Cose belle25 febbraio 2021 15:22

I luoghi del cuore: al 1° posto la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza

Nel 2020, con ben 2.353.932 voti, gli italiani hanno voluto dimostrare il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano: il miglior risultato di sempre per il censimento del FAI

foto Federico Santagati

foto Federico Santagati

Una partecipazione sorprendente che nell’anno del dramma del Covid-19 si carica di significato e racconta di un’Italia coesa, vitale e fiera delle proprie bellezze, 

che guarda al futuro con speranza, nonostante tutto. La classifica vede:  


  • al 1° posto la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza

  • al 2° posto il Castello e Parco di Sammezzano a Reggello (FI)

  • al 3° posto il Castello di Brescia

  • al 4° posto la Via delle Collegiate a Modica (RG)

  • al 5° posto l’Ospedale e la Chiesa di Ignazio Gardella ad Alessandria


Era il 6 maggio 2020 quando, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il FAI - Fondo Ambiente Italiano dava il via con grande passione civile alla decima edizione de “I Luoghi del Cuore”, promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’invito rivolto agli italiani, potente e di notevole impatto emotivo, era quello di esprimere l’amore per il proprio Paese in un momento di così grande difficoltà, votando i luoghi a loro più cari, quelli di cui avevano sentito fortemente la mancanza nei giorni passati giocoforza chiusi in casa e a cui avrebbero voluto assicurare, grazie a questo censimento, tutela e valorizzazione. E la risposta a questa esortazione è stata davvero eccezionale: i voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia (l’82,3% del totale).


L’Italia è una potenza culturale, il suo patrimonio è composto da migliaia e migliaia di capolavori. Per segnalare con il maggior numero di voti il proprio luogo del cuore, gli italiani hanno dato vita a una stupenda ed elettrizzante competizione. Il proverbiale campanilismo del Bel Paese si è scatenato, generando imprevedibili ribaltamenti nelle classifiche provvisorie. È stata un’edizione ad alta tensione, non solo per un ordine d’arrivo mai scontato, ma soprattutto perché i comitati e le associazioni di cittadini che si sono attivati per raccogliere voti si sono fronteggiati lealmente con un agonismo senza pari, degno delle più importanti gare sportive, senza mai interrompere la propria corsa verso il traguardo dalla scorsa primavera. E non bisogna solo pensare a città contro città o borgo contro borgo: la piccola e meravigliosa città di Modica ha generato ben due candidature entrate nella top 10, in pochi chilometri quadrati. 


A vincere questa edizione del censimento del FAI non sono stati solo i luoghi più votati, con le loro storie affascinanti e la loro necessità di cura, restauro e attenzione, ma anche l’intero patrimonio culturale e ambientale italiano, il cui immenso valore per la collettività in termini di identità, memoria, legami sociali, esperienze di vita e speranze future emerge limpidamente scorrendo la variegata classifica dei “Luoghi del Cuore” (consultabile sul sito www.iluoghidelcuore.it). Un progetto di sempre maggiore successo, con oltre 9.630.000 voti raccolti in totale dalla prima edizione del 2003 a oggi, in grado di amplificare in modo semplice e diretto il bisogno di essere ascoltati di tantissimi cittadini, ben consapevoli che abitare in centri urbani, piccoli o grandi che siano, con un tessuto tutelato e valorizzato, rappresenti un elemento di benessere, tanto quanto l’essere circondati da un paesaggio e da un ambiente ben conservati. 


Se è vero che da Lombardia, Sicilia e Piemonte – le tre regioni più attive con rispettivamente 328.591, 301.826 e 241.727 voti raccolti – sono arrivate più di un terzo delle segnalazioni totali, la mappa dei siti amati coinvolge tutto il territorio nazionale e stupisce per eterogeneità di tipologie: dalle chiese alle aree naturali, dai castelli ai borghi, dalle aree archeologiche ai giardini urbani, dalle ferrovie ai ponti, anche in questa edizione del censimento è andata in scena una perfetta rappresentazione dell’inestimabile ricchezza culturale del nostro Paese. E, a sorpresa, è stato il Molise, nelle altre edizioni sempre abbastanza defilato, la regione con più voti in rapporto al numero di abitanti, mentre la Liguria è al primo posto per voti in rapporto alla sua superficie.  


