Cultura20 febbraio 2020 16:29

Linee e forme di terra e di metallo

Al Priamar, dal 28 febbraio al 25 marzo, la mostra bipersonale di Vanna Varnero e Marco Bennati

Linee e forme di terra e di metallo

A segnalarci la mostra è Eredibibliotecadonne: "Con Vanna Varnero ci siamo trovate in sintonia già dal primo incontro, risalente a pochi mesi fa.

Era in corso il progetto Sconfinamenti, Vanna stava lavorando proprio sullo ‘sconfinare’ tra arti, tecniche  e culture diverse.

Effetto del felice incontro è stata la collaborazione per il terzo appuntamento del progetto, la mostra di Gennaio nella Fortezza del Priamar presso P-Articelle. Dopodichè Vanna, vincendo la sua dichiarata ‘ritrosia’ ad esporre, ha deciso di avvalersi della stessa location per la mostra bipersonale con Marco Bennati, che siamo liete di annunciare."

Vanna Varnero, nata ad Alessandria, vive a Savona dall’età di dodici anni. Dagli anni ’80 alterna all’insegnamento una lunga e multiforme attività artistica, alla quale sceglie però di non far corrisponde un’altrettanto ricca attività espositiva. Dopo un’intensa e pluriennale colalborazione con la Galleria Il Brandale di Stelio Rescio, segue a Brescia un corso biennale di fotografia e uso dei mezzi audiovisivi ed inizia ad interessarsi di grafica e tecniche di incisione su lastra. Negli anni 80 fonda insieme ad altri artisti il Gruppo Arzocco che, riprendendo il nome di un fiabesco marinaio ligure scampato a molte tempeste, vuol rappresentare una metafora dello stato dell’arte. Negli anni 90 riprende la produzione pittorica e grafica; risalgono a quel periodo le opere collocate nell’Ospedale San Paolo di Savona. Nel nuovo secolo, dopo un’incursione nella letteratura con racconti, poesie e illustrazione di testi con immagini, da vita in collaborazione con lo scenografo Giorgio Bormida ad un progetto di mostra che mette in campo più arti visive e l’uso di materiali diversi; sempre negli anni 2000 sperimenta la videografica applicata al disegno; negli ultimi anni è ritornata alla ceramica con la produzione di opere in terre semirefrattarie. Risale al 2017 la sua retrospettiva Un po’ di terra e di colore presso l’Oratorio de’ Disciplinanti a Finalborgo.

 

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