Cose belle23 gennaio 2020 07:53

Nuovofilmstudio: il programma della settimana

Questo fine settimana la sala propone due prime visioni: "La ragazza d'autunno" di Kantemir Balagov, acclamato alla scorsa Certain Regard di Cannes e "Just Charlie", film d'esordio della regista britannica Rebekah Fortune

Nuovofilmstudio: il programma della settimana


"La ragazza d'autunno" - Kantemir Balagov presenta il suo nuovo lavoro, acclamato alla scorsa Certain Regard di Cannes (Premio alla Regia e Fipresci) e che la Russia ha scelto per rappresentare il paese ai prossimi premi Oscar. Il regista si immerge in un dramma storico ambientato a Leningrado nel 1945 durante l'immediato secondo dopoguerra, ispirandosi al libro di Svjatlana Aleksievic, "La guerra non ha un volto di donna". Raffinato e delicato nella messa in scena e sorretto da interpretazioni magistrali, "La ragazza d'autunno" è la conferma di un autore, già allievo di Alexander Sokurov, che a soli 28 anni è già uno più grandi talenti del cinema russo.

"Just Charlie" - esordio della regista britannica Rebekah Fortune, tratto dal cortometraggio "Something blue" vincitore di moltissimi premi internazionali, che affronta il delicato tema della identità di genere con la freschezza e il realismo della migliore cinematografia sociale inglese, poggiandosi su una regia asciutta e sulla intensa interpretazione del protagonista Harry Gilby.

Martedì 28 e mercoledì 29 gennaio "Tutto il mio folle amore": Gabriele Salvatores si ricollega alle fortunate esperienze degli esordi, alla struttura del road movie, ai temi del viaggio come anelito alla libertà, raccontando la scoperta di un sentimento genitoriale da parte di un uomo che ha fatto della fuga dalle responsabilità la propria filosofia di vita. Protagonisti Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono e il giovane Giulio Pranno.

Mercoledì 29 gennaio, alle ore 20.15,  insieme agli amici del Gruppo FAI Giovani Savona il primo appuntamento del 2020 con la Royal Opera House in diretta satellitare da Londra: "La Bohème" di Giacomo Puccini, nella magnifica produzione del regista Richard Jones, coadiuvato da Julia Burbach. Lo straordinario cast include il tenore americano Charles Castronovo (Rodolfo) e il soprano bulgaro Sonya Yoncheva (Mimì), insieme al baritono polacco Andrzej Filonczyk (Marcello) e al soprano russo Aida Garifullina (Musetta). Dirige l'orchestra Emmanuel Villaume. Introduzione a cura di Michele Buzzi, Capodelegazione FAI Savona. Ingresso aperto a tutti 12 euro - soci FAI e soci sostenitori Nuovofilmstudio 10 euro.


Appuntamenti Comune di Savona e altre associazioni:

Giovedì 23 gennaio, alle 21.00, il secondo appuntamento con l'edizione 2020 di "Mondovisioni - i documentari di Internazionale", organizzata da Find The Cure e Balla Coi Cinghiali in collaborazione con Comune di Savona e Nuovofilmstudio: continua la rassegna "Bellingcat - truth in a post-truth world" di Hans Pool. Il terzo appuntamento sarà giovedì prossimo, il 30 gennaio, con "Prey" di Matt Gallagher. L'ingresso agli spettacoli è di 4 euro a proiezione; l'incasso aiuterà a coprire le spese sostenute per la realizzazione della rassegna. 


ven 24 gennaio (21.15)
sab 25 gennaio (17.30 - 22.30)
dom 26 gennaio (15.30 - 20.15)
lun 27 gennaio (18.00)

La ragazza d'autunno
(Dylda)
di Kantemir Balagov
con Viktoria Miroshnichenko, Vasilisa Perelygina, Andrey Bykov
Russia 2019, 120'

Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l'assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si "blocca" per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c'è più e Lya si sente colpevole della sua scomparsa. Spinta psicologicamente al limite dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Iya dovrà aiutarla, a tutti i costi.

Kantemir Balagov, che aveva già impressionato per il suo esordio con "Tesnota", arriva nei cinema italiani con il suo nuovo lavoro, "La ragazza d'autunno", acclamato alla scorsa Certain Regard di Cannes (Premio alla Regia e Fipresci) e che la Russia ha scelto per rappresentare il paese ai prossimi premi Oscar. La conferma di un autore, già allievo di Alexander Sokurov, che a soli 28 anni è già uno più grandi talenti del cinema russo. Con "La ragazza d'autunno" il regista si immerge in dramma storico ambientato a Leningrado nel 1945 durante l'immediato secondo dopoguerra, ispirandosi al libro di Svjatlana Aleksievic, "La guerra non ha un volto di donna". Nel pedinare la vicenda il rigore del film è impressionante: ogni inquadratura è una cornice con una ricerca estetica ricca e stratificata, un significato dialettico mai lasciato al caso. Ecco, Balagov non dirige, dipinge. E lo fa con uno sguardo immersivo capace di dilatare gli spazi stretti e con movimenti di macchina che si insinuano delicatamente fra i personaggi. Anche i costumi e le scenografie sembrano avere una consistenza viva e tangibile, se ne percepiscono quasi gli odori e gli spessori, mentre si sprofonda in una splendida fotografia piena di significati: da una parte l'ocra trasmette il concetto di perdita e di trauma, dall'altra il colore verde (che rispunta in più oggetti di scena) rilancia un'idea di speranza per una nuova vita. La narrazione rimane infatti sospesa tra dolore e speranza, tra guerra e pace, tra morte e vita. Anche il peso della storia fa paio con il peso dei traumi individuali, una simbiosi che riflette l'interdipendenza delle due straordinarie protagoniste: Masha ha bisogno di Lya (e viceversa) per recuperare quell'identità femminile cancellata dalla spietatezza del conflitto bellico. Per la sua capacità di sovvertire i canoni dei racconti bellici e post-bellici, per la potenza drammatica delle due attrici protagoniste e per l'impressionante messa in scena, "La ragazza d'autunno" assume tutti quegli elementi di splendore di cui sono fatti i capolavori.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Sa0FRsnXEiQ


