Cose belle17 maggio 2020 17:42

Non c'è nessuno, fin da piccolo

11° video del progetto Io resto a casa, che da oggi cambia il titolo principale in Aspettando. Decisione sofferta, questo cambio di titolo, perché dopo dieci “puntate” ci si affeziona al nome di un progetto

Achille Lauro

Achille Lauro

Ma la situazione di emergenza, rispetto a quando abbiamo iniziato il 9 marzo, è profondamente mutata ed è in continua evoluzione. Soprattutto, da domani si riapre, si riparte… Si (ri)vive? Speriamo! Carica di perplessità e paure, oltre che di entusiasmo e speranza, la decisione della riapertura sancita dal decreto #rilancio. A cui ieri sera si è aggiunta la notizia, comunicata dal Presidente del Consiglio, di una possibile riapertura anche di teatri, cinema e palestre il 15 giugno. Auspicabile da molti punti di vista, ma da trattare con estrema prudenza da altri; ci auguriamo che venga appunto considerata “con scienza e coscienza”...

E, quindi, aspettando… Aspettando che finalmente i contagi calino del tutto, che i malati di covid guariscano e che non ci siano più morti (almeno) a causa del covid: nelle ultime settimane, tra i tanti, sono mancati il cantante e dj pavese Alberto Carpani, in arte Albert One, l’artista britannico David Leverett e il critico d’arte e padre dell’Arte Povera Germano Celant, ma anche Ibrahim Gokcek, bassista del gruppo musicale turco Grup Yorum, scomparso il 7 maggio per sfinimento dopo 323 giorni di sciopero della fame in opposizione al regime di Erdogan. Questi nomi sono accomunati dalla malattia e dalla morte, ma anche dalla passione nei confronti dell’arte. E la memoria va al passato, all’attivista irlandese Bobby Sands morto il 5 maggio del 1981, al pari di Gokcek per uno sciopero della fame come protesta contro il regime carcerario a cui erano sottoposti i detenuti repubblicani, e alla grande Mia Martini, scomparsa il 12 maggio del 1995. Di entrambi in questo video compare una foto come modesto ma sentito ricordo. Le trame si intrecciano… L’artista che ha aderito a questo progetto dall’inizio, Achille Lauro (qui con la canzone “Barabba II”, da Ragazzi madre), nell’ultimo festival di Sanremo ha omaggiato, insieme alla splendida voce di Annalisa, proprio Mimì e la sua Gli uomini non cambiano. E lo ha fatto vestito da Ziggy Stardust, interpretando l’intera performance «un passo indietro» alla sua compagna di palco, con buona pace di Amadeus e della sua frase infelice pronunciata qualche giorno prima del Festival. Scelta coraggiosa e sensibile, quella di Lauro, e chissà se anche autobiografica, poiché ha cantato la canzone al femminile, come nell’originale, tranne il primo verso: «sono stato anch’io bambina». Ha cambiato una sola lettera dell’intero testo: una lettera che dice il suo essere maschio, ma maschio che subito dopo diventa «bambina». Lo stesso Lauro aveva scritto su fb che da sempre combatte contro un «maschilismo tossico» che ha conosciuto bene (e probabilmente subito) e che purtroppo, chi più chi meno, conosciamo tutti. Le performance sanremesi, tra cui questa dedicata alla cantante vittima di pettegolezzi, maldicenze, vere e proprie calunnie che si inseriscono nel solco del maschilismo, e più in generale del sessismo, velenoso e nel suo caso più crudele che mai, sono state una luminosa (non) risposta alle (stupide) domande che spesso vengono fatte agli artisti: «Chi sei davvero, ti piacciono i maschi o le femmine, da bambina/o giocavi con le macchinine o con le Barbie?». Oggi, su La Lettura, nella bella intervista a Lauro condotta da Teresa Ciabatti, alla domanda «chi è diventato?» lui risponde: «dentro di me c’è una moltitudine». La (mia) mente va a Flaubert e alla sua Regina di Saba: «io non sono una donna, sono un mondo!». L’artista è e ha un mondo dentro, tante personalità che prendono vita «anche estetica» (sempre Lauro nell’intervista odierna). E per essere questo, come già sottolineato sabato sempre su questa testata, coloro che creano sono e stanno spesso da soli. Che si tratti di una condizione reale o fantasmatizzata, l’artista si sente e vive sovente come un eremita. E altrettanto spesso crea di notte (come scrive anche Nabokov a proposito di Kafka, un genio sicuramente molto solitario). Per tanti la solitudine diventa fatale. In questo video, compare ancora la poetessa Antonia Pozzi (interpretata da Lisa Galantini), che oppressa da una «disperazione mortale» si tolse la vita a soli ventisei anni, due mesi dopo l’emanazione delle leggi razziali. La stessa sorte, tra gli altri, di Virginia Woolf, evocata dal film The Hours interpretato da Nicole Kidman (che le valse l’Oscar come migliore attrice protagonista). Qualche anno prima del suicidio di Antonia Pozzi, Salvatore Quasimodo scriveva Rifugio d’uccelli notturni, recitata da Massimo Rigo, poesia dedicata a una natura solitaria («un pino distorto» che «ascolta l’abisso») nella quale il cuore «sospeso nel buio» del poeta sente tuttavia di avere «una voce», che affida alla notte. Di notte vivono i gufi, gli uccelli e gli animali notturni, icone della malinconia (tra tutti i pipistrelli, in questo momento caricati di ancor maggiore fascino e al contempo rifiuto e paura rispetto al solito poiché ipotizzati tra gli animali da cui potrebbe essere partita l’epidemia, non solo quella attuale). Questo video è dedicato agli artisti, ai solitari, ai poeti, e in generale a tutti coloro che hanno vissuto e vivono per la propria passione, a qualunque prezzo. Si intitola FIN DA PICCOLO: quasi sempre l’artista è tale fin da bambino, anche se ancora non lo sa. E infatti è o si sente più solo degli altri. In particolare, è dedicato al Maestro Ezio Bosso, che è riuscito nonostante la malattia neurodegenerativa che lo ha portato alla morte tre giorni fa, il 15 maggio, a soli quarantanove anni, a realizzare il suo sogno, e che fino alla fine non ha mai smesso di sorridere e di progettare. Si sarà sentito solo, Ezio, soprattutto per il fatto di avere una malattia che sapeva essere letale, ma non lo era: era circondato da amici, fan, artisti che lavoravano con lui. Da amore, affetto e stima.

Aspettando che qualcuno raccolga la sua eredità (aveva in progetto di creare una fondazione per aiutare i musicisti), gli siamo grati della preziosa lezione artistica e, ancor più, umana che ci ha trasmesso.

Ad ascoltarti non c’è nessuno fin da piccolo

Un giorno dei miei tu vivilo

[…]

Dio ti prego salvaci da questi giorni

Metti da parte un posto e segnati ’sti nomi.

Achille Lauro, “Barabba II”

VIDEO PROGETTO IO RESTO A CASA / ASPETTANDO, di Chiara Pasetti, regia di Mario Molinari, con l’adesione di Achille Lauro.

Con la partecipazione di Lisa Galantini e Massimo Rigo e con un dipinto di Colette Deblé

A cura dell’Associazione culturale “Le Rêve et la vie” e APS Feelmare

Tutti i precedenti video del progetto sono nella playlist del sito Turismo e Cultura del Comune di Finale Ligure (che si ringrazia per la collaborazione):

https://www.youtube.com/playlist?list=PLfUc9aPeRqz6hLNNbyAx5EMviL-P_0jNe

Chiara Pasetti

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