Cose belle17 maggio 2019 07:10

Doppio sogno

Un unico progetto espositivo in cui il reale e l’irreale s’incontrano e si fondono, dando vita a un suggestivo cortocircuito in cui poetiche immagini di vita si sposano con suggestive visioni oniriche: la mostra di Marcello Campora e Bart Herreman sarà visitabile fino al 6 luglio, a Finalborgo

Doppio sogno

Il Complesso Monumentale di Santa Caterina, nelle suggestive sale dell’Oratorio dè Disciplinanti, apre le porte alla fotografia in ambito artistico, proponendo un dialogo tra le sperimentazioni fotografiche di due autori contemporanei.

Come scrive Riccardo Zelatore, curatore della mostra, “… due professionisti, due amici, un mezzo linguistico, un progetto espositivo dal titolo Doppio Sogno.

La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Finale Ligure, in collaborazione con l’associazione culturale Traumfabrik, sarà visitabile fino al 6 luglio e offrirà al pubblico le ricerche fotografiche del savonese Marcello Campora e del belga, ma milanese d’adozione, Bart Herreman.

Per l’occasione, Riccardo Zelatore ha riunito per una doppia personale i lavori di due artisti che, differenti per formazione, tecnica e obbiettivo espressivo, hanno trovato un comune denominatore nel rapporto tra la rappresentazione del mondo reale tipico della ricerca di Marcello Campora e le suggestive visioni oniriche e surreali di Bart Herreman, creando una sorta di suggestivo cortocircuito.

Quasi sessanta lavori fotografici si alternano nelle sale dell’Oratorio in un allestimento che, nell’auspicio degli organizzatori, invita a riflettere sulla varietà e complessità dei punti di vista soggettivi mediante i quali la realtà, tra seria ironia e amarezza, può essere percepita.

 

Bart Herreman inizia la sua carriera fotografica alla fine degli anni Sessanta: moda, reportage, arredamento, architettura e still life rappresentano per anni i suoi ambiti di ripresa. Con l’avvento della fotografia digitale la sua ricerca artistica si concentra su un mondo di fantasia e di ascendenza surrealista: luoghi improbabili e momenti quotidiani sono frequentati da personaggi curiosi, oggetti inusuali e animali esotici.

Bart Herreman, con le sue fotografie sature di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di reale e irreale, di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o, meglio, facendo riemergere dall’“io” di chi guarda l’immaginazione sopita, la realtà irreale: una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi che si dispiega attraverso due sale del Museo.

In ogni composizione, i cui soggetti elementari sono tutti fotografati personalmente dall’artista nel mondo reale, c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo rivelatore. Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, le visioni e le fantasie di chi la osserva. L’autore induce lo spettatore a svincolarsi dalla logica e a seguirlo in una rielaborazione della realtà folle, sorprendente, elegante. In un’epoca in cui l’uomo rischia di essere una comparsa passiva, l’invito del fotografo è ancora una volta quello di aprire gli occhi all’immaginario.

Come si è recentemente scritto “…Il lavoro di Herreman abbatte ogni pregiudizio offrendo al visitatore la possibilità di immergersi nel sogno, che secondo l’artista è la via necessaria per rappresentare la realtà…”.

 

Il lavoro di Marcello Campora coglie l’anima della vita reale sottolineando con immagini, a volte di cronaca altre volte di autentica poesia, la grande umanità, i valori, l’essenza del bene, di un mondo parallelo che l’indifferenza imperante non è oggi in grado di cogliere, individuare e capire. In mostra due cicli di lavori che, in maniera diversa ma coerente, indagano e condividono l’interesse sociale dell’artista.

‘I Milanesi’ è un’installazione di dimensioni variabili che riunisce parte di un corposo lavoro raccolto da Campora a più riprese, il cui fil rouge è l’identità europea (o internazionale) della città meneghina colta attraverso le persone riprese e i loro comportamenti.

Le immagini sono molteplici e vengono create e ricreate continuamente. Sono soggettive, mediate dallo sguardo dell’autore e dalla rapidità dello scatto fotografico, che bene dialogano all’interno di una sala in cui lo spettatore può verificare la prossimità dei lavori dei due artisti in mostra.

Un’altra grande sala dell’Oratorio riunisce il progetto ‘Highway Saluzzo Revisited’ che bene si integra nel concept della mostra. A Saluzzo da primavera ad autunno inoltrato, a poche centinaia di metri dal centro storico, viene allestito un campo che ospita i lavoratori della frutta che da Rosarno e dal sud salgono a nord per trovare lavoro nella stagione estiva. Con la bicicletta ogni migrante cerca un impiego, gira le strade che costeggiano i campi e quando vede un trattore si ferma per lasciare la fotocopia del suo documento e il suo numero di telefono. Con quella bicicletta i fortunati che verranno richiamati raggiungeranno poi ogni mattina il luogo di lavoro.

Campora è tornato tante volte a Saluzzo per capire quello che accadeva e raccontare questa storia. La strada che collega Savigliano a Saluzzo è una lunga striscia di asfalto perfettamente diritta che riporta alla mente le grandi strade americane dei film.

Su quella strada l’orizzonte è attraversato da uomini che con le loro biciclette inseguono tutti i giorni il loro sogno di riscatto.

La mostra sarà accompagnata da un folder introduttivo a colori con testi di Riccardo Zelatore.

 

 

DOPPIO SOGNO. Marcello Campora - Bart Herreman

 

a cura di Riccardo Zelatore

inaugurazione sabato 11 maggio 2019 ore 18:00

dal 11 maggio al 6 luglio 2019

 

Complesso Monumentale di Santa Caterina

Oratorio dè Disciplinanti

p.za Santa Caterina

17027 Finale Ligure (SV)

tel. 019 680954

orari: dalle ore 15:00 alle ore 20:00

Lunedì chiuso

ingresso libero

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