Cultura26 dicembre 2020 16:09

Dover fare “qualcosa”

Visioni dal lockdown con uno scritto di Deborah Riccelli (di Chiara Pasetti)

Dover fare “qualcosa”

Giunti ormai al termine di questo 2020 segnato da una pandemia che ha cambiato radicalmente le vite di tutti lasciandoci svuotati, preoccupati per il futuro non solo del nostro Paese e in molti casi stremati sul piano lavorativo e psicologico, nonché sconvolti e profondamente addolorati per le tante, troppe persone che ne sono state (e continuano a esserne) vittime, non possiamo che fare una sorta di bilancio di ciò che siamo riusciti a fare nonostante tutto. 

Ognuno nel proprio campo, in questi mesi come nei prossimi, si è necessariamente scontrato con difficoltà di ogni tipo; la maggior parte dei lavori è stata rivoluzionata se non travolta e di molti settori si scorgono già le ceneri, sulle quali sarà fondamentale ricostruire per evitare che scompaiano del tutto. 

Ci è stata chiesta una prova di resistenza collettiva mai sperimentata prima, e sappiamo bene che sarà ancora lunga. 

Per alcuni è talmente dura che si cominciano a vedere segnali di cedimento, soprattutto a livello emotivo: gli studenti delle scuole superiori non tornano a scuola dalla fine delle vacanze di Carnevale, salvo una breve parentesi a settembre-ottobre in cui le classi sono rientrate a turni alternati. 

Non è ancora chiaro come e se riapriranno dopo le vacanze di Natale, ma è praticamente certo che la terza ondata porterà i ragazzi a stare nuovamente di fronte al pc per seguire le lezioni.

Loro, i ragazzi, spesso considerati “fannulloni”, maleducati, incuranti delle regole e poco responsabili, in realtà stanno dimostrando nella maggioranza dei casi uno spirito di sacrificio più forte di quello di tanti adulti, che si sentono privati delle loro libertà per il fatto di dover indossare una mascherina o di non poter festeggiare il capodanno con gli amici… 

I “ragazzi” degli anni Ottanta, ora genitori, si lamentano se i propri figli non studiano (non rendendosi conto di cosa significhi per loro questa pandemia), ma non sono in grado, spesso, di ascoltarli, nemmeno di guardarli perché troppo presi da se stessi, e di trasmettere loro valori di solidarietà, generosità, capacità di fare rinunce, perché essi stessi non hanno nessuna intenzione di praticarli, tali valori, in nome di un presunto diritto al divertimento e al bisogno di avere, comprare, consumare. 

E così i ragazzi sono (sempre più) soli e disorientati.

Come canta Lauro nella splendida Teatro & Cinema:

«soli in questa bolgia /le persone sole sotto a questa pioggia/sottile linea tra paura e gloria/se non resteranno i nomi resterà una storia».

Alla gloria in questo momento nessuno di loro sta pensando, probabilmente; di certo stanno pensando alla paura, e più ancora la stanno vivendo. 

Paura di contagiare i propri cari, specie i nonni e le persone più anziane, paura di non poter più tornare alla vita normale fatta di scuola, amici, sport, i primi amori, paura di non poter realizzare i propri sogni professionali e non.

 Paura di vivere, insomma, in un mondo in cui non si sa quando cesserà il timore di  abbracciarsi senza pericolo per nessuno e non ci saranno più limitazioni e bollettini sanitari da far rabbrividire.

Ne usciranno-ne usciremo più forti? È possibile, non si sa. 

Per ora si tratta di continuare, tutti, ad attraversare il tunnel riportando meno ferite possibili e magari fermandoci un attimo per curare quelle di chi è accanto a noi.

 

Come abbiamo avuto modo di scrivere in altre occasioni, il video progetto condotto insieme a Mario Molinari dall’otto marzo, con l’adesione di Achille Lauro (che da mesi sta cercando di sostenere i giovani con appelli al senso di responsabilità e resistenza, e anche il giorno di Natale ha postato sui suoi social un pensiero per le persone sole, «lontane dai loro cari, e a chi questo Natale lo dedica agli altri»), è nato proprio per i ragazzi, nella volontà di dare voce alle loro emozioni insieme alle nostre.

E con loro sta andando avanti da settembre, a cadenza mensile. 

Tutti gli studenti che hanno aderito collaborano ai video con passione, originalità, sensibilità.

L’unica proiezione pubblica dell’antologia “Visioni dal lockdown”, sintesi dei primi diciotto video realizzati da marzo a luglio, si è tenuta il 28 agosto ai Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo.

Un momento emozionate, anche solo per il fatto che eravamo fisicamente insieme.

Dopo quella serata l’antologia è stata proiettata online il 5 dicembre sul sito del Teatro delle Udienze di Finale Ligure.

Domani 27 dicembre alle ore 21, per le successive ventiquattro ore sarà nuovamente online in visione gratuita sul canale youtube A-Novara: 

https://www.youtube.com/c/ANovara

 

Non vuole essere un articolo autocelebrativo, questo, ma come scritto all’inizio se qualcosa può dare un po’ di conforto in un momento così difficile è pensare a ciò che si è fatto, non solo per se stessi. 

Ciascuno di noi ha tutti i giorni, in ogni istante, la possibilità (e il privilegio) di fare qualcosa per gli altri e con gli altri.

Il nostro video progetto è poca cosa, di fronte al lavoro dei medici, degli operatori sanitari, degli insegnanti, delle forze dell’ordine, e di tutti coloro che da mesi sono in prima linea per contrastare l’epidemia e salvare letteralmente la vita alle persone. 