Ma qual è il motivo che spinge a partecipare al censimento “I Luoghi del Cuore”? Dare valore e garantire tutela, attraverso il FAI, all’“eredità culturale” dei territori, intesa – secondo la definizione riportata nella Convenzione di Faro, finalmente ratificata dall’Italia lo scorso settembre - come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni”. E a impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, tanto ambizioso quanto importante, sono soprattutto i comitati che si mobilitano per far votare il proprio luogo amato - nel 2020 se ne sono registrati 302, il 32,5% in più rispetto all’edizione precedente - limpida espressione del principio di sussidiarietà di cui si parla nell’articolo 118 della Costituzione. La loro azione è il cuore pulsante del censimento, l’atto d’amore che le persone dedicano, quali “ambasciatori dei territori”, ai luoghi che vogliono salvare da degrado e abbandono, o semplicemente far conoscere. 


Nello slogan dell’iniziativa – IL TUO VOTO SALVA – è racchiusa la speranza di regalare un futuro a piccole e grandi bellezze d’Italia, che diventa più concreta maggiore è il numero di voti che si riescono a raccogliere (vedi box Premi e prossimi passi): oltre ai premi per i primi luoghi classificati e alla possibilità, per beni con almeno 2.000 voti, di partecipare al bando per richiedere un intervento di valorizzazione o restauro, un buon piazzamento permette anche di far giungere con più forza a istituzioni e media le istanze dei cittadini. 

Ed ecco allora che 75.586 persone hanno espresso la loro preferenza per la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, luogo al 1° posto della classifica nazionale, grazie anche all’impegno di tre comitati - Amici del Treno delle Meraviglie, Amici della Ferrovia Cuneo Ventimiglia Nizza e Amis du Train des Merveilles - che auspicano il potenziamento della linea e la sua valorizzazione. Un’opera che fonde la natura aspra delle Alpi Marittime con l’ingegno umano, ideata da Cavour a metà Ottocento, quando Nizza era sabauda, e che nei suoi 96 km di lunghezza include 33 gallerie e 27 ponti e viadotti, coprendo un dislivello di 1.000 metri e toccando 18 Comuni, in gran parte borghi montani. Semidistrutta dai tedeschi in ritirata nel 1943 e ricostruita negli anni Settanta con un accordo italo-francese da rinnovare, la ferrovia è un’infrastruttura necessaria per i residenti, con importanti potenzialità turistiche. Nel 2013 ha rischiato la dismissione ed è purtroppo interrotta dallo scorso ottobre a causa dello smottamento del Colle di Tenda causato dall’alluvione che ha isolato la Val Roya. 


Al 2° posto con 62.690 voti si classifica il Castello di Sammezzano a Reggello (FI), edificio senza pari in Italia e con pochi confronti anche a livello internazionale per la rievocazione in 13 sale monumentali di capolavori architettonici di arte indiana e moresca, già vincitore dell’ottavo censimento “I Luoghi del Cuore” (anno 2016). Incagliato in una complessa situazione proprietaria, che ha visto avvicendarsi in anni recenti aste andate deserte e società in liquidazione, il castello, insieme al parco di 190 ettari che lo circonda, è da decenni in stato di grave abbandono ed è privo di tutti gli arredi storici. A fine 2019 è tornato proprietà della Sammezzano Castle srl, uscita da una procedura di fallimento, ma i comitati Savesammezzano e FPXA sono tornati a raccogliere i voti per tenere alta l’attenzione su un bene che merita di essere recuperato e fruito.