ven 24 gennaio (18.00)
sab 25 gennaio (15.30 - 20.30)
dom 26 gennaio (17.45 - 22.30)
lun 27 gennaio (15.30 - 20.30)

Just Charlie - diventa chi sei
di Rebekah Fortune
con Harry Gilby, Scot Williams, Patricia Potter
Gran Bretagna 2017, 99'

Charlie è un adolescente della provincia inglese con un grande talento per il calcio. Una delle squadre più importanti, il Manchester City, gli offre un ingaggio da sogno, ma Charlie ha un segreto: è felice solo quando, di nascosto, può vestirsi da ragazza. Intrappolata nel corpo di un ragazzo, Charlie è combattuta tra il desiderio di compiacere le ambizioni che il padre ripone in lei e il bisogno di affermare la propria identità. La scelta che la attende rischia di mandare in pezzi la sua famiglia e mettere a repentaglio i suoi affetti più cari...

"Just Charlie" è l'esordio alla regia di Rebekah Fortune, tratto dal cortometraggio "Something blue" vincitore di moltissimi premi internazionali. Il film, tanto diretto quanto delicato, è stato da molti paragonato a "Billy Elliot" per l'onestà e l'efficacia nel ritrarre le dinamiche emotive dell'adolescenza, grazie soprattutto alla stupefacente interpretazione del giovane Harry Gilby. La storia si snoda in tre momenti temporali: scoperta dell'identità di genere, accettazione di quest'ultima e conseguente consapevolezza. Intorno a queste tre fasi, drammi familiari, scolastici e sociali si susseguono avendo come comune denominatore il protagonista, Charlie. Il film ruota intorno, da un lato, alla sua autoidentificazione, dall'altro al processo di crescita dei personaggi che fanno parte della vita del ragazzo e si trovano a far fronte a una situazione inaspettata. Suo padre vede in lui la possibilità di coronare il sogno della sua infanzia, quello di diventare un calciatore, e quindi lo guida nel percorso per diventare la star che lui non è potuto essere. La pressione diventa insopportabile per Charlie e lo porta a dubitare di qualsiasi cosa, persino della sua carriera sportiva. La madre si dimostra più predisposta a capire e ad accettare un percorso solo in apparenza autodistruttivo del figlio. "Just Charlie" non presenta picchi emotivi sconvolgenti ma resta in grado di tracciare validamente un dilemma che solo con la forza della famiglia unita e solidale riesce a trovare una sua dimensione.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=-2E_BxgFJOE


mar 28 gennaio 15.30 - 18.00 - 21.15
mer 29 gennaio 17.30

Tutto il mio folle amore
di Gabriele Salvatores
con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono
Italia 2019, 97'

Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato. Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo. Una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l'inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani...

Un ritorno alle origini, alla struttura del road movie, ai temi del viaggio come fuga e anelito alla libertà. Con "Tutto il mio folle" amore Gabriele Salvatores si ricollega alle fortunate esperienze di "Marrakech Express", "Turné", "Mediterraneo" e "Puerto Escondido", ai film realizzati a cavallo fra gli anni '80 e '90 che lo hanno fatto conoscere in Italia e all'estero. Ma se in quei film era centrale il tema del confronto e dell'amicizia, qui l'attenzione è rivolta al rapporto padre-figlio, alla scoperta di un sentimento genitoriale da parte di un uomo che ha fatto della fuga dalle responsabilità la propria filosofia di vita. Liberamente ispirato al romanzo di Fulvio Ervas, "Tutto il mio folle amore" sembra la versione picaresca de "Le chiavi di casa", il film di Gianni Amelio. Ma se i comportamenti bizzarri, gli sbalzi di umore, le follie e le improvvise depressioni che caratterizzano i personaggi dei due ragazzi sono simili, le figure paterne si diversificano molto. Alternando momenti realistici ad altri più poetici e immaginifici, il film è volutamente discontinuo e spesso imprevedibile, con la colonna sonora in primo piano. "Tutto il mio folle amore" non avrebbe potuto funzionare se non avesse funzionato il personaggio di Vincent, così convincente che ci si domanda se Giulio Pranno che lo incarna sia veramente disabile. Claudio Santamaria presta a Willi la sua fragilità e malinconia, Valeria Golino tira fuori la sua componente anarchica e inquieta, e Diego Abatantuono è garanzia di sollievo comico (e buon senso).

