Contromano13 febbraio 2020 18:16

Il degrado cercato

Lo ammettiamo anche noi, non è esilarante vedere un centro storico diventare come la savonese via Paleocapa, zeppa di negozietti tutti uguali che vendono piccoli gadget prevalentemente inutili. La domanda da farsi però è: perché a Savona come altrove i negozi che abbellivano il centro con prodotti di qualità e diversificati han calato le serrande? La risposta è da cercare innanzitutto proprio in quegli stessi Comuni che adesso urlano allo scandalo per i kebab e per i pakistani che vendono sciarpine

Il degrado cercato

“Il commercio di qualità a tutela dei nostri centri storici. Con questo incipit, come Regione, abbiamo attivato le intese con i comuni di Genova, Sestri Levante e Savona a salvaguardia delle aree di pregio della nostra Liguria. Con soddisfazione riscontriamo che altri comuni – come La Spezia, Lavagna, Celle Ligure e Monterosso – si stanno attivando per introdurre le medesime misure varate per riqualificare il tessuto commerciale e mantenere il decoro urbano dei propri centri storici” dichiara l’assessore allo Sviluppo economico e al Commercio di Regione Liguria Andrea Benveduti. 

“Uno strumento - intendiamoci, ndr - che non ha l’interesse di escludere, ma di premiare chi combatte il degrado delle nostre città, diversificando l’offerta commerciale. Più comuni, non solo liguri, ci hanno richiesto informazioni su questo efficace mezzo di rigenerazione urbana (sic: mezzo di rigenerazione urbana). Per troppi anni questo tema non è stato considerato, per non dire abbandonato. È nostro compito non disperdere il valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico che abbiamo negli anni ereditato”. 

“Confermiamo pertanto la disponibilità a estendere ad altri comuni la misura e invitiamo gli interessati a farne richiesta presso i nostri uffici. Ricordo infine che per le micro, piccole e medie imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio e nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, sono attivi fino al 28 febbraio due bandi da 6,7 milioni complessivi pensate proprio per rafforzare l’offerta commerciale delle nostre città” conclude Benveduti.

In effetti, lo ammettiamo anche noi, non è esilarante vedere un centro storico diventare come la savonese via Paleocapa, zeppa di negozietti tutti uguali che vendono piccoli gadget prevalentemente inutili.

La domanda da farsi però è: perché è capitato? 

Perché a Savona come altrove i negozi che abbellivano il centro con prodotti di qualità e diversificati han calato le serrande? 

La risposta è da cercare innanzitutto proprio in quegli stessi Comuni che adesso urlano allo scandalo per i kebab e per i pakistani che vendono sciarpine . 

La TARI a mille, la tassa sulle insegne e chi più ne ha più ne metta.

Non si può pretendere di fare cassa agguantando tutto il possibile con una mano e con l’altra scrivere di voler tutelare il commercio con regolamenti spesso discutibili. 

Si parlino, in giunta regionale, e parlino ai propri sceriffi sul territorio.

Perché se per Giovannino Toti il “modello di sviluppo” è quello delle crociere, ovvero turisti squattrinati che scendono e comprano al massimo un portacenere fatto in Cina con la Torretta dipinta male, e nel frattempo i Comuni riempiono il salvadanaio con tasse e multe, senza far nulla per aiutare i commercianti, i negozi di qualità possiamo anche scordarceli.

Restano le operazioni di riciclaggio e le “lavanderie” in perdita.

LNS

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