Il 3° posto è invece occupato dal Castello di Brescia, segnalato da 43.469 persone. Possente fortezza che rispecchia nelle sue stratificazioni la storia della città, dalla fondazione in epoca romana al dominio visconteo, dal governo della Serenissima fino all’epoca austriaca, che lo ha visto protagonista del Risorgimento cittadino, ospita un percorso museale ed è sede di eventi. La raccolta voti, a cui hanno aderito anche varie istituzioni, associazioni e aziende del territorio, è stata promossa dal comitato Amici del Cidneo onlus, nato per valorizzare il castello e il Colle Cidneo, considerati un unicum in Italia per dimensioni, ampiezza di aree verdi e posizione.  


Al 4° posto si trova la Via delle Collegiate di Modica (RG), grazie ai 40.521 voti raccolti. Un percorso che unisce idealmente il Duomo di San Giorgio e le chiese di San Pietro e Santa Maria di Betlem, testimonianza della storia della città lungo i secoli, dal tardogotico al tardobarocco. Il comitato Le collegiate di Modica #culturacheunisce si è costituito per il censimento, per valorizzare e promuovere interventi di recupero per il grande patrimonio qui conservato, che rischia di deteriorarsi. 


La decima edizione del censimento si è contraddistinta anche per l’attenzione registrata dalle due classifiche speciali lanciate all’avvio dell’iniziativa. La prima, dedicata ai Luoghi storici della salute in omaggio al personale sanitario impegnato nella lotta al Covid-19, ha visto trionfare la Chiesa e l’Ospedale di Ignazio Gardella ad Alessandria, al 5° posto della classifica nazionale con 30.391 voti: mentre l’ospedale è stato risistemato ed è funzionante, la chiesa, opera prima del grande architetto razionalista, versa in profondo stato di degrado e necessita di tempestivi restauri. Da questa classifica si evince quanto la tradizione della cura affondi radici secolari nel nostro Paese, con un patrimonio diffuso di beni di epoche diverse, che coinvolge ospedali, come il Complesso Morelli di Sondalo (SO), avanguardistico villaggio-sanatorio degli anni Trenta, chiese legate a complessi di cura, farmacie storiche, conventi e ville che hanno mutato destinazione, come l’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino (FI), residenza medicea divenuta nel 1886 primo manicomio criminale del Regno d’Italia, e ancora complessi termali e aree verdi, come i giardini dell’Ospedale Militare di Taranto, dove per un particolare microclima si trovano specie di collina e tipiche del sottobosco. 


La seconda classifica speciale riguarda invece l’Italia sopra i 600 metri, territori di grande valore ambientale e storico, con pochi abitanti e un notevole potenziale, ma spesso caratterizzati da problemi di dissesto idrogeologico, dalla mancanza di infrastrutture, servizi e risorse economiche oltre che da una forte tendenza allo spopolamento, a cui da tempo il FAI si impegna a dar voce. A vincere è stata la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, ma il premio in palio, non cumulabile con quello assegnato al vincitore assoluto del censimento, spetta all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona (AQ), complesso arroccato su una rupe affacciata sulla Valle Peligna e legato a Papa Celestino V, al 9° posto della classifica nazionale con 22.442 voti. Migliaia i luoghi oggetto di segnalazione, tra cui borghi, come Vico Pancellorum (LU), frazione appenninica di Bagni di Lucca dove è nata la fantasiosa lingua arivaresca; chiese, come quella di Santa Maria Gesù Lo Piano a Polizzi Generosa (PA), nel parco delle Madonie; luoghi naturalistici, come il Sentiero del Brigante in provincia di Reggio Calabria, percorso di circa 130 km tra il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Naturale Regionale delle Serre; luoghi simbolo della tradizione e della devozione popolari, come il Museo dei Misteri di Campobasso, dove si conservano i settecenteschi “ingegni” utilizzati durante la processione del Corpus Domini, che ha conquistato il 10° posto nazionale, e persino un teatro en plein air che è anche un’opera d’arte, il Teatro Andromeda a Santo Stefano Quisquina (AG), realizzato negli anni Novanta dal pastore di pecore Lorenzo Reina, con 108 pietre bianche a formare l’omonima costellazione.


