dispositivo che, stretto al collo come un cappio, se sfiorato, ucciderà all’istante l’ostaggio. Le richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e soprattutto scuse personali per essere stato ingannato dall'agenzia e derubato del profitto del suo terreno... "Il filo del ricatto" segna il grande ritorno di Gus Van Sant, regista del film palma d’oro "Elephant" e due volte premio Oscar per "Milk". Una storia realmente accaduta, mix esplosivo di tensione, critica sociale e follia mediatica, interpretata da Bill Skarsgård, Dacre Montgomery e il leggendario Al Pacino. «Questo progetto ha seguito un percorso piuttosto tortuoso fino al suo completamento. È basato su una storia di cronaca realmente accaduta — raccontata con attenzione — e incentrata sulle azioni disperate di un uomo, Tony Kiritsis, nel 1977. Sentendosi tradito dalla società di mutui a cui si era affidato, e convinto che la medesima si stesse approfittando di lui nel momento in cui era maggiormente vulnerabile, prese misure drastiche nel tentativo di riprendere il controllo. Abbiamo iniziato a realizzare il film nel novembre 2024 e, in un lasso di tempo molto breve, mentre il mondo cambiava intorno a noi, abbiamo notato inquietanti parallelismi tra la nostra storia e gli eventi globali in corso. Questo ha reso il progetto al tempo stesso attuale e scomodo. Spero che il film non provochi eccessivo turbamento, anche se riconosco che viviamo in tempi profondamente difficili — e forse un certo disagio è inevitabile. Un ringraziamento va alle persone reali le cui storie hanno dato forma a questo film, al mio straordinario cast e a tutti i collaboratori che lo hanno portato in vita con tanta forza». (Gus Van Sant)
mar 3 mar (15.00 - 21.00) mer 4 mar (18.00)
NORIMBERGA (Nuremberg) di James Vanderbilt con Russell Crowe, Rami Malek, Leo Woodall, John Slattery, Mark O'Brien USA 2025, 148' All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità. Diretto da James Vanderbilt, "Norimberga" si presenta come un’opera solida e necessaria, capace di trasformare la ricostruzione storica in un teso duello psicologico che scava negli abissi della moralità. La pellicola brilla per una scrittura "chirurgica" e teatrale, che ha il merito di collegare gli orrori del 1945 alle inquietudini del presente, offrendo una riflessione arguta su come il potere e il male possano manifestarsi in forme spaventosamente attuali. Il vero cuore pulsante del film è l'interpretazione monumentale di Russell Crowe nei panni di Hermann Göring: una prova "tellurica" e magnetica, capace di restituire il carisma manipolatorio del gerarca nazista con una forza fisica che satura ogni inquadratura. Accanto a lui, Rami Malek incarna perfettamente la vulnerabilità e il tormento dello psichiatra Douglas Kelley, offrendo il ritratto di un uomo di scienza che mette a rischio la propria stabilità emotiva per comprendere l'incomprensibile. Visivamente il film è di grande impatto, supportato dalla fotografia oscura di Dariusz Wolski che esalta la claustrofobia delle celle e l’imponenza dell’aula di tribunale. Un affresco storico di dignità compatta, che custodisce momenti di altissimo cinema e sa come onorare la memoria storica.
mar 3 mar (18.00 ita) mer 4 mar (15.30 ita) (21.00 vos)
SIRĀT di Oliver Laxe con Sergi López, Brúno Nuñez, Stefania Gadda Spagna/Francia 2025, 115' Un padre giunge a un rave sperduto tra le montagne del Marocco meridionale con suo figlio. L’uomo è alla ricerca di Mar, l’altra sua figlia, svanita mesi prima durante uno di questi eventi, veglie interminabili che celebrano il suono. Circondati dalla musica elettronica e da un senso di libertà a loro sconosciuto, distribuiscono volantini con la foto della ragazza a chiunque incontrino. La loro speranza vacilla, ma decidono comunque di perseverare nella ricerca, seguendo un gruppo di raver diretti verso un altro e ultimo festival nel deserto... Vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e scelto dalla Spagna come candidato a Miglior Film Internazionale agli Oscar, "Sirāt" di Oliver Laxe è un viaggio viscerale che mette alla prova i limiti fisici e psicologici dell’essere umano. «Il significato comune della parola “Sirāt”, ossia “percorso” o “sentiero”, mi affascina molto. Si tratta di un percorso che ha due dimensioni: quella fisica e quella metafisica (o spirituale). Sirāt è il viaggio interiore che ci spinge a morire prima della morte, come accade al protagonista di questo film. Inoltre, è il nome dato al ponte che, il mito narra, connette l’inferno al paradiso. Molti di