Ma è pur sempre “qualcosa”… 

Permetteteci, alla fine di questo anno terribile, di esserne un poco fieri, e di essere grati a coloro che ci hanno creduto e sostenuto dall’inizio e che ci permettono di condividere il nostro “qualcosa” con tutti.

 

Abbiamo chiesto alla scrittrice Deborah Riccelli (formatrice esperta in stereotipi del linguaggio, violenza di genere e crimine familiare, socia fondatrice della onlus “Oltre il silenzio” per il supporto psicologico e legale delle vittime di violenza e dell’elaborazione del lutto per i familiari delle vittime di femminicidio), la quale ha seguito il progetto dal suo nascere, di inviarci un suo parere relativamente al lungometraggio “Visioni dal lockdown”.

 

La ringraziamo per le sue parole e per il tempo che ci ha dedicato: 

Non nascondo che sono onorata nel raccontare cosa significa per me l’Antologia “Visioni dal lockdown”.

 

Ricordo perfettamente la telefonata che mi fece Chiara Pasetti in una mattina di marzo. 

 

Era molto presto, circa le sette e lei, con voce urgente e concitata, mi ripeteva : “devo fare qualcosa!”.

 

Ebbene, quel “qualcosa” ha saputo trasformarlo.

 

Ha messo insieme noti attori come Lisa Galantini e Alberto Giusta, Federico Vanni e Massimo Rigo e altri, giornalisti, musicisti, i ragazzi delle scuole e tante altre persone che hanno creduto nel progetto. 

 

Achille Lauro con le sue canzoni ha scelto di fare da colonna sonora ai video e Mario Molinari li ha montati diventando sempre più parte attiva e integrante del progetto. 

 

Alla  domanda : perché lo avete fatto? 

Forse Chiara e Mario potrebbero rispondere dicendo: 

“Per sentirci tutti meno soli”. 

 

No, Chiara. No, Mario. 

Questa frase sarebbe estremamente riduttiva. 

 

Voi avete creato un pezzo di storia. Quella che solitamente siamo abituati a leggere sui libri e che questo 2020 ci ha costretto a vivere da protagonisti. 

 

Non potremo mai dimenticare il silenzio interrotto dal suono delle ambulanze, i camion dell’esercito che portavano via le bare dalla città di Bergamo, le conferenze stampa di Conte, i nostri sorrisi coperti dalle mascherine o la paura e al contempo il desiderio di un abbraccio. 

 

In questo video avete messo in scena il dolore che ognuno di noi ha provato come unico e solo ma perfettamente uguale.

 

Un dolore soffocante come uno spazio chiuso che nessuno poteva scegliere di non abitare, come un mare nero che inghiotte e non restituisce il corpo alle rive azzurre e calde. 

 

Ma in questi video nessuno si arrende. Non lo fanno i ragazzi che ci raccontano come trascorrono la loro vita a casa, non lo fanno i poeti che con le loro parole provano a salvare il mondo. 

 

Molinari, nella regia dei video, ha cercato una forma e l’ha trovata come fosse un solo piano di sequenza, una lettera senza punteggiatura e senza maiuscole, che tiene lo spettatore col fiato sospeso. 

 

Io sono stata col fiato sospeso e le lacrime agli occhi per circa un’ora il 28 agosto presso i Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo durante la prima visione e lo sono ogni volta quando riguardo questo lavoro.

 

A tutti resta la possibilità di vederlo e a me di dire grazie a Chiara Pasetti e Mario Molinari. 

Deborah Riccelli

 

una delle tante panchine rosse inaugurate da Deborah Riccelli nel giorno internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (2019 presso Carugo-Como)

 

Da parte mia, dato che questa è l’ultima uscita dell’anno della presente rubrica nata ad aprile per questa testata, dedico un pensiero affettuoso anche a tutti i lettori che mi seguono con partecipazione e amicizia. 

Mi auguro di avere ancora tante cose da dire e da scrivere. 

Di avere ancora e sempre le energie, le idee e la sensazione urgente, come quella mattina di marzo in cui chiamai Deborah e subito dopo Mario Molinari, di dover “fare qualcosa”. Non da sola, non per me sola. 

 

Il resto degli auguri e dei pensieri legati alle festività, certo non allegri ma sinceri, li abbiamo scritti con Mario nel trailer nuovo dell’antologia diffuso ieri; termina con una citazione, che sento mia ora più che mai, di Gustave Flaubert e del Vangelo.

 

Lo trovate qui:

https://youtu.be/NaCBG0sug_0

Arrivederci al nuovo Anno.

Con nuovi video, nuovi pensieri, nuovi “qualcosa”…

***

 

Su Visioni dal lockdown

https://genova.repubblica.it/cronaca/2020/11/24/news/visioni_dal_lockdown_a_finale_ligure_con_le_musiche_di_achille_lauro-275640541/

https://www.babboleo.it/cultura-e-spettacoli/visioni-dal-lockdown-arriva-lantologia-in-anteprima-online/

L’intervista condotta da Antonella Grandicelli:

https://www.themeltinpop.com/post/visioni-dal-lockdown-diario-collettivo-ai-tempi-della-pandemia

L’intervista al regista Mario Molinari:

https://www.lanuovasavona.it/2020/12/05/leggi-notizia/argomenti/cultura-3/articolo/lintento-ha-una-sua-importanza.html

L’articolo di agosto sulla prima proiezione:

https://www.lanuovasavona.it/2020/08/29/leggi-notizia/argomenti/cultura-3/articolo/raccogliere-negli-occhi-tutta-lanima.html

 

Il trailer precedente: https://youtu.be/mYvnW95iEL8

Chiara Pasetti

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