Anche nell’edizione 2020 la lista dei siti amati è ricchissima di luoghi sorprendenti. Ne sono esempio il Ponte Acquedotto a Gravina in Puglia (BA) – al 7° posto della classifica nazionale – spettacolare struttura ad archi di 90 metri protagonista di una scena del nuovo film di James Bond No time to die; Villa Ottelio Savorgnan in provincia di Udine, dove uno studioso inglese ha ipotizzato si sia svolta la vicenda trasformata da Shakespeare in Romeo e Giulietta; il piccolo Molino dalla Torre “Zorzini” a Mezzana (TN), con la sua vecchia macina in pietra; un monumento funebre di età romana con una struttura a cuspide piramidale, noto come “Fescina”, a Quarto (NA); il Bacino del Rio Grande ad Amelia (TR), torrente tributario del Tevere che scorre tra i Monti Amerini, incontrando due antichi sbarramenti; Parco e Casale della Cervelletta, complesso fortificato nella Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, che conquista il primo posto in Lazio per il secondo censimento consecutivo, e Forte Aurelia, che oggi ospita una sede operativa della Guardia di Finanza, entrambi a Roma; la Villa per Michelangelo Antonioni in Gallura (SS), una “Cupola” perfettamente integrata nella natura, progettata dall’architetto Dante Bini e oggi abbandonata; il Giardino degli Angeli in provincia di Bologna, parco ricco di fiori e piante creato in memoria di una giovane ragazza, scomparsa nel 2006. 


 

PREMI DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE” E PROSSIMI PASSI

 

Al primo, secondo e terzo luogo classificato del censimento “I Luoghi del Cuore” 2020 – Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, Castello e Parco di Sammezzano e Castello di Brescia – saranno messi a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo, solo a fronte della presentazione di un progetto da concordare, contributi di 50.000, 40.000 e 30.000 euro, a cui si aggiungeranno 5.000 euro extra per i due siti che hanno superato 50.000 voti. Il premio di 20.000 euro in palio per i vincitori delle classifiche speciali Luoghi storici della salute e Italia sopra i 600 metri, verrà assegnato, rispettivamente, all’Ospedale e Chiesa di Ignazio Gardella e all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone; quest’ultimo lo riceverà al posto della Ferrovia Cuneo-Ventimiglia, poiché in nessun caso i premi sono cumulabili. Stesso discorso per il premio messo in palio per il luogo che ha ricevuto più voti via web, per il quale il FAI curerà la realizzazione di un video storytelling: il destinatario sarà il Ponte Acquedotto di Gravina, che lo riscuoterà al posto del Castello di Sammezzano.

In più, i referenti dei luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti, potranno candidare al FAI, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo 2021, una richiesta di recupero o valorizzazione, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che assicuri un sostegno reale. Come nelle scorse edizioni, FAI e Intesa Sanpaolo selezioneranno entro novembre i luoghi vincitori.

Il FAI si farà inoltre portavoce di tutte le segnalazioni ricevute e, anche attraverso l’azione capillare delle sue Delegazioni presenti su territorio nazionale, solleciterà le istituzioni preposte affinché diano attenzione ai luoghi, sensibilizzando in particolare i Sindaci di tutti i 6.504 Comuni coinvolti e tutte le Regioni.