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=_DKtsKIevvo


mer 29 gennaio - introduzione 20.15 - inizio spettacolo 20.45

Gruppo Fai Giovani Savona e Nuovofilmstudio presentano
All'Opera 2019/2020
la Royal opera House in diretta satellitare al cinema

La Bohème
di Giacomo Puccini, regia di Richard Jones, dirige Emmanuel Villaume
durata 170' compreso un intervallo
ingresso aperto a tutti 12 euro - soci FAI e soci sostenitori 10 euro; durante la serata sarà possibile iscriversi o rinnovare l'iscrizione al FAI a soli 15 euro fino ai 35 anni

Introduzione a cura di Michele Buzzi - Capodelegazione FAI Savona

Arriva al Nuovofilmstudio in diretta satellitare dal Covent Garden di Londra "La Bohème" di Puccini, nella magnifica produzione del regista Richard Jones, coadiuvato da Julia Burbach. "La Bohème" racconta la relazione amorosa tra lo squattrinato poeta Rodolfo e la sarta Mimì, contrapponendola a quella più spensierata tra il pittore Marcello e la cantante Musetta. Mimì è gravemente malata di tubercolosi; lei e Rodolfo decidono di separarsi in modo che Mimì possa trovare un amante più ricco, in grado di fornirle le cure di cui ha bisogno. Si riuniranno soltanto nelle ultime ore di Mimì, quando la donna farà ritorno dall'unico uomo che abbia mai amato. La produzione di Jones cattura sia gli aspetti umoristici sia quelli tragici dell'opera, mentre i disegni accattivanti dello scenografo Stewart Laing, in particolare nell'Atto II, danno vita alla Parigi del XIX secolo con i suoi abbaglianti negozi e caffè. La musica è tra le più belle di Puccini, con momenti salienti tra cui le arie e il duetto d'amore di Rodolfo e Mimì nell'Atto I, i cori natalizi dell'Atto II e la straziante scena finale in cui Mimì e Rodolfo si riuniscono. Lo straordinario cast include il tenore americano Charles Castronovo (Rodolfo) e il soprano bulgaro Sonya Yoncheva (Mimì), insieme al baritono polacco Andrzej Filonczyk (Marcello) e il soprano russo Aida Garifullina, che debutta alla Royal Opera House come Musetta. Dirige l'orchestra Emmanuel Villaume.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=QTuuu2mXpss


Appuntamenti Comune di Savona e altre associazioni:

gio 30 gennaio (21.00)

Find The Cure e Balla Coi Cinghiali, in collaborazione con Comune di Savona e Nuovofilmstudio presentano
Mondovisioni - i documentari di Internazionale
Rassegna cinematografica a cura di CineAgenzia per Internazionale

Find the Cure e Ballacoicinghiali sono lieti di presentare Mondovisioni,una rassegna cinematografica promossa da CineAgenzia che viene presentata ogni anno al Festival di Internazionale a Ferrara. La rassegna, attraverso docu-film selezionati dai maggiori festival internazionali, porta sul grande schermo storie di grande importanza con l'intento di fornire al cittadino un'informazione chiara, profonda e consapevole su tematiche spesso difficilmente fruibili dai media classici. Da sette anni a questa parte abbiamo deciso di portare la rassegna nelle nostre città selezionando 5 docufilm ricchi di messaggi e di informazione utili a leggere criticamente la realtà mondiale odierna. Crediamo fermamente nella comunicazione attraverso il cinema, mezzo che riesce ancora a farsi strada nella mente e nel cuore della gente. Siamo fieri di condividere questa iniziativa con il Comune di Savona e Nuovofilmstudio partner dell'evento.

L'ingresso agli spettacoli è di 4 euro a proiezione; l'incasso aiuterà a coprire le spese sostenute per la realizzazione della rassegna. 

Prey
di Matt Gallagher
Canada 2019, 84' - in inglese con sottotitoli italiani

Gli abusi sessuali nella Chiesa rappresentano una crisi diffusa che ha causato traumi a migliaia di persone. Molte vittime si sono fatte avanti di recente, altre sono state messe a tacere con accordi economici. "Prey" segue una epocale causa in Canada, sul caso di una vittima abusata da ragazzo per anni da un sacerdote cattolico, presente in tribunale attraverso una sconvolgente e inedita confessione in video, ripresa prima della sua morte. Il verdetto non riguarda quindi la colpa o l'innocenza, ma il risarcimento per le devastanti conseguenze delle violenze. Ancor più importante però per l'accusa è rivelare come, in Canada e nel resto del mondo, questi abusi possano essere continuati così a lungo, e perché ancora oggi la Chiesa neghi i fatti e combatta le vittime.

Pagina ufficiale della rassegna:

www.findthecure.it/mond<wbr></wbr>ovisioni-i-documentari-di-internazionale-2020/

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