noi si chiedono se, in quanto individui e in quanto società, siamo davvero capaci di cambiare, di non ripetere all’infinito gli stessi errori. La risposta è tutt’altro che ovvia. I tempi in cui viviamo sono destabilizzanti. Eppure, nelle esperienze di prossimità alla morte, qualcosa al nostro interno sembra schiudersi. In quei momenti, la trasformazione diventa possibile. Una trasformazione in positivo. In momenti del genere, sono convinto che gli esseri umani possano dare il meglio di sé, una forza che fonda le sue radici nell’istinto di sopravvivenza, così come nella nostra vera essenza. In questo senso, siamo tutti un po’ come Luis: abbiamo trascorso i nostri giorni nel confort di un mondo che tiene la morte a debita distanza e, forse a causa di ciò, spesso conduciamo le nostre esistenze anestetizzati, disconnessi dalle nostre verità più profonde. Ma la vita funziona in maniera diversa: irrompe nei nostri giorni, ci desta all’improvviso e ci chiede di difendere il percorso su cui ci troviamo, mettendone in discussione l’effettiva meta. Quindi, sì, "Sirāt" è un film crudo. Ma si tratta di una crudezza necessaria e assertiva. Gli eventi che i nostri protagonisti si ritrovano ad affrontare li obbligano a crescere, svelando loro un nuovo orizzonte. Volevo creare un film che potesse essere uno spettacolo e, al tempo stesso, un’esperienza che scuote, ma rincuora o che smuove qualcosa dentro». (Oliver Laxe)
gio 5 mar (21.00 - ingresso 6€)
Find The Cure, in collaborazione con Comune di Savona e Nuovofilmstudio Find the Cure è lieta di presentare la 17a edizione di "Mondovisioni", una rassegna cinematografica promossa da CineAgenzia che viene presentata ogni anno al Festival di Internazionale a Ferrara. La rassegna, attraverso docu-film selezionati dai maggiori festival internazionali, porta sul grande schermo storie di grande importanza con l'intento di fornire al cittadino un'informazione chiara, profonda e consapevole su tematiche spesso difficilmente fruibili dai media classici. Sono ormai 13 anni che portiamo la rassegna nelle nostre città selezionando docufilm ricchi di messaggi e di informazione utili a leggere criticamente la realtà mondiale odierna. Crediamo fermamente nella comunicazione attraverso il cinema, mezzo che riesce ancora a farsi strada nella mente e nel cuore della gente. Siamo fieri di condividere questa iniziativa con il Comune di Asti e lo Spazio Kor, con il Comune di Savona e Nuovofilmstudio e con il Cinema Massimo di Torino. L’ingresso agli spettacoli è di 6€. L’incasso aiuterà a coprire le spese sostenute per la realizzazione della rassegna.
TEATRO DEI CATTIVI MAESTRI
Sabato 28 febbraio h 20.30
PLUTO
Di I Sacchi di Sabbia/Compagnia Lombardi-Tiezzi in collaborazione con Kilowatt, Armunia e con il sostegno di Mic e Regione Toscana.
Con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano.
Protagonista del Pluto, l’ultima commedia di Aristofane, è il Denaro. È una novità: nelle commedie erano comparsi crapuloni scialacquatori, funzionari corrotti, avari – tutti personaggi che avevano a che fare con il denaro, ma mai il Denaro in persona. Solo un teatro potentemente simbolico come quello di Aristofane poteva introdurre un simile personaggio-allegoria – Pluto, il dio della ricchezza – costruendogli intorno una bizzarra teoria economica e una ancor più bizzarra avventura.
Cremilo, un ateniese qualunque, ha un problema pressante: come mai chi è ingiusto arricchisce e chi è giusto versa nella povertà? La risposta è semplice: Zeus, invidioso degli uomini, ha accecato Pluto, il dio della ricchezza, che da quel momento non sa più distinguere gli onesti dai disonesti, e finisce per premiare i secondi a danno dei primi. L’impresa di Cremilo, allora, è delle più difficili: restituire la vista a Pluto a ogni costo (anche a costo di scontrarsi con la temibile Povertà), così da permettergli di arricchire solo i giusti – e di convincere gli ingiusti a convertirsi. Ci riuscirà?
Aristofane, attraverso Cremilo, immagina un’economia etica, capace, attraverso la sanificazione del Dio Quattrino, di migliorare il mondo una volta per tutte, sfidando il potere e l’autorità – anche quella suprema di Zeus. La fantasia dell’eroe comico è una forza di rivoluzione che esecra il mondo nelle sue storture e ha la capacità straordinaria di reinventarlo e rifarlo.
I Sacchi di Sabbia ripropongono il Pluto nella sua interezza, in una versione persino filologica (quattro attori interpreteranno tutti i personaggi, proprio come nell’Atene di Aristofane): magari è il momento giusto.
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BIGLIETTI
Intero: € 15.
Ridotto soci Arci: € 12. Ridotto soci sostenitori Officine Solimano: € 11. Ridotto under 25, portatori di disabilità e allievi dei Cattivi Maestri: € 8. Ridotto per gli iscritti al FAI: € 12.
CARNET (nominativi, validi fino a maggio 2026): info su www.cattivimaestri.it.
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PRENOTAZIONI
Tel. 392 1665196, 349 2984973, 347 5860670 (WhatsApp, SMS, chiamata);
cattivimaestri@officinesolimano.it
LINGUAGGIO teatro classico comico
ETÀ CONSIGLIATA dai 14 anni
DURATA 50′
RAINDOGS HOUSE musica
Venerdì 27 febbraio ore 22.00
Sannawaves – Sannaremo
w/ Sahmiro + Samuele Michero live & Betty Please + Estella Kravitz drag show!
Apertura porte ore 21:00 – Inizio ore 22:00
ingresso Up To You! con tessera arci, raccolta fondi per il Pride Savona 2026.
Domanda iscrizione
Sannaremo è l’evento dove il velluto dei sipari incontra il glitter della provocazione. È un’esperienza immersiva che celebra il matrimonio impossibile tra l’eccellenza del cantautorato italiano – quello che ha fatto la storia – e l’audacia dell’arte Drag, in un’arena che è allo stesso tempo ring e palcoscenico.
Sannaremo mette in scena un contrasto vibrante: da una parte l’estetica patinata e teatrale della cultura Drag, dall’altra l’anima grezza e malinconica del mondo indie rock e Pop attuale. È uno scontro frontale che si trasforma in un abbraccio: una lotta d’amore tra la tradizione melodica e l’underground contemporaneo, dove ogni nota è un atto di resistenza e ogni costume è un manifesto politico.
Preparatevi a un viaggio sonoro e visivo dove la musica d’autore viene smontata e ricostruita in nome della libertà espressiva. Non è solo un concerto, è il luogo in cui due mondi opposti si riconoscono, si sfidano e, infine, si fondono nel nome della musica senza etichette.
Sabato 28 febbraio ore 22.00
FRED FRITH – SOLO + TOMMASO ROLANDO – SOLO
Apertura porte ore 21:00 – Inizio concerto ore 22:00 (reali)
ingresso 15e con tessera arci
Domanda iscrizione – Biglietti On Line
https://youtu.be/M2WSeZZV6iQ?si=5m1hMY6QGj_qcEYT
https://youtu.be/8ZXiz4f_HBk?si=AHrgPwmPLLLGUgaO
https://youtu.be/ipi7W90fF1E?si=R4gPsY9ViDnBKuJg
https://youtu.be/oeMTTr3CpyM?si=9Y39cctQjN859MMK
https://www.ondarock.it/pietremi…/fredfrith-speechless.htm
Un musicista importante sia come faro di riferimento per un’intera generazione di musicisti “progressivi” sia come animatore della scena del jazz d’avanguardia di New York. Nei primi anni della sua carriera ha contributo a spingere il progressive-rock verso i suoi vertici creativi. In seguito esploro` stili musicali piu` vicini all’improvvisazione del jazz.
Attivo da oltre cinquant’anni nei più disparati contesti musicali, Fred Frith è un vero pioniere della chitarra elettrica, fin dai tempi di gruppi avant rock come Henry Cow o Massacre (con Bill Laswell).
Come improvvisatore radicale ha suonato con figure del calibro di Robert Wyatt, Brian Eno, Mike Oldfield, Lars Hollmer, The Residents, Lol Coxhill, John Zorn, Bill Laswell, Derek Bailey, Iva Bittová, Bob Ostertag, Syd Barrett e come compositore ha visto suoi lavori interpretati da affermati ensemble di musica contemporanea. La sua copiosa produzione è letteralmente disseminata in centinaia di dischi. Ha scritto musica per il cinema, pagine per il balletto, insegnato in accademie e università di tutto il mondo. Attualmente Frith oltre a svolgere un’intensa attività live in diversi progetti è Professore di Composizione al Dipartimento di Musica del Mills College di Oakland nella baia di San Francisco.
Tommaso Rolando è un musicista anticonformista con una formazione non istituzionale, con un approccio estremamente personale al contrabbasso e ad altri strumenti, proveniente da molteplici esperienze musicali e artistiche. Attualmente è direttore dell’etichetta discografica Torto Editions (www.torto.biz) e il suo lavoro sull’improvvisazione lo ha portato a interagire con la danza, il teatro e le arti visive.
https://tommasorolando.bandcamp.com/…/marseille-8-avril…