 

 



“In un tempo di straordinaria difficoltà, il fatto che i voti per i ‘Luoghi del Cuore’ siano stati oltre 2.300.000 è il segno che gli italiani considerano il loro amato Paese come un Paradiso perduto da ritrovare. È evidente una sempre più diffusa coscienza di luoghi speciali sparsi lungo tutta la penisola, così ben distribuiti e numerosi da rendere l’Italia una ‘potenza culturale’ e da incoraggiare il FAI a svolgere sempre meglio il proprio ruolo sussidiario nell’aiutare le Istituzioni pubbliche a tutelare e promuovere il proprio patrimonio di arte, storia e natura”, ha dichiarato Andrea Carandini, Presidente FAI.


Dal 2004 Intesa Sanpaolo affianca il FAI in questa iniziativa a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del Paese, ambito che vede il Gruppo impegnato in prima persona. A questo si aggiunge la capillare diffusione sul territorio italiano che asseconda la presenza ben distribuita della Banca in tutte le regioni italiane. 


Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Il brillante risultato di voti che i ‘Luoghi del Cuore’ del FAI hanno raccolto in un anno così particolare testimonia che la voglia di arte e di bellezza non si è spenta con la pandemia e che le persone rimangono sensibili alle piccole e grandi espressioni del patrimonio locale e partecipano al censimento con l’obiettivo di salvaguardarle. Alle meritorie finalità di tutela e di cittadinanza partecipativa del progetto, quest’anno si aggiunge il contributo a dare respiro alle professioni dell’arte, del restauro, del paesaggio in difficoltà e ad alimentare il turismo locale. L’enfasi data ai luoghi della sanità evoca il doveroso riconoscimento al personale sanitario, coerente con il sostegno e l’attenzione che Intesa Sanpaolo ha assicurato in questi mesi”.



Il censimento è stato realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.


Il Servizio Pubblico è da sempre al fianco del FAI. Ma quest’anno la Rai testimonia in modo se possibile ancora più vivo il senso e l’orgoglio di questa collaborazione: in un Paese nel quale la pandemia ci costringe purtroppo a limitare i nostri spostamenti, diventa ancora più essenziale quella “finestra sulla bellezza” che i media Rai sono in condizione di spalancare, portando milioni di cittadini a diretto contatto con i “Luoghi del Cuore” votati in occasione del censimento 2020.

RISULTATI FINALI

DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE”

CLASSIFICA DEI LUOGHI PIU’ VOTATI IN LIGURIA*

*luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti

Posizione in classifica nazionale


VOTI


LUOGO DEL CUORE

75.586

Cuneo-Ventimiglia-Nizza: La Ferrovia delle Meraviglie

25.412

Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano, La Spezia

18°

14.865

Villa Durazzo Pallavicini a Pegli (GE)

38°

7.845

Borgo di Monesteroli (SP)

53°

6.321

Villa Pallavicini a Rivarolo, Genova

93°

4.278

Oratorio di San Rocco sull'acquedotto storico di Genova

104°

3.955

Convento di San Giacomo, Savona

116°

3.520

Santuario Nostra Signora del Deserto, Millesimo (SV)

117°

3.451

Tempio Valdese, Bordighera (IM)

128°

3.178

Santuario dell'Eremita, Mallare (SV) 

175°

2.511

Chiesa di Sant'Andrea Moltedo, Imperia

Luoghi della classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”

Cuneo-Ventimiglia-Nizza: la ferrovia delle meraviglie 

Inserita nel 2016 dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci linee ferroviarie più belle del mondo, la Ferrovia delle Meraviglie è una straordinaria opera dell’ingegno umano che sfida i limiti fisici: in meno di 50 km in linea d'aria – 96 di estensione lineare - supera un dislivello di mille metri. Nata nella mente di Cavour, che a metà Ottocento intendeva collegare il Piemonte a Nizza, allora sabauda, la ferrovia fu costruita a partire dal 1882 e inaugurata nel 1928. Comprende 33 gallerie, alcune delle quali elicoidali per superare la pendenza, e 27 ponti e viadotti, gran parte dei quali distrutti nel 1943 dalle truppe tedesche in ritirata. La ricostruzione avvenne negli anni Settanta con un accordo italo-francese, ma la mancanza di una politica di rilancio ha portato a un inevitabile declino, con una minaccia di dismissione, sventata nel 2013 anche grazie a un intervento di sensibilizzazione del FAI. Nonostante un investimento di 29 milioni di euro per manutenzioni e ammodernamenti, le corse sono state ridotte a due al giorno e l’alluvione del 2 ottobre 2020, che ha portato allo smottamento del Colle di Tenda e all’isolamento della Val Roya, cuore della ferrovia, ne ha minato nuovamente le sorti. I comitati “Amici del Treno delle Meraviglie”, “Amici della Ferrovia Cuneo Ventimiglia Nizza” e “Amis du Train des Merveilles” che hanno raccolto voti in occasione del censimento del FAI, auspicano il potenziamento della linea e la sua valorizzazione, oltre a un nuovo accordo italo-francese.  Il luogo ha vinto la classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano, La Spezia

Costruita nel 1348 come ampliamento di un edificio preesistente, fu più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. Subì danni durante la Seconda Guerra Mondiale e venne usata come magazzino nel dopoguerra; ulteriori utilizzi impropri hanno provocato un progressivo degrado del bene. Già molto votata ai censimenti “I Luoghi del Cuore” del 2012, 2014 e 2016, la Chiesa di San Michele Arcangelo, a cui gli abitanti del quartiere Pegazzano sono molto legati, nel 2017 ha beneficiato di un contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del Bando per la selezione degli interventi lanciato al termine dell’ottava edizione del censimento, grazie al quale è stato possibile restaurare i due altari seicenteschi. L’edificio necessita però di altri lavori di recupero e per questo il comitato “Salviamo San Michele Vecchio di Pegazzano” ha scelto di attivarsi nuovamente.

Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, Genova 

La Villa è stata votata in diversi censimenti del FAI; il suo grande parco, realizzato alla metà dell’Ottocento per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini su progetto dell’architetto e scenografo Michele Canzio, rappresenta un raro esempio di parco scenografico teatrale a carattere filosofico-massonico ed è uno tra i maggiori giardini storici a livello europeo. A seguito del risultato ottenuto nel censimento “I Luoghi del Cuore” 2018 e del progetto di recupero presentato al Bando per la selezione degli interventi lanciato nel 2019, il bene ha ottenuto un finanziamento da FAI e Intesa Sanpaolo per il restauro del Chiosco delle Rose, parte della narrazione di stampo romantico messa in atto nel parco e composto da una struttura a treillage in ferro battuto che fa da supporto al ramage delle rose e contiene un piccolo vano a dodici lati, a cielo aperto, nel quale i visitatori vengono ‘spruzzati’ da giochi d’acqua. Il luogo è stato rivotato auspicando nuovi finanziamenti per proseguirne la valorizzazione.

Borgo di Monesteroli (SP)

Monesteroli è un minuscolo borgo in provincia di La Spezia, inserito nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Si raggiunge attraverso una scalinata di oltre 1.200 gradini, che scendono dalla collina sovrastante, passando tra boschi e vigneti per poi aprirsi in una discesa mozzafiato. I vigneti sono parte della sua ragion d’essere: nelle cantine, infatti, veniva vinificata l’uva raccolta, trasportata a spalla lungo la ripida scalinata. Nel borgo non abita nessuno, non è arrivata la linea elettrica, né il metano. Per salvarlo sono necessari numerosi interventi, tra i quali la messa in sicurezza di una frana, la manutenzione del sentiero che lo congiunge con il crinale e il mare oltre alla ripresa della coltivazione dei terreni: questo è l’intento con il quale il comitato “Per Monesteroli” si è attivato al censimento del FAI 2020. 

Villa Pallavicini a Rivarolo, Genova

Situata nel quartiere Rivarolo in Polcevera, la Villa, settecentesca, ha vissuto molte trasformazioni architettoniche e di destinazione d’uso: da dimora gentilizia a sede amministrativa prima del Comune di Rivarolo e poi del Comune di Genova, in seguito all’annessione di Rivarolo alla Grande Genova. Ciò che è rimasto invariato è il significato simbolico per le comunità locale, che vi riconosce le proprie radici e la propria storia. Sede di rappresentanza della famiglia Pallavicini, in epoca più recente vi furono allocati una scuola elementare e media, l’Associazione dei Carabinieri, i Vigili urbani, la Banda Musicale di Rivarolo, le scuole Vespertine e, in uno dei corpi laterali, la scuola per l’infanzia delle Suore Dorotee, unica attività operante ancora oggi. L’edificio è ora in stato di abbandono e riqualificarlo è l’auspicio del comitato “Amici di Villa Pallavicini a Rivarolo” che ha raccolto voti in occasione de “I Luoghi del Cuore” 2020.

Oratorio di San Rocco sull’acquedotto storico di Genova 

A Genova è attivo il comitato “Federazione per la tutela dell’acquedotto storico della Val Bisagno APS”, che ha raccolto i voti per l’Oratorio di San Rocco, edificato sul percorso dell’antico acquedotto della città al termine di un’aspra diatriba tra gli abitanti di Struppa e la Repubblica di Genova per la realizzazione del tracciato del nuovo acquedotto seicentesco. L’edificio, a pianta unica e rettangolare, ampliamento di una più piccola e antica cappella sempre dedicata a San Rocco, fu infatti costruito come atto di pacificazione con la Repubblica, che aveva espropriato numerosi terreni e oggi è completamente abbandonato, preda di incuria e vandalismo. Senza un intervento, nel prossimo futuro la struttura senza dubbio crollerà. La raccolta voti in occasione del censimento del FAI è un estremo tentativo di riportare all’attenzione delle istituzioni e della città questo bene in pericolo, bisognoso di cure e di restauri urgenti. 

Convento di San Giacomo, Savona

Il Convento di San Giacomo, insieme alla chiesa, sorge sull’omonima collina e domina il centro e il porto della città. Eretto tra 1471 e 1476 dai Frati Francescani Minori Osservanti, ha due chiostri con lunette affrescate dal pittore savonese Gio Agostino Ratti (1699–1755) raffiguranti la vita di San Francesco. L’abside invece esprime la predicazione per immagini attraverso un ciclo di affreschi di Ottavio Semino (1520–1604), mentre nelle cappelle della chiesa erano conservate opere dei più importanti pittori liguri e lombardi del tempo, ora nella Pinacoteca Civica di Savona o in musei stranieri, tra cui il Louvre. Nel 1812 la soppressione del convento, già mutilato negli spazi esterni per motivi militari, sancì la decadenza dell’edificio che venne destinato a svariati usi (opificio, reclusorio militare, caserma...). Nonostante la perdita di gran parte dell’apparato pittorico della chiesa, i volumi edilizi principali sono intatti e perfettamente leggibili e gli affreschi del Semino possono essere recuperati. 

Santuario Nostra Signora del Deserto, Millesimo (SV)

Il Santuario sorge nella valle chiamata già nel Cinquecento “del Deserto”, circondato da boschi di castagno dove erano presenti degli essiccatoi, piccoli edifici in muratura con all’interno una grata sulla quale venivano appoggiate le castagne che si facevano seccare e su uno di questi era stata raffigurata nel 1618 una Madonna col Bambino seduta in trono. Secondo la tradizione popolare questo luogo nel 1726 fu scenario di un miracolo e di altri successivi, così il Vescovo di Alba diede il consenso alla costruzione di una chiesa. Nel 1796 la chiesa fu soggetta a saccheggi da parte dei Francesi e dopo la caduta di Napoleone venne restaurata e ingrandita. Nel 1820 la parte di muro dell’essiccatoio su cui era stata dipinta l'immagine sacra venne collocata in una nicchia sopra l'altare maggiore e successivamente la chiesa fu ulteriormente ampliata. La forma attuale del santuario risale al 1878 e nel 1927 venne montato un grandioso organo fabbricato nel 1855 da Nicomede Agati. Il luogo rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Tempio Valdese, Bordighera (IM)

Nel XIX secolo Bordighera era molto frequentata da cittadini britannici, a cui si aggiunsero poi ospiti di altre nazionalità, fra cui i tedeschi. Mentre gli inglesi fecero costruire la loro chiesa nel 1873, i protestanti tedeschi dovettero attendere il 1900, quando Moritz von Bernus, commerciante e teologo di famiglia benestante, fece erigere il tempio con l’intento di accogliervi i fedeli di ogni culto. Costruito dall'architetto Orge von Kaufmann e inaugurato nel 1904, l’edificio, a pianta rettangolare, è articolato all'interno in due navate di diverse dimensioni, coperte da un tetto con pendenza molto accentuata. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu danneggiato e furono necessari importanti lavori di recupero. Utilizzato anche per concerti e conferenze organizzati dalla Chiesa Valdese locale e apprezzato per la sua acustica, oggi il tempio - in buone condizioni di conservazione - è chiuso per lavori di restauro. Il comitato “Amici del Tempio Valdese Bordighera” lo ha promosso al censimento del FAI 2020 per valorizzarlo e farlo conoscere a più persone.

Santuario dell'Eremita, Mallare (SV)

Secondo fonti storiche, il nucleo centrale del Santuario di Santa Maria dell'Eremita o di Santa Maria della Rotonda, in Val Bormida, sarebbe stato in origine un tempio pagano; la struttura si presentava a forma rotonda, bassa, piccola, poligonale all'esterno e con contrafforti semicircolari ed equidistanti. Era il 1097 quando Bonifacio del Vasto donò alla Canonica di Ferrania la Chiesa di Mallare, insieme a molti altri possessi e luoghi sacri. Nel XIV secolo, anche per l’incremento demografico locale, il santuario divenne la prima parrocchiale di Mallare, dedicata a Santa Maria e San Nicola, e venne ricostruito nella volta in stile gotico, con arco acuto compresso e con costoloni diagonali e rosone centrale. Il luogo, già votato al censimento 2018, è entrato nuovamente nella classifica de “I Luoghi del Cuore” superando la soglia dei 2.000 voti che consente la partecipazione al Bando per la selezione degli interventi che verrà lanciato dal FAI a marzo 2021.

Chiesa di Sant'Andrea Moltedo, Imperia

La chiesetta immersa nel verde è adagiata, isolata, su un crinale denominato “Costa di Sant'Andrea” ed è un esempio - in miniatura - dell'architettura tardo seicentesca del Ponente ligure, in quanto si inserisce nel filone dell’ampia produzione legata alla famiglia Marvaldi. Eretta nel 1666 sui resti di un’antica chiesa, è caratterizzata da una pianta centrale, con altare maggiore e due altari laterali, finiti da volute a stucco; una trabeazione corre per tutto il perimetro interno, sorretta da lesene con capitelli decorati, mentre gli esterni sono molto semplici, senza decoro. La chiesa, danneggiata presumibilmente a causa del terremoto del 1887, si trova da tempo in condizioni di abbandono. Il lato a valle è puntellato, ma la parete ha subito un considerevole spostamento, tale da scardinare anche l'altare laterale. Inoltre il tetto è crollato e ha determinato un parziale cedimento della volta centrale. Sembra che la famiglia proprietaria abbia comunicato il suo impegno a intervenire sulla chiesa, fatta votare al censimento del FAI 2020 grazie al comitato “Amici di Moltedo”.

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