Cultura10 gennaio 2024 14:47

Comuni (Im)Mortali

La personale di Gioele Sasha Staltari al Circolo degli Artisti

Comuni (Im)Mortali

La stagione espositiva 2024 del Circolo degli Artisti di Albissola Marina si apre con un artista  originario della nostra terra, giovanissimo, ma già affermato e che ha impressionato con la sua opera presso l'Accademia di Brera, al punto che sarà presentato dal suo professore e amico del Circolo degli Artisti, Carlo Pizzichini, che ha anche curato la mostra.

Gioele Sasha Staltari, classe 2002, è un pittore nato a Savona e cresciuto ad Albisola Superiore. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo artistico A.Martini di Savona si trasferisce a Milano, dove oggi vive. Inizia a disegnare e dipingere sin da bambino, incoraggiato prima dalla madre e successivamente da una serie di docenti che hanno saputo stimolarlo e spronarlo durante tutto il percorso di studi. Nel 2021 si iscrive alla scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, incontrando il professor Carlo Pizzichini, tutt’ora suo docente nonché curatore della mostra. Se in una prima fase del suo percorso Staltari coltivava una visione figurativa ma onirica, attualmente si è spostato verso una ricerca approfondita della quotidianità, volta a valorizzare l’intimità e la profondità di quei momenti che viviamo ogni giorno, ma che nella memoria rimangono marginali. Nel corso degli ultimi due anni ha partecipato a diverse mostre collettive nell’area lombarda. Da segnalare anche la partecipazione alla 52° edizione di “Forme Nel Verde” a San Quirico d’Orcia, curata dallo stesso professor Carlo Pizzichini, all’interno della sezione dedicata agli studenti accademici.

"Se andiamo a leggere le caratteristiche del nome ebraico Gioele, si legge: intelligente, studioso e socievole.

E probabilmente il nome dato dagli Staltari ad uno dei due figli, trova diverse corrispondenze nel carattere di Gioele. Riprova, per il rispetto di alcune sue qualità, è per esempio, la mia impensata ritrosia a far lui una presentazione; tema che spesso eccita la mia voglia di proporre e ragionare intorno alle cose d’arte. Ma viceversa, in questo caso, credo di essermi reso conto che, ultimamente, sia le capacità di pratica nella pittura che il suo concetto critico abbiano raggiunto in Gioele un livello di alto connubio, un tutt’uno, del quale forse solo l’autore ha il privilegio di scendere in profondità. Così intimo e riservato, come una camera da letto, appare quindi il suo lavoro, tanto che qualsiasi interferenza, avrebbe rotto, a mio avviso, il silenzio in bianco e nero che va a riassumere quell’istante di vita che Staltari ci sta raccontando. Ho seguito per tre anni il suo lavoro all’interno della scuola di Pittura dell’Accademia di Brera, dove Staltari ha lavorato con lena e consapevolezza, imparando a cercare in se stesso gli argomenti da restituire al mondo.

Ma ciò che mi ha particolarmente sorpreso è quando ho chiesto lui, poche parole come direttrici di una poetica delle proprie opere. Non ho mai troppo sopportato chi scrive in prima persona singolare, eppure, quanto stavo leggendo, potevo considerarlo particolarmente adatto a descrivere il proprio lavoro e mi sembrava eccessivo aggiungere ulteriori ragionamenti a quelle schiette e radicate motivazioni, che anche nei loro piccoli difetti distile, si dimostrano non solo ricche cornici alle opere esposte ma anche profondi e radicati pensieri, come la materia pittorica usata sulla tela: spatolate e pennellate difficili da rimuovere perché giustapposte lì, per sempre, per rendere l’atto creativo e l’intuizione, un momento magico, indelebile, immortale."

Carlo Pizzichini

 

Orario di apertura: dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19

Fuori orario: tel 349 8